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Nell’ambito del recente scandalo che ha travolto l’Università per i presunti concorsi universitari truccati, la procura di Milano ha disposto perquisizioni e acquisizioni di documenti, anche informatici. Tra i 24 docenti universitari di tutta Italia indagati, ci sonoanche i nomi degli infettivologi divenuti famosi durante l’emergenza Covid Massimo Galli e Massimo Andreoni.

L’accusa pesa come un macigno e le parole della procura milanese sono durissime:
“Hanno inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione”
 ai concorsi “sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità”.

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Collusione tra gli infettivologi

Il posto da professore di ruolo di prima fascia era stato “bandito con decreto” del 24 aprile del 2020. Per questo episodio avrebbero agito assieme “con collusione” Galli, Auxilia e Zehender.

Auxilia, in particolare, componente della commissione giudicatrice, avrebbe chiesto “ai suoi colleghi di Dipartimento in possesso dei requisiti indicati dal bando di non partecipare al concorso”. Galli e il candidato vincitore Zehender, poi, avrebbero confezionato, secondo i pm, “il bando sul profilo di quest’ultimo”. Zehender è stato poi nominato il 22 settembre del 2020.

Per questa procedura sono indagati anche il candidato vincente Agostino Riva, la segretaria di Galli e due componenti della commissione giudicatrice. Insieme a loro anche il professore Claudio Maria Mastroianni, dell’Università La Sapienza di Roma, e la professoressa dell’Università di Palermo, Claudia Colomba.

Ad essere penalizztao dalla collusione un altro candidato, Massimo Puoti del Niguarda di Milano. Galli, Mastroianni e Colomba, che facevano parte della commissione, avrebbero attestato che il “prospetto contenente i punteggi attribuiti fosse il risultato del lavoro collegiale della commissione e che fosse stato predisposto nel corso della riunione telematica” del 14 febbraio 2020. Mentre “in realtà, tale documento veniva concordato solo successivamente da Riva e Galli“.

Chi è la professoressa Claudia Colomba

La professoressa palermitana indagata,Claudia Colomba, avrebbe preso parte ad una commissione di uno degli esami finiti sotto indagine nei mesi scorsi. La Colomba dal 16 settembre guida il reparto di Malattie infettive pediatriche all’ospedale Di Cristina.

E’ palermitana di nascita, spostata e madre di tre figli. Si è specializzata in malattie infettive e tropicali nel 1999 e in pediatria nel 2009. Nel 2000 ha svolto attività clinica e di ricerca con il ruolo di consulente infettivologo all’Ismett e poi, fino al 2007, attività clinica e di ricerca all’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale dei Bambini dell’azienda sanitaria Civico. Dal 2007 ad oggi ha svolto attività clinica, di ricerca e didattica nel reparto di Malattie infettive del policlinico Giaccone di Palermo.

Dal 2015 è professore associato di Malattie infettive dell’università di Palermo, docente di Malattie infettive nel corso di laurea in Medicina e chirurgia e delle Scuole di specializzazione in Malattie infettive e Pediatria. Fa parte del collegio dei docenti di dottorati di ricerca dell’Università di Palermo ed è stata docente nel Master Europeo di I livello “Professional Nursing in mother and children health” presso l’Università di Palermo. I La professoressa ha partecipato a diversi a studi clinici nazionali e internazionali con il ruolo di clinical investigator ed è stata responsabile di diversi progetti di ricerca nell’ambito delle malattie infettive pediatriche.

Fonte: il sicilia.it

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