“Sto bene e non vedo l’ora di tornare in Italia”. Queste, secondo quanto si apprende, le prime parole pronunciate da Silvia Romano dopo la sua liberazione a quasi un anno e mezzo dal suo rapimento in Kenya. “Sono stata forte e ho resistito”, avrebbe detto ancora la ragazza.

Silvia Romano, 24 enne milanese, è la volontaria italiana della Ong Africa Milele rapita in Kenia. La ragazza si trovava in Africa per partecipare a progetti di cooperazione internazionale. Ad agosto, come racconta sulla sua pagina Facebook, era in un orfanotrofio a Likoni con una onlus, e in quella zona sarebbe rimasta fino a ieri sera, quando è stata sequestrata in un attacco in cui cinque persone sono rimaste ferite.

Dopo un anno e mezzo di prigionia Silvia Romano è libera

«Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei nostri servizi di intelligence. Silvia, ti aspettiamo in Italia!». Lo scrive su twitter il premier Giuseppe Conte.

La cooperante della onlus “Africa Milele” era stata rapita il 20 novembre del 2018 in Kenya, nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Roma e dai carabinieri del Ros, era tenuta prigioniera in Somalia da uomini vicini al gruppo jihadista Al-Shabaab, l’organizzazione somala affiliata ad Al Qaeda e considerata “ostaggio politico”.

A quanto aveva appreso l’Adnkronos da fonti somale, dunque, la volontaria 24enne sarebbe stata individuata come obiettivo da al Qaeda perché i jihadisti ritenevano facesse proselitismo religioso: una circostanza che fa della cooperante un ostaggio di particolare valore dal punto di vista della propaganda islamista, complicando un rapimento che si protrae ormai da un anno e per il quale non è mai stato chiesto un riscatto.

La gioia del papà – “Ora ho solo bisogno di pensare, di ragionare, finché non la vedo non mi sembra vero, è un momento delicato”. Lo ha detto al telefono Enzo Romano, il papà di Silvia Romano. “La felicità è talmente grande che scoppia – ha aggiunto – non mi interessa di nessun altro, solo di riabbracciare mia figlia dopo 17 mesi”.

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