Mensa universitaria a 1 euro per tutti gli studenti: la misura contro la precarietà giovanile
In Francia arriva una misura destinata a far discutere anche in Italia: da maggio 2026 tutti gli studenti universitari potranno accedere ai pasti nelle mense universitarie pagando appena 1 euro, indipendentemente dal reddito. Una scelta che punta a contrastare la crescente precarietà economica giovanile e a rafforzare concretamente il diritto allo studio.
La decisione è stata adottata dal governo francese dopo mesi di pressioni da parte delle organizzazioni studentesche e delle forze politiche di sinistra, che avevano chiesto un intervento strutturale contro l’aumento del costo della vita per gli universitari. La misura era già stata sperimentata durante il periodo Covid, ottenendo un forte consenso tra gli studenti.
Come funziona il pasto universitario a 1 euro in Francia
Il nuovo sistema riguarda tutte le mense universitarie gestite dal Crous, l’ente francese che si occupa dei servizi universitari e del sostegno agli studenti.
Con 1 euro gli universitari potranno ottenere:
- un piatto principale
- antipasto o dessert
- eventuali altri elementi previsti dal menù
Fino a oggi il prezzo agevolato era riservato esclusivamente agli studenti borsisti o in condizioni economiche fragili, mentre gli altri pagavano circa 3,30 euro a pasto.
Per accedere al servizio sarà sufficiente possedere:
- una carta studente valida
- un account attivo nel sistema universitario francese Izly
La misura sarà disponibile anche per dottorandi, apprendisti e giovani impegnati nel servizio civile.
Perché la Francia ha scelto questa strada
Dietro la decisione c’è un dato che ha acceso il dibattito pubblico: secondo diverse associazioni francesi, quasi uno studente su due ha dichiarato di aver saltato pasti per motivi economici.
Il governo francese ha quindi deciso di trasformare il tema dell’alimentazione universitaria in una misura di welfare strutturale, investendo decine di milioni di euro per sostenere il sistema delle mense.
Secondo le stime:
- il costo reale di un pasto universitario varia tra 8 e 9 euro
- lo Stato coprirà la differenza economica
- il piano potrebbe arrivare a costare oltre 120 milioni di euro annui
Prevista anche l’assunzione di nuovo personale per evitare il collasso delle strutture universitarie già molto frequentate.
Il dibattito: modello da imitare anche in Italia?
La scelta francese sta già alimentando il confronto anche in altri Paesi europei. In Italia il costo della vita universitaria continua a pesare fortemente sugli studenti, soprattutto nelle grandi città, tra affitti elevati, trasporti e spese alimentari.
Il modello francese riporta quindi al centro una domanda sempre più attuale: il diritto allo studio può esistere davvero senza garantire condizioni economiche minime per vivere?
Le organizzazioni studentesche francesi hanno accolto positivamente la misura, pur evidenziando alcune criticità:
- mense insufficienti in alcune città
- rischio sovraffollamento
- carenza di personale
- difficoltà per gli studenti che studiano lontano dai campus principali
Resta però un segnale politico forte: la precarietà studentesca non viene trattata soltanto come un problema individuale, ma come una questione pubblica da affrontare con investimenti concreti.
Fonte: Open

