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Nel quartiere Zen di Palermo, il virus ha bloccato le lezioni ma non i ladri.
Due notti fa qualcuno è entrato in un locale tecnico, della scuola Falcone, uscendone poco dopo con la refurtiva e allagando lo scantinato. L’amarezza della preside: “E’ un periodo difficile per i nostri studenti che hanno bisogno di tornare a socializzare”.

l Coronavirus ha stravolto le abitudini degli studenti e impedito loro di tornare sui banchi di scuola ma lo stesso non può dirsi per ladri e vandali. Risale infatti a due giorni fa l’ultima incursione notturna all’interno dell’istituto comprensivo statale Falcone di via Marchese Nicolò Pensabene, allo Zen. Qualcuno, dopo aver scavalcato il cancello e forzato una porta, si è intrufolato in uno scantinato utilizzato come locale tecnico portando via tre motorini dell’acqua e allagando tutto.

Ad accorgersene la mattina seguente è stato il personale scolastico che si è messo in contatto con la preside Daniela Lo Verde. La dirigente scolastica a sua volta, in attesa di andare a formalizzare la denuncia, ha chiesto l’intervento della polizia per constatare l’accaduto e l’entità del furto. A indagare sull’episodio gli investigatori del commissariato San Lorenzo che però non potranno fare affidamento su alcun sistema di videosorveglianza interno e dovranno sperare nelle telecamere di qualche privato.

Un’altra ferita al cuore per l’istituto della zona alla periferia nord della città che, come in passato, sembra però non scalfire la voglia di fare della preside, dei docenti e di tutto il personale. “E’ un periodo difficile per i nostri ragazzi e ce la stiamo mettendo tutta – racconta Lo Verde a PalermoToday – per stare loro vicini. Hanno bisogno di tornare a socializzare, di non perdere quelle sane abitudini. Per questo stiamo pensando a qualche progetto per l’estate. Sempre che ci siano i margini per farlo”.

Dal giorno del lockdown le campanelle delle scuole non hanno più suonato né scandito lezioni e ricreazioni, costringendo tutta la comunità scolastica ad adattarsi all’emergenza sanitaria sperimentando la didattica online. “Per venire incontro ai nostri ragazzi e alle necessità di tutti – prosegue la preside – il Ministero ci ha inviato 25 notebook, mentre noi abbiamo acquistato qualche tablet perché non è facile studiare in videochiamata con uno smartphone”.

Ma non finisce qui. “Ci siamo anche resi conto – prosegue – della fatica enorme che alcuni dovevano fare per portare un piatto caldo a tavola. Abbiamo quindi deciso di mettere a disposizione il conto corrente della scuola, noi tutti ci siamo autotassati e anche grazie a qualche benefattore ad oggi siamo riusciti a distribuire alle famiglie del quartiere circa 150 buoni da 50 euro per la spesa. Noi mandiamo loro il coupon tramite Whatsapp e contestualmente una mail al Centro olimpo che ci ha dato la disponibilità integrando l’importo con un ulteriore 5%”.“

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