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“Lei è morto, non può vaccinarsi”. È quello che si è sentito dire all’hub un cittadino forlivese in attesa di ricevere la terza dose, riporta ForlìToday. “Neanche una conoscenza fra i dottori, che ha garantito fosse proprio lui, ha potuto evitare di dover andare a casa senza il vaccino fatto – ha scritto – In più gli è stato detto che dovrà essere lui a ricontattare dopo qualche giorno il servizio sanitario per capire se il disguido è stato risolto”.

L’Ausl romagnola, dopo l’inoltro da parte della famiglia della documentazione necessaria, ha infatti preso in carico la problematica. Il processo di soluzione del problema, spiegano fonti dell’Ausl, era stato infatti già attivato prima che la segnalazione venisse resa nota.

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