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In Sicilia l’epidemia da Coronavirus da alcuni giorni ha un andamento piuttosto stabile, con un aumento di circa 30 casi al giorno che vengono scoperti dai test effettuati dal sistema sanitario regionale. ieri per la precisione sono stati 29 i nuovi positivi, dopo i 28 del giorno prima e i 30 di quello precedente. All’aumento dei contagi non sta corrispondendo però, come avvenuto nei mesi scorsi, un aumento proporzionale dei ricoveri ospedalieri.

Questo perché ora i soggetti infettati sono prevalentemente asintomatici o con sintomi blandi, quasi tutti giovani, e quindi appartenenti a quella fascia di popolazione che risponde meglio all’attacco del virus.

Ma questo non vuole dire che siano meno contagiosi, anzi. Vi è una prova ulteriore del fatto che anche gli individui asintomatici potrebbero trasmettere il coronavirus, contribuendo – ignari – alla diffusione dell’epidemia: infatti, uno studio condotto in Corea del Sud su un gruppo cospicuo di individui seguiti a lungo nel tempo in un centro di assistenza a Cheonan, è emerso che i veri asintomatici, che ammonterebbero a circa il 30% di tutte le persone positive al tampone per il SARS-CoV-2, presentano una carica virale (concentrazione di virus in naso e gola) del tutto corrispondente a quella dei positivi con sintomi, e conservano questa carica virale a lungo, quindi sono potenzialmente contagiosi.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine, è stato condotto presso il Policlinico Universitario Soonchunhyang a Seul e Soonchunhyang University College of Medicine ed ha coinvolto in tutto 303 individui che sono rimasti isolati e monitorati nel centro di assistenza dopo un focolaio che era scoppiato in una congrega religiosa.

Lo studio è stato reso possibile dal fatto che in Corea del Sud sin dall’inizio di marzo è stata svolta una campagna massiccia di test per scovare tutti i casi di SARS-CoV-2. Ebbene, è emerso che dei 303 positivi al tampone di cui 110 inizialmente senza sintomi, 89 sono rimasti sempre completamente asintomatici, fino a che il tampone non è tornato negativo; confrontandoli con i pazienti che hanno sviluppato sintomi, è emerso che gli asintomatici presentavano la stessa concentrazione di virus in naso e gola di un positivo con sintomi. Inoltre la carica virale rimane alta a lungo nell’asintomatico, per un numero di giorni (mediamente 17 giorni) equiparabile a quello di un paziente (19 giorni e mezzo).

Lo studio è rilevante sia per l’ampiezza del campione di individui coinvolto e a lungo monitorato, sia perché i ricercatori hanno accuratamente distinto gli asintomatici dai pre-sintomatici, aspetto che nei precedenti lavori di questo tipo è sempre rimasto poco accurato. Gli autori parlano di una “plausibile prova biologica” del fatto che gli asintomatici possono a loro volta trasmettere il virus, senza saperlo, anche in virtù del fatto che, stando bene, continuano a condurre la loro vita di sempre; tuttavia la necessità di cautela resta, concludono gli esperti, perché comunque, non tossendo né starnutendo, gli asintomatici potrebbero avere complessivamente minori chance di farsi veicolo di contagio. 

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