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Ultimate oggi a Palermo le riprese di “Scianél”, il film realizzato dal regista Luciano Accomando e che si inserisce nel progetto “Officine Malaspina”, con la partecipazione attiva di alcuni giovani detenuti.

Il film vede come protagonista Lollo Franco nei panni del nonno di una ragazzina dai poteri magici. A far da sfondo a questa favola moderna, le colorate borgate del capoluogo siciliano.

Il cinema come riscatto sociale

I giovani detenuti del Malaspina scrivono la sceneggiatura di un film e aiutano anche nella realizzazione del set. Ciak e macchina da presa sono arrivati fin dentro il carcere, oltre che allo Zen e in altri luoghi della città. Il progetto ha coinvolto trenta giovani dell’Istituto penitenziario minorile di Palermo. Il film qualche segno lo ha già lasciato. “Voglio fare l’attore”, “Appena esco da qui mi piacerebbe lavorare nel mondo del cinema”, “Mi sono sentito parte di qualcosa”; sono solo alcune delle testimonianze dei ragazzi. La cinepresa è la loro finestra sul mondo. La voglia di riscatto è tanta per dei ragazzi che spesso vengono da contesti che non forniscono alcuna alternativa e che adesso questa alternativa l’hanno trovata dentro al carcere.

Il progetto

Si chiama “Officine Malaspina” il progetto dell’associazione centro studi Pianosequenza finanziato dal dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale della Presidenza del consiglio dei ministri. Regista e ideatore del progetto è Luciano Accomando, a fare da tramite tra ragazzi e troupe ci hanno pensato la direttrice dell’Istituto penitenziario minorile Malaspina Clara Pangaro e le educatrici Maria Mercadante e Laura Costa.

I laboratori

Prima della realizzazione del lungometraggio nell’istituto si sono svolti diversi laboratori sui mestieri del cinema: regia e sceneggiatura diretto dallo stesso Luciano Accomando con la scenografia messa a punto assieme ad Azzurra Sichera e ai ragazzi del Malaspina. Poi, i laboratori di ripresa e fotografia guidati da Antonio Rao, scenografia con Alessia D’Amico ed Emilia Gagliardotto, suono con Mirko Cangiamila. Si tratta di una favola moderna ambientata a Palermo. Protagonista una ragazzina che scopre di avere dei poteri magici. Nel cast oltre alla piccola protagonista Giulia Fragiglio per la prima volta sullo schermo, figurano Lollo Franco, Maurizio Bologna, Stefania Blandeburgo, Nicola Franco, Salvo Piparo, Daniele Verciglio, Patrizia d’Antona, Giuseppe Santostefano, Giuditta Perriera e Daniela Pupella.


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Le dichiarazioni del regista

“I ragazzi del Malaspina hanno dato una grande mano d’aiuto nel rivedere e ricucire la sceneggiatura – osserva il regista Luciano Accomando – soprattutto per ciò che attiene i dialoghi che erano stati inizialmente scritti in un palermitano non sentito, non vissuto perché io non sono di Palermo e loro in questo sono stati fondamentali. Abbiamo tutti vissuto emozioni fortissime, per loro è stata una continua scoperta e noi che vivevamo tutto attraverso i loro occhi ci siamo commossi di rimando. I giovani detenuti hanno realizzato pure tutti gli oggetti di scena che sono utilizzati nel film. E poi vedere nei loro volti questa forte emozione sul set nei giorni di riprese in carcere è stata un’esperienza bellissima perché potevano interagire con gli attori e con la troupe. Vedere il loro prodotto finalmente realizzato e sentirsi parte integrante di un progetto. Per loro è stato anche un senso di riscatto. L’idea della nostra associazione e della presidentessa di Centro Studi Pianosequenza Patrizia Toto è stata sin dall’inizio rendere possibile l’idea di un riscatto sociale e di una piena realizzazione di sé, sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione di esclusione sociale in cui versano i giovani detenuti. Grande accoglienza infine ci hanno mostrato allo Zen durante i giorni di riprese nel quartiere sia l’associazione “Zen Insieme” che gli abitanti del posto”.

“I ragazzi sono rimasti affascinati”

“Con Officine Malaspina si è cercato di creare un legame attivo con il complesso mondo del cinema, coniugando arte e formazione professionale – dice la direttrice dell’Ipm, Clara Pangaro – Dal regista, al direttore della fotografia, al tecnico del suono, allo sceneggiatore, una pluralità di mestieri a cui i giovani hanno avuto modo di approcciarsi acquisendo conoscenze e competenze professionali in un settore per loro nuovo e affascinante. La possibilità di partecipare concretamente ad alcune giornate delle riprese del film è stata per i ragazzi una esperienza coinvolgente ed emozionante che ha visto le nozioni teoriche acquisite tradursi in operatività sul campo. Qualcuno ha così immaginato il proprio futuro da attore, qualcun altro si è reso conto che le storie possono essere “riscritte” combinando in modo diverso gli elementi di cui si dispone per essere protagonisti attivi del proprio futuro e ricucire il patto con la società”.


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