Il 14 settembre io non autorizzo nessun personale della scuola ad isolare mio figlio se dovesse presentare improvvisamente qualche linea di febbre… Nessun personale sanitario può prelevare mio figlio da scuola in mia assenza traumatizzandolo! Non firmerò nessun foglio di autorizzazione che prevede questo tipo di trattamento… Fino alla maggiore età io genitore sono unico tutore di mio figlio!”.

Questo è il messaggio “a catena” che corre all’impazzata su numerose pagine Facebook, mentre la catena viene rilanciata anche tramite chat di classe tra i genitori su Whatsapp. Una sorta di protesta per quanto, si sostiene, sarebbe previsto dal protocollo di sicurezza per la riapertura delle scuole, ovvero l’isolamento e la sottrazione alle famiglie degli studenti con sintomatologia Covid. Naturalmente tutto basato su una bufala, anzi doppia bufala.

Si tratta di una doppia bufala e di una doppia disinformazione: le linee guida per il ritorno in classe non prevedono nulla del genere, e in ogni caso un post su Facebook non ha alcuna validità per concedere o negare alcun tipo di autorizzazione

Ecco comunque cosa c’è scritto nel protocollo di sicurezza firmato tra il ministero dell’Istruzione e i sindacati:

“In caso di comparsa a scuola in un operatore o in uno studente di sintomi suggestivi di una diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, il CTS sottolinea che la persona interessata dovrà essere immediatamente isolata e dotata di mascherina chirurgica, e si dovrà provvedere al ritorno, quanto prima possibile, al proprio domicilio, per poi seguire il percorso già previsto dalla norma vigente per la gestione di qualsiasi caso sospetto”.

Quindi la norma già prevede che, nel caso una ragazza o un ragazzo presentino sintomi compatibili con un contagio da coronavirus, siano al più presto riconsegnati ai genitori perché li portino a casa, per poi eseguire gli eventuali accertamenti comunicati dalle autorità sanitarie.

Avevamo già evidenziato in un nostro articolo il pericoloso mix tra analfabeti funzionali e complottisti. Un vero dramma italiano.

Chi è analfabeta funzionale è capace di leggere e scrivere, ma ha difficoltà a comprendere. E in Italia, studi a riguardo svelano che 1 italiano su 4 è un analfabeta funzionale: l’Italia risulta penultima nella classifica europea e quartultima a livello mondiale (rispetto ai 33 Paesi analizzati). L’analfabeta funzionale non si informa, non legge, non comprende, ma interpreta e commenta la realtà in base alle sue poche conoscenze.

Analfabetismo funzionale e Coronavirus

In questo periodo, in cui tutti siamo costretti ad una vita che non è la nostra, siamo portati a riscoprirci, rispolverare o imparare nuove passioni che non sapevamo nemmeno di avere: siamo stati cuochi, casalinghi, esperti di fitness e workout, lettori accaniti, nerd senza tregua.

Tutto questo, pur di non fermarci un attimo lasciando che lo sconforto di un domani senza alcuna certezza irrompesse prepotentemente nelle nostre vite, travolgendoci. C’è purtroppo chi, però, ha trasformato tutto in energie negative e frustrazione profonda, abbandonandosi a delle polemiche sterili e ignoranti, colme di odio senza alcun fine.

E va bene la libertà d’espressione, va bene il poter esprimere le proprie idee, ma da lì a diventare tuttologi, è un altro discorso.

La nostra società è ormai vittima di una pandemia a nostro avviso molto più preoccupante del coronavirus, una pandemia che non ha soluzioni, cure o vaccini se non l’INFORMAZIONE. I social hanno dato la possibilità a tutti di poter veicolare informazioni poco corrette o addirittura completamente false su qualsiasi tipo di argomento.

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