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Un giovane di 24 anni che frequenta l’Università di Palermo si è vaccinato. Per lui però non è stato affatto facile. Il percorso di Daniele Busalacchi, studente di Ingegneria biomedica, ha avuto inizio alle 7 del mattino. Infatti, dato che i nonni e parenti si erano già vaccinati, ha dovuto aspettare l’avvento di un ultra 80enne per vaccinarsi in coppia come previsto dal progetto “Proteggi te e i nonni”.

Quella di cui ha usufruito Daniele è la nuova iniziativa della Regione Siciliana per dare un ulteriore impulso alla campagna vaccinale nell’isola. Da venerdì 21 a domenica 23 maggio, in tutti gli Hub provinciali, sarà attuato il progetto “Proteggi te e i nonni”.

I destinatari saranno gli ultra 80enni ed i loro accompagnatori (anche più di uno) over 18, non necessariamente legati da un vincolo di parentela. Sarà consentito l’ingresso senza prenotazione, con una corsia riservata per ridurre i tempi di attesa. Per gli accompagnatori verranno utilizzati, previa adesione volontaria, vaccini a vettore adenovirale.


Leggi anche: Covid, in Sicilia se accompagni i nonni vaccinano anche te: tutte le info


Studente Unipa si vaccina con una nonnina

La compagna di vaccino di Daniele alla fine è stata Maria Pipitò, anziana ultraottantenne, conosciuta dallo studente Unipa qualche momento prima dell’inoculazione. Per Daniele è stata inoculata la dose Johnson&Johnson, per Maria invece Pfizer. Tutti e due fatti insieme, quasi allo stesso momento.

Maria ha accettato contenta l’invito di questo ragazzo gentile ad accompagnarla. Il marito ha aspettato fuori e loro si sono avviati ai corridoi vaccinali. “Nell’attesa ci siamo raccontati un pò delle nostre vite – dice Daniele -. Lei è stata super gentile. Abbiamo aspettato circa due ore ma penso che ne sia valsa la pena. Ho conosciuto una persona dell’età dei miei nonni. Avevo promesso a suo marito di non lasciarla sola un secondo e così ho fatto, proprio come avrei fatto con i miei nonni”.


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A proposito dell'autore

Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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