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La Regione: «Provvedimento necessario a salvaguardare la salute pubblica e contrastare la diffusione del coronavirus»

A mezzanotte Messina chiude tutto. E lo farà fino alla fine del mese. Come ai tempi del lockdown totale della scorsa primavera, la terza città metropolitana della Sicilia e «porta» dell’isola per chi arriva o parte in auto o in treno, si ferma perché diventa «zona rossa». Invocata più volte dal sindaco De Luca, suggerita dagli esperti della sanità che affiancano il governo della Regione, era stato ieri sera il governatore a istituire la «zona rossa» per Messina, oltre che per due piccoli comuni del Catanese: Ramacca e Castel di Judica. Un provvedimento che, ha fatto sapere la Regione, «serve a salvaguardare la salute pubblica e contrastare la diffusione del coronavirus».

Il sindaco Cateno De Luca promette collaborazione a Regione e Asp, con le quali più volte in questi mesi ha duramente polemizzato, ma in una diretta social questa mattina ha annunciato, con i toni a cui i suoi concittadini sono ormai abituati, o rassegnati: «Assumo il comando a mezzanotte e riapro il Coc – ha detto -. Ho vissuto momenti difficili, ero a conoscenza di troppi fatti. Mi stava scoppiando il cuore per tutto quello che stava accadendo e continuavano a mentire. Sto preparando un secondo esposto per quello che è successo all’Asp fino a quando non si è insediata la commissaria Furnari». De Luca ha sempre puntato il dito contro la gestione dell’emergenza Covid da parte dell’Asp, chiedendo più volte al presidente della Regione la rimozione del direttore generale.

La città con la sua area metropolitana è, nei bollettini giornalieri diffusi da Palermo, spesso ai primi posti per numero di contagiati e anche di vittime. Solo in questa seconda fase, si contano 150 morti dei circa 2400 registrati in tutta l’isola. E in questi giorni i ricoveri hanno raggiunto numeri mai registrati in precedenza. 

Stamattina in prefettura si è svolto un comitato per l’ordine pubblico. La particolarità di gestire una zona rossa in una città strategica per le comunicazioni dell’isola come è Messina, ha imposto infatti particolari misure. Il transito nello Stretto di Messina non verrà ridotto, come era accaduto in primavera, e ai viaggiatoeri sarà sempre consentito attraversare la città per raggiungere la propria destinazione, o all’interno della Sicilia o per imbarcarsi e attraversare lo Stretto per dirigersi in altre regioni. Tuttavia, chiunque arriverà con un traghetto dovrà, dopo essersi registrato nel portale «siciliacoronavirus», sottoporsi a un tampone rapido ai «drive-in» posizionati agli imbarcaderi e gestiti dall’Asp; una misura che, in realtà, al momento vale per chiunque arrivi in Sicilia, anche in aereo, e stabilita da un’ordinanza del governatore Musumeci firmata prima delle feste natalizie, poi rinnovata lo scorso 5 gennaio, un giorno e mezzo prima che scadesse, e che resta in vigore fino al 15 gennaio. Ma la zona rossa a Messina sarà attiva fino al 31 gennaio e dunque è ipotizzabile che la misura, almeno agli imbarcaderi, possa essere ulteriormente prorogata. Per il resto, valgono tutte le restrizioni che impone la condizione di zona rossa. 

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