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Il nuovo mercato di Ballarò inizia a prendere forma. È stata installata la nuova cabina elettrica in piazza Carmine nell’ambito del progetto che vede coinvolti lo Iacp, la prima circoscrizione, l’associazione Mercato Storico Ballarò, l’università con il Darch e il dipartimento di Ingegneria e Sos Ballarò.

“Desidero ringraziare pubblicamente i giovani del Gruppo di ricerca #LabCity Architecture (DARCH-UNIPA) per l’impegno, la costanza, la maturità e la capacità critica nell’affrontare quella che è stata per me e per tutti noi un’importante occasione di confronto sul metodo e sui temi della ricerca-azione per il progetto contemporaneo nel tessuto storico della città di Palermo – si legge in una nota – Il progetto di ricerca-azione ha previsto il ridisegno dello spazio pubblico della Piazza del Carmine e di una grande copertura policroma del Mercato Ballarò; la piccola copertura in ferro e i box dei mercatari sono stati invece progettati esclusivamente dall’ufficio tecnico dello IACP”.

“Al progetto di ricerca-azione, elaborato dal Gruppo di ricerca LabCity Architecture (DARCH-UNIPA) a seguito di una Convenzione tra il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo e l’IACP, hanno partecipato per il DARCH il Prof. arch. Renzo Lecardane (Responsabile scientifico) con Ignazio Verentino, Paola La Scala, Adriana Lo Curto, Sabrina Di Maggio, Gloria Santomauro, Francesco Settecasi, Dario Annolino , Sefy Calcaterra, Salvo D’Amato, Ornella Giambrone, Francesco G. Marino, Cecilia Passalacqua” .

“Questa esperienza che si concluderà speriamo fra qualche mese con la fine dei lavori e la successiva restituzione dello spazio pubblico riqualificato della Piazza del Carmine e del nuovo grande Mercato coperto a Ballarò ha certamente contribuito a misurare le dinamiche culturali a Palermo, a breve, media e lunga scadenza. L’incontro e l’ascolto, seppur difficile e a tratti surreale, con alcune istituzioni e con il tessuto attivo delle associazioni presenti nel territorio ha dato i risultati da me attesi sul ruolo attivo ed irrinunciabile dell’Università”.

“Nonostante la fiducia nell’architettura contemporanea abbia raggiunto a Palermo un alto grado di disinteresse, soprattutto istituzionale, i contributi e le critiche a volte strumentali, hanno fornito gli elementi utili al progetto, in un quadro di obiettivi più esteso di quello iniziale. L’eterogeneità degli attori coinvolti e dei luoghi su cui intervenire insieme alla diversità delle azioni da intraprendere hanno orientato la ricerca a sperimentare la flessibilità del processo relazionale e progettuale attraverso l’ascolto dei bisogni degli utenti con quelli più specificatamente spaziali, progettuali e costruttivi”.

“L’ipotesi progettuale ha mirato a definire una pièce urbaine proprio a partire dal suo contesto e dai suoi margini urbani. Il complesso storico monumentale della Chiesa del Carmine e dell’Oratorio di Sant’Alberto rappresentano le quinte urbane di due piazze che accolgono al centro il Mercato coperto attraverso un lavoro di ricucitura e riuso di ciò che esiste. Il progetto ambisce a proporre un potenziale immaginario contro il fenomeno dell’occupazione illegale dello spazio pubblico e a definire nuovi luoghi di aggregazione per la comunità”.

“La ricerca-azione ci ricorda il dovere della cura e della manutenzione come chiave di lettura interpretativa dello spazio accessibile per acquisire la necessaria responsabilità collettiva di rispetto delle regole, incoraggiando il sentimento di legalità. Una doppia tensione ha guidato questa ricerca sul campo, attraverso continue operazioni di distanziamento e di interazione con le istituzioni locali, le associazioni, gli abitanti e i mercatari”.

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