Il suo nome scientifico è Phoneutria nigriventer, viene dal Brasile e il suo morso ha un effetto di 4 ore sull’organo maschile. Ma il veleno è letale e può portare alla morte.

Prima un’erezione di 4 ore, poi la morte: come riconoscere il velenosissimo ragno delle banane. Negli scorsi mesi è stato avvistato anche in Italia, in una spiaggia del Sud

Alcuni ricercatori guardano al fenomeno come possibile rimedio futuro al problema della disfunzione erettile. Altri riconoscono in questa espressione della natura soltanto un pericolo insidiosissimo dal quale guardarsi. Duplice veste per il Phoneutria Nigriventer, il famigerato ragno tropicale che può insinuarsi nelle banane provenienti dal Brasile e il cui morso provoca nei soggetti umani di sesso maschile una prolungata erezione, ma anche danni gravissimi, fino addirittura alla morte.

Gli studiosi dell’università federale di Madras, in Brasile, hanno osservato che tra gli effetti collaterali della puntura di questo ragno negli uomini c’era appunto una lunga, ma dolorosissima erezione della durata di circa 4 ore. In una ricerca recentemente pubblicata sul “Journal of Urology”, hanno analizzato il veleno dell’animale in cui sono presenti due tossine, la PnTx2-6 e la PnPP-19, che si sono dimostrate capaci di aumentare la produzione di ossido nitrico, un vasodilatatore fondamentale per l’erezione e la sua durata. Ecco dunque spiegato l’effetto sui soggetti maschi che gli scienziati contano di approfondire per isolare quelli che sono gli elementi utili alla creazione di nuove cure per le disfunzioni sessuali, eliminando i fattori di pericolosità del liquido prodotto dal ragno.

Non solo ai tropici

Il Phoneutria nigriventer è stato al centro di alcuni fatti di cronaca anche in Europa. Si rifugia nei caschi di banane, per questo motivo le verifiche sulle spedizioni di frutta dal Sud America sono molto accurate, tuttavia alcuni esemplari sono riusciti a ‘evadere i controlli’ e a raggiungere i supermercati occidentali. I casi più noti sono avvenuti in Inghilterra, in Germania, ora anche in Italia.

Come riconoscerlo

I ragni delle banane scelgono la notte per i loro spostamenti per andare a caccia di prede, mentre di giorno si nascondono nei termitai, sotto rocce, tronchi e anche nei caschi di banane e nelle bromeliacee. Esattamente come il ragno violino, questa specie viene spesso attratta dalla sicurezza e dall’ambiente confortevole delle abitazioni umane, e non di rado è possibile trovarli all’interno delle scarpe, sotto i vestiti, dietro le tende e negli angoli più umidi. Per questo motivo gli spiacevoli incontri risultano piuttosto comuni.

Il veleno

L’effetto del suo morso negli uomini è devastante: porta a una erezione lunga 4 ore e poi alla morte. La particolarità del veleno di questo ragno è ancora studiata dagli scienziati, che lavorano a un trattamento per la fertilità maschile proprio a causa del particolare effetto che ha sull’organo sessuale maschile.

Cosa fare in caso di morso

In caso di “incontro ravvicinato” con questo insetto, la cosa migliore da fare è restare immobili e tranquilli, il ragno passerà oltre perchè non si sentirà minacciato. Nel caso abbia “preso posizione”, sollevando le quattro zampe anteriori sopra la testa e morda: se non fa tanto male, è un buon segno, significa che il morso era a secco, non ha iniettato veleno. Se invece la zona interessata fa male davvero e inizia a bruciare e gonfiarsi occorre mantenere la calma. Agitandosi, il veleno andrà in circolo più rapidamente. Piuttosto bisogna recarsi al pronto soccorso per avere l’antidoto. Se si è molto emotivi e si cade nel panico è meglio chiamare un’ambulanza, stare fermi e attendere l’arrivo dei medici e degli operatori sanitari che provvederanno a tutto.“

Per il momento questo esemplare deve soltanto metterci in guardia e spingerci alla massima prudenza nel caso dovessimo entrare in contatto con qualche banana sulla quale si è annidato. È stato dimostrato che una dose infinitesimale del suo veleno per uccidere un topo di 20 grammi di massa corporea. Nel caso di puntura sugli esseri umani i primi sintomi sull’organismo saranno tachicardia, vomito, diarrea, parestesia. La morte sopraggiunge anche a causa di un eventuale shock anafilattico. Esiste un antidoto al micidiale veleno dell’aracnide ed ecco perchè da circa vent’anni non si sono più registrati casi di decesso legati al suo morso fatale. (Fonte: La Stampa)

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