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Niente da fare per il passaggio della Sicilia in zona gialla. La fumata nera verrà quasi sicuramente certificata domani dal monitoraggio Iss e dalla nuova ordinanza del ministro Speranza. Non bastano quindi i dati in netto calo su contagi e ricoveri. A pesare è l’indice Rt non è ancora rimasto sotto l’1% per 14 giorni di fila. E se la Valle d’Aosta passerà da zona rossa a zona arancione, la Puglia, la Basilicata e la Calabria potrebbero passare in zona gialla. Insomma, a fare compagnia alla Sicilia in zona arancione ci sarebbero solamente Sardegna e Valle d’Aosta. Il tutto almeno sino al 17 maggio quando, dati positivi alla mano, si potrà pensare a un cambio di colore.


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Intanto si leva nuovamente un coro unanime di protesta da parte delle attività commerciali palermitane ormai ridotte alla fame dalle chiusure e dalle restrizioni: “La Sicilia ha tutte le carte in regola per diventare ‘zona gialla‘ e permettere la riapertura di numerose altre attività commerciali, chiuse ormai da troppo tempo. I numeri del contagio e la situazione epidemiologica in Sicilia hanno fatto registrare vistosi miglioramenti nell’ultima settimana, a conferma che la riapertura dei negozi e la fine della ‘zona rossa’, decisa la settimana scorsa, non hanno in alcun modo pesato sull’indice del contagio e che il rispetto delle misure di prevenzione sono sufficienti per il ritorno al lavoro di tutti”., dichiara Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo.

La Di Dio auspica che le nuove decisioni sulla Sicilia siano assunte “sulla base dei dati reali e non con un atteggiamento di eccessiva prudenza che si è dimostrato solamente inutile e ha pesato sulle spalle di chi da 15 mesi è stato colpito non solo dalla pandemia ma anche da incapacità, inadeguatezza organizzativa e approssimazione”.

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