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E’ Natale, come ogni anno. Anche per i commercianti costretti a chiudere le loro saracinesche. Nonostante la pandemia, nonostante i dpcm, nonostante la crisi economica.

Il nostro pensiero va a tutti quelli che stanno trascorrendo questo Natale in una condizione diversa da quella che si attendevano. In particolare ai titolari di pubblici esercizi, una delle categorie maggiormente colpite da questa pandemia. 

Palermo. La protesta dei Commercianti. La nostra intervista a Doriana Ribaudo

Abbiamo intervistato Doriana Ribaudo, titolare del noto ristorante palermitano “Osteria Ballarò” e del bar “La Martorana, oltre che componente del direttivo della FIPE Palermo.

Abbiamo chiesto a Doriana di raccontarci dell’iniziativa/protesta di Natale promossa da FIPE e FEIPET in collaborazione con FIC (Federazione Italiana Cuochi).

Lo spirito dell’iniziativa è stato quello di unirci, tra tutte le associazioni di categoria in Italia per dare vita ad una Protesta Civile, volta a sensibilizzare il paese e le istituzioni sulle enormi difficoltà della nostra categoria” ci spiega Doriana Ribaudo.

Doriana ci racconta, che dopo l’uscita del manifesto “BASTA”, ci sono state tantissime adesioni di commercianti a Palermo. 

L’iniziativa prevede che in ogni pubblico esercizio aderente, venga affisso il manifesto della campagna “BASTA”. I commercianti vogliono dire basta ad un governo che apre e chiude le loro aziende come interruttori e si arroga il diritto di vietare il lavoro delle imprese, senza trovare una strada per tutelarle. 

E’ stato un anno difficile, e ci ha portato tutti al limite della sopravvivenza- ci dice Doriana- Il settore dei pubblici esercizi (bar, ristoranti, pub, pizzerie, catering e discoteche) è al collasso. Siamo esausti e increduli. Chiusi, aperti con precauzioni, aperti a metà, poi a tratti, minacce di chiudere, promesse di aprire, chiusi a singhiozzo, infine, costretti all’offensivo gioco dell’oca delle festività 2020”. 

Un imbarazzante cortocircuito politico tra centro e periferia, scaricato sulla pelle delle imprese di questa filiera. Doriana Robaudo ci racconta le difficoltà di questo anno per la sua categoria. Le perdite in termini di fatturato e i ristori, poco ristoratori messi in campo dal governo.

“Adesso prevedono per noi commercianti un ristoro dello stesso importo di giugno, dunque calcolato sul fatturato del mese di Aprile dello scorso anno. Ma è impensabile equiparare qualsiasi mese dell’anno al periodo natalizio- dice la Ribaudo- Tutti sanno che i fatturati delle nostre imprese del periodo natalizio rappresentano una grossa fetta dell’intero fatturato annuo. Questo per noi è sempre stato un periodo di grossi guadagni e di grande attività”.

Le chiediamo come sta reagendo la sua impresa a questo ulteriore stop. “E’ difficile fronteggiare le continue decisioni contrastanti del governo. Con il DPCM del 3 dicembre ci hanno fatto aprire e ci hanno prospettato di rimanere aperti per il periodo natalizio. Quindi ognuno di noi, almeno quelli che hanno avuto la forza economica di riaprire le loro attività, si sono organizzati facendo ordini e scorte per affrontare bene il periodo delle feste. Poi il nuovo stop. E tutto si è fermato di nuovo. Tutto tranne le spese che abbiamo dovuto affrontare, per l’ennesima volta.”

Adesso il futuro appare incerto e nebuloso, ma nelle parole di Doriana c’è tanta voglia di non mollare. E questa iniziativa rappresenta proprio un grido di aiuto e al contempo di speranza verso il futuro. “L’appello- ci dice Doriana- non è rivolto solo alle istituzioni. Non ci hanno mostrato capacità di ascolto, non ci hanno dato modo di confrontarci e non ci hanno fornito interlocutori validi che ci ascoltassero e che raccogliessero le nostre istanze. Quindi ci rivolgiamo anche e soprattutto ai nostri clienti, che ci hanno mostrano sempre grande vicinanza. Chiediamo a loro di fare in casa qualche dolce in meno e di ordinare di più nei loro ristoranti e bar preferiti. Chiediamo di non abbandonarci.

Non siamo scesi in piazza perché non volevamo creare assembramenti, non volevamo creare scalpore e alimentare odio. E anche per questo sono fiera di far parte di questa categoria- continua Doriana- perché abbiamo mostrato un grande senso di responsabilità nei confronti della società e della salute dei cittadini. Abbiamo mostrato senso di responsabilità nel rispetto rigoroso delle regole imposte per la salute di tutti, ci siamo adeguati a tutti i dettami imposti dalla legge. E di certo venire in ristorante è sempre più sicuro di andare nei mercati affollati o in quelle one franche delle città, dove i controlli non esistono.

Doriana ci racconta anche dei suoi stati d’animo, ci confrontiamo sulle emozioni e sulle sensazioni di questo periodo e sulle difficoltà da affrontare anche psicologicamente dopo questo anno così duro. 

Ci racconta che spesso ci si lascia prendere dallo sconforto e dalla voglia di mollare. Ma che poi, per fortuna, prevale sempre la tenacia e l’ottimismo verso il futuro. Anche se è incerto, anche se nessuno sa cosa succederà nei prossimi mesi. Non si può non avere fiducia. “Non fosse altro che per le famiglie che ci stanno accanto- ci dice Doriana-. E per i nostri figli”

Doriana ha due bambini bellissimi e ci dice che il più grande Lorenzo, 5 anni, l’altro giorno vedendola soprappensiero le ha detto:

”Mamma, stai tranquilla, vedrai che il natale sconfiggerà il Coronavirus”.

E con le parole del piccolo Lorenzo, concludiamo questa intervista. Augurando a Doriana e a tutti i 350.000 esercizi pubblici italiani un Natale Sereno e un anno di ripresa e di rinascita. 

Speriamo anche che le istituzioni possano ascoltare le istanze dei nostri commercianti. Perché l’Italia deve ripartire, il mondo deve ripartire. E per farlo ha bisogno di tutti i piccoli imprenditori coraggiosi, che nonostante tutto, si sono messi in gioco e cercano di non mollare.


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Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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