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«I nostri laboratori non si fermano mai». E’ questa la frase con cui il medico Julio Malio dell’Hospital Clinico San Carlos di Madrid ha descritto lo scatto postato sul suo profilo Twitter, che mostra la grande nevicata che ha colpito Madrid. Il sanitario ha voluto tanto raccontare ciò che gli stava accadendo. L’abbondante neve, presente anche nel Nord Italia, non ha solo fatto divertire grandi e piccini, ma ha reso ancora più complesso il lavoro a medici e infermieri, che in questi giorni sono impegnati tanto nella campagna vaccinale contro il Covid-19. Ma, come ha assicurato il medico nel tweet, ben presto diventato virale, non c’è emergenza che possa impedire a medici e infermieri di salvare vite. E la quotidianità di un sanitario è stata sempre così, anche prima del Covid-19.

La vita dei sanitari in Europa

Sono stati i ministri dell’Interno Fernando Grande Marlaska e quello dei trasporti José Luis Abalos ad insistere sulla necessità di adottare il massimo della precauzione immaginabili, sottolineando che la situazione spagnola è tosta. Nella sola Comunità di Madrid sono 1500 le persone soccorse. Molto complicata la situazione della viabilità, con ripercussioni sulla rete stradale in tutto il paese e migliaia di mezzi rimasti intrappolati, tra cui le ambulanze dei sanitari.

È infatti allerta rossa in tutta la Spagna per il brutto tempo che sta portando neve e gelo. A Madrid, una delle zone più colpite, sono previsti oltre 50 centimetri di neve. La nevicata, cominciata la scorsa notte nella capitale spagnola, è secondo i media locali la più forte degli ultimi 40 anni.

Sanitari eroi, ma senza diritti

E’ facile commuoversi dietro ad un sanitario e una foto strappalacrime. Ma medici, infermieri, Oss meriterebbero anche di più di alcuni like su Facebook e Twitter. Meriterebbero un salario migliore di quello che hanno, soprattutto in Italia. Meriterebbero maggiori diritti. E’ vero la foto viene dalla Spagna, ma anche i sanitari itaiani subiscono lo stesso. Sono loro che da più di un anno non vanno in ferie. Sono loro che meriterebbero di essere premiati.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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