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Medicina. Abbiamo seguito al fianco degli studenti la vicenda che, ancora dopo lunghi e lunghi mesi non da’ risposte ai neolaureati in Medicina e Chirurgia. Il bando per i corsi di specializzazione non si sblocca. Le istituzioni sembrano perennemente bloccate, come se le proteste dei giovani medici non si fossero sentite. Il Ministro dell’Università Manfredi dà solo poche parole alla tv e ai giornali, ma comunicati ufficiali non ce ne sono. E il paradosso è che sotto un’emergenza sanitaria coloro che potrebbero dare un aiuto concreto vengono mesi in panchina. La precarietà aumenta. Alcuni giovani devono scegliere, senza sapere nulla del futuro vicino, se tentare di continuare gli studi specialistici o continuare a fare dei lavoretti precari tra guardie mediche e screening.

Marta Tigano e Carola Gagliardo sono due ex studentesse di Unipa che hanno tentato il test di specialità ad ottobre e ancora non sanno nulla. Le notizie più floride dicono che forse qualcosa si saprà a gennaio. Dopo 5 lunghi mesi dal test. Il più lungo responso di sempre. Loro sono solo due dei 24.000 medici lasciati in bilico su un filo sospeso, che via via che passo il tempo diventa sempre più fino. Il rischio di cadere e demoralizzarsi cede. Marta e Carola sono state due rappresentanti di Vivere Medicina. Hanno sudato 7 camicie per 6 lunghi anni tra libri e tirocini. Tra l’altro le due si conoscono pure.

L’intervista

Ci sono novità sulla specializzazione?

Carola: “ Il Miur ha detto che darà risposta il 30 dicembre. Anche se io penso passerà più tempo”

Marta: “Arrivano solo fugaci notizie attraverso tv e giornali. Di concreto nulla”

Cosa avete fatto dalla laurea ad oggi?

Carola: “ Mi sono laureata a luglio. Ho lavorato fino ad oggi al reparto Covid dell’ospedale Cervello. Mi dovrò licenziare perché, se lavori, non ti fanno entrare nella graduatorie del concorso di specializzazione”

Marta: “Mi sono laureata anch’io a luglio. Ho lavorato allo screening di Caltanissetta. Dovrò lasciare il lavoro prima che diano i risultati del concorso”

Come è stata questa esperienza lavorativa?

Carola: “È stata un’esperienza umana, più che sanitaria. Ogni giorno le persone ti pregano di farli rimanere in vita. Alcune volte però se ne vanno via per sempre. E ci rimani malissimo”

Marta: “Grazie a questo lavoro ho capito che la mia passione è la medicina. Questo è il lavoro che voglio fare nella vita. Per sempre”

È vero che, se entrate in specializzazione, vi useranno, per fare gli screening e la somministrazione del vaccino gratuitamente solo per dei crediti formativi?

Carola: “Sì, non ha senso. Oltre alle ore di specialità, nel caso entrassimo, dovremmo fare la somministrazione del vaccino come tirocinio”

Marta: “Il tirocinio non retribuito dei vaccini ha un senso se si studia igiene. Ma io voglio fare altro. È un modo per sfruttarci gratuitamente”

Secondo voi quando si avrà una risposta certa?

Carola: “Spero al più presto possibile. Io a fine mese mi licenzierò per poter prendere parte alla specialità, sempre se riesco ad entrare”

Marta: “Secondo me prima di Capodanno qualcosa potrebbe arrivare. Io in caso mi licenzierò qualche giorno prima e per contratto dovrò dare mezzo stipendio del mese”

Rifareste la scelta di studiare Medicina?

Carola: “ Assolutamente sì”

Marta: “ Sì, è la mia passione”

Entrambe così innamorate del proprio mestiere. Le loro voci quando raccontano il mondo medico trasudano entusiasmo. Il rischio maggiore è che questi giovani e promettenti neolaureati vengano sconfortati dalla lentezza e la scarsa considerazione delle istituzioni. Più rispetto per i medici, che dopo 4 mesi sono ancora in cerca di risposte.


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Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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