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Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Younipa.it

Dopo la sospensione dell’attività didattica e la chiusura degli Atenei su tutto il territorio nazionale disposta dal dpcm 9 marzo 2020, molte studentesse e molti studenti hanno visto mettere in seria difficoltà la possibilità di proseguire la propria carriera universitaria, con un’ulteriore precarizzazione delle condizioni che permettevano loro di studiare, dare esami, e laurearsi.

Tali criticità vertono su numerosi fronti: a partire dalle reali difficoltà di seguire la didattica a distanza, al digital divide, all’accesso digitale al materiale didattico, fino al rinvio di numerosi esami ed appelli. 

Appare evidente che, senza i dovuti investimenti e senza le misure necessarie per ovviare a tali problematiche, la condizione studentesca si sta fortemente aggravando nel periodo emergenziale. Tale condizione appare maggiormente in bilico se si considerano tutte le studentesse e gli studenti sui quali questa emergenza pesa in modo maggiore: le borsiste e i borsisti.

Il diritto allo studio non deve essere un premio ma una misura di costante sostegno e supporto alle studentesse e agli studenti provenienti da contesti socioeconomici più svantaggiati: in questa fase, più che mai, la garanzia del diritto allo studio deve essere imperativa.

In particolare, è necessario aggiungere alle problematiche connesse alla didattica, quelle legate al contesto di forte crisi economica e di precariato lavorativo che sta vivendo il nostro Paese: molte e molti, da questa emergenza, usciranno ancora più impoveriti e potranno riscontrare la presenza di seri ostacoli economici che si frapporranno alla possibilità di conseguire gli studi e soprattutto di confermare la borsa di studio, che, spesso, costituisce l’unico mezzo che molte studentesse e molti studenti hanno per studiare all’università.

Davanti a questa emergenza e al suo aggravarsi, non possiamo accettare il silenzio del mondo politico e soprattutto del Ministero dell’Università e della Ricerca in merito alla condizione studentesca e alla situazione in cui si trova oggi l’Università, già vittima di anni di definanziamenti, tagli e di politiche di spending-review.

Ma se il Governo sta in silenzio, se il Ministro Manfredi sta in silenzio, noi abbiamo deciso di non stare zitti e di non subire le gravi conseguenze dell’assenza di misure in grado di alleggerire il carico di questa crisi. Dopo aver raccolto quasi 15.000 firme tramite la petizione che abbiamo lanciato su change.org, per la deroga ai criteri di merito per l’accesso a borse e alloggi, e aver presentato e approvato la nostra proposta in CNSU, nella data del 31 marzo 2020 è stato presentato in Parlamento il nostro emendamento (n. 100.2)  volto alla revisione dei criteri di merito per l’accesso al diritto allo studio, recante:

Comunicato di LINK coordinamento Universitario

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