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Parla il Presidente della Regione Musumeci in una Conferenza al Palaregione di Catania. Il Presidente si esprime sulla gravissima situazione emergenziale che sta vivevendo in questi giorni la nostra Regione e che ha portato ad un nuovo lockdown siciliano. «Se fra due settimane i dati non ci dovessero convincere, stabiliremo misure maggiormente restrittive e chiuderò anche le scuole primarie e le prime classi della media. E questo nessuno potrà impedircelo. Allo stato attuale non sono le scuole il focolaio però se il dato non cala tutto quello che sarà necessario sarà fatto».

Musumeci: L’incoscienza di alcuni siciliani

Musumeci ha fortemente condannato quella partedi siciliani che, in maniera del tutto incosciente, ha eluso le regole ed ha portato all’insorgere di focolai. «C’è una minoranza di siciliani – ha aggiunto Musumeci – che per incoscienza o per altro non rispetta le regole causando grandi sacrifici sociali ed economici a tutti gli altri». Il presidente sulle polemiche per la zona rossa in Sicilia è intevenuto con fermezza dicendo che «c’è sempre qualcuno che si lamenta, ma noi tiriamo dritto per tutelare salute e vite».

Monitoraggio costante dei dati

Verranno costantemente monitorati i dati del contagio e la pressione sulle strutture ospedaliere. Se non dovessero migliorare e se la zona rossa non dovesse funzionare, la Regione Siciliana attuerà misure più rigorose. Il governatore ha poi sottolineato che «se le misure non vengono osservate e se nessuno controlla e sanziona non otterremo alcun risultato».

«I dati sono preoccupanti, o ne prendiamo atto, tutti, o si perde il senso della ragione e della solidarietà. Qui l’unico desiderio che diventa diritto è evitare che la gente muoia».

Musumeci ha espresso grande preoccupazione per la situazione dell’Isola. «E’ stata una decisione meditata e non dettata da spinte emotive, ha detto. Perché chi governa deve evitare scelte dettate dallo stato d’animo. Temevamo che il governo non condividesse la nostra esigenza e invece il ministro Speranza alla fine si è reso conto che dichiarare tutta la Sicilia zona rossa era l’unico possibile rimedio. Tutto che che servirà per fare ristabilire un dato epidemiologico fisiologico in Sicilia sarà fatto». 

La volontà del governo regionale è dunque quella di utilizzare il pugno duro e ricorrere ad ogni mezzo per migliorare la situazione sanitaria siciliana e il dilagare dei contagi. «Siamo una delle regioni con il più alto numero di contagi, ma siamo anche una di quelle che ha fatto un’ottima campagna di vaccinazione e che ha utilizzato già tutte le dosi. Se continuiamo ad usare l’aspirina anziché il bisturi però ci ritroveremo in primavera ad essere ancora chiusi». 


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A proposito dell'autore

Maria Pia Scancarello

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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