L'articolo Palermo, muore medico No vax: curava il Covid con l’omeopatia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Domenica scorsa era arrivato in ospedale in condizioni già critiche, ed è morto solo un’ora dopo. L’uomo, cardiopatico, non era vaccinato e avrebbe detto ai soccorritori di aver curato l’infezione da Covid-19 con farmaci omeopatici e lattoferrina. Dopo diversi giorni di isolamento domiciliare, le sue condizioni sono peggiorate, costringendolo al ricovero. Il decesso si è verificato soltanto un’ora dopo il suo arrivo.
Sui gruppi social di Cinisi, sono tantissimi messaggi di cordoglio dei suoi pazienti. Domenico Giannola, ricordiamo, era infatti molto noto nel piccolo centro dell’hinterland per essere il fautore della medicina antroposofica e omeopatica. “Sei stata una persona meravigliosa, un dottore speciale per me e non ti dimenticherò mai“, “Un uomo che amava il suo lavoro e che faceva solo del bene“. Tra i commenti c’è anche chi difende la sua scelta: “Non è giusto infangarlo. Era un gran medico che ha aiutato migliaia di persone“.
Intanto in Sicilia aumentano di nuovo i nuovi casi di Covid-19. Ieri sono stati 443, su 10.037 tamponi processati. L’incidenza è salita al 4,4%, e l’Isola torna prima per numero di casi giornalieri. Sul fronte ospedaliero, sono 329 i ricoverati nei reparti ordinari, mentre 39 quelli in terapia intensiva.
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]]>L'articolo Mafia, a Cinisi vietata la vendita di souvenir che inneggiano a boss e clan proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“La storia del Comune di Cinisi – spiega il primo cittadino nell’ordinanza – è stata tragicamente caratterizzata dall’orribile presenza del fenomeno mafioso, inteso sia come presenza nel territorio dell’associazione criminale sia come mentalità arcaica contrapposta alla cultura della legalità“. Il riscatto della Comunità, ricorda Palazzolo, “è avvenuto attraverso un graduale cambiamento culturale che ha rilegato la struttura criminale ai margini della vita sociale, economica e politica del paese”.
Ritenuto, tuttavia, che “ancora oggi, persiste il rischio concreto che la subcultura mafiosa possa trovare nuova linfa in atti, comportamenti e atteggiamenti tendenti a creare le condizioni sociali per una rivitalizzazione del fenomeno mafioso” e ravvisato che deve essere “continuamente e fortemente contrastato ogni tipo di atteggiamento, anche di mera indifferenza, nei confronti della mafia, promuovendo iniziative culturali, sociali e amministrative idonee a eliminarne alla radice la capacità lesiva del fenomeno mafioso”, si fa divieto nel territorio del Comune di Cinisi di vendere qualsiasi tipo di oggetto, souvenir, gadget “che inneggi o semplicemente richiami ‘in termini positivi’, in qualunque modo e forma, alla mafia e alla criminalità organizzata in genere”. L’inosservanza dell’ordinanza è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro.
Nell’intero territorio siciliano, rileva il sindaco di Cinisi, “sono vergognosamente presenti “linee commerciali” di prodotti tipo souvenir e gadget dove, talvolta in modo indiretto e subdolo, talvolta esplicitamente, viene miticizzato o esaltato il personaggio mafioso o il fenomeno mafioso”. Così, l’ordinanza vuole colpire un fenomeno definito pericoloso “poiché – prosegue il sindaco di Cinisi – alimenta una subcultura mafiosa, tristemente ancora presente in certi strati dalla società, come, tra l’altro, confermato da una recente operazione di polizia condotta dalla procura della Repubblica di Palermo, compromettendo l’ordine pubblico e la sicurezza”.
La vendita di quei prodotti commerciali “mortifica la comunità cinisense, da anni impegnata nella diffusione della cultura della legalità e nel contrasto alla mafia”. Ogni anno a Cinisi si riscontrano migliaia di presenze di visitatori, provenienti da tutto il mondo, “e molti di loro – sottolinea Palazzolo – si recano nel territorio al fine di rendere omaggio alla straordinaria storia di Peppino Impastato, eroe antimafia che ha contribuito in modo determinate, non solo al cambiamento culturale di Cinisi, ma dell’intero Territorio nazionale”. Insomma, oggi Cinisi è visto “come il paese del riscatto siciliano nella lotta alla mafia grazie anche a una comunità che ha saputo contrapporsi costantemente alle prepotenze dell’associazione criminale”.

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]]>L'articolo Palermo, festa in villa con musica ad alto volume e alcolici: multe salate per i partecipanti proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Tra musica a tutto volume e fiumi di alcolici, i giovani stavano facendo festa senza, ovviamente, rispettare alcun distanziamento interpersonale e privi di mascherine. La violazione delle misure anti-Covid è costata 9.200 euro ai partecipanti al festino. E’ questo l’importo totale della sanzioni amministrative applicate a tutti i 18 partecipanti all’evento.
I militari della stazione di Cinisi, dopo aver bloccato la festa e fatto irruzione, hanno poi affidato i minorenni alle rispettive famiglie. Speriamo che le salatissime sanzioni servano da detterrente a tutti i giovani che non riescono a tenere a freno la voglia di unirsi e fare baldoria. Comprendiamo benissimo la stanchezza e la condizione psicologica delmomento. Ma tali colpi di testa potrebbero costar caro alla salute pubblica di intere comunità.
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]]>L'articolo Cinisi, casolare in memoria di Peppino: “Mai più nelle mani della mafia” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il bene confiscato non tornerà più nelle mani dei Badalamenti.
Ancora una volta, grazie alla legge n. 109/96 per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, il patrimonio economico dei mafiosi è stato definitivamente smantellato. L’egemonia criminale sul territorio è stata trasformata in “patrimonio comune”, destinato alla collettività.
“Se il caseggiato tornasse a Leonardo Badalamenti sarebbe una sconfitta per tutti: per Cinisi che merita il suo totale riscatto, per quelle persone che hanno dato la propria vita lottando contro la mafia e per i tanti giovani che vogliono credere nella giustizia e nella democrazia”, affermano Luisa e Giovanni Impastato. Aggiungono: “L’obiettivo è che questo immobile possa essere utile allo sviluppo del territorio e della comunità, far parte dei percorsi di memoria e impegno, e divenire un luogo in cui riflettere sul tema del contrasto alle mafie e dello sviluppo di una cultura alternativa fondata sulla libertà e la giustizia sociale”.
Il bene sarà intitolato a Felicia Bartolotta, la mamma di Peppino. Donna di grande coraggio che ha sofferto le ingiustizie della mafia e il ritardo della legge.
Lo scorso 5 agosto, Leonardo Badalamenti, figlio del boss mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, è stato arrestato. E’ stato raggiunto da un mandato di cattura internazionale del 2017 per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica.
Qualche giorno prima, era finito sulle maggiori testate giornalistiche per una questione con il sindaco di Cinisi riguardante proprio il casolare. Badalamenti Jr avrebbe cercato di riappropriarsi del caseggiato, confiscato al padre, per mezzo di un provvedimento di revoca della confisca emesso dalla Corte d’assise.
Di contro, il primo cittadino di Cinisi ha sempre difeso la scelta di non restituirgli quel casolare, nel frattempo ristrutturato grazie a dei fondi europei.
Dopo l’ennesimo rifiuto, Leonardo Badalamenti lo avrebbe denunciato, cambiando oltretutto le serrature, dimostrando così la sua non intenzione a lasciare gli atteggiamenti di prepotenza tipici del codice mafioso.
Ma da oggi non ci saranno più dispute.
Da oggi, il casolare che ha sempre conservato la memoria di Peppino è al sicuro da ogni vessazione.
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]]>L'articolo “La Mafia è una montagna di Merda” il nostro ricordo di Peppino Impastato proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
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]]>L'articolo “La tua idea è impresa”, Arca e Udu tra i promotori della conferenza sull’imprenditoria giovanile proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il coinvolgimento di diversi attori locali darà luogo ad un dialogo che possa indagare gli step imprenditoriali, dalla start up all’ostacolo della competitività fino al consolidamento d’impresa.
Appuntamento a Cinisi il 19 febbraio 2015, alle 18:00, presso la sala polifunzionale dell’ex casa Badalamenti. Si tenteranno d’individuare, in merito, linee guida che possano contestualizzare e superare tutte le difficoltà che si presentano a chi si appresta, con limitata disponibilità di risorse economiche, ad avviare e consolidare la propria attività imprenditoriale. Da qui la necessità di coinvolgere l’Udu – Unione degli Universitari, l’Arca, Next, Csf, Cooperazione senza Frontiere e Banca Popolare Etica.
L’obiettivo della conferenza è di mettere i giovani nelle condizioni di poter trasformare le loro idee in impresa, fornendo non solo gli strumenti necessari per l’avvio iniziale (star up) ma seguendoli anche nel loro sviluppo attraverso un incubatore e acceleratore d’impresa.
Riprendendo esperienze positive di collaborazione tra imprese, università e mondo professionale realizzatesi come il progetto City Free, sulla mobilità sostenibile, si vuole avviare un percorso che possa dare ai giovani i giusti strumenti d’informazione e di avviamento per lo sviluppo economico del territorio affrontando il grave problema della disoccupazione giovanile e della repressione del nostro territorio.
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]]>L'articolo A Giurisprudenza la 1ª “Giornata della Legalità” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’evento si dividerà in due momenti.
Dalle 11 alle 14 si parlerà di mafia e politica. Sono previsti gli interventi di Antonio Scaglione, preside della Facoltà di Giurisprudenza, Salvatore Iacono, consigliere della Facoltà di Giurisprudenza, Vito Lo Monaco, presidente del Centro Studi Pio La Torre, l’onorevole Fausto Raciti e lo storico Giuseppe Carlo Marino. Modererà l’incontro Alessandro Contento, componente Run Palermo.
Sul tema Giornalismo e Antimafia si aprirà la seconda parte della giornata, che si svolgerà dalle 15.30 alle 18. Interverranno Antonio Scaglione, preside della Facoltà di Giurisprudenza, Domenico Catuara, coordinatore Run Giurisprudenza, Giuseppe Di Chiara, docente di diritto processuale penale, Corradino Mineo, senatore della Repubblica, Giovanni Pepi, codirettore responsabile Gds, Piergiorgio Morosini, gip del Tribunale di Palermo. Modererà Vito Lo Monaco.
È prevista, inoltre, un’esposizione a cura del fumettista Giuseppe Lo Bocchiaro.
La 1ª Giornata della Legalità si concluderà alle 19 con l’autobus – per chi lo vorrà – che condurrà a Cinisi per il concerto di Cisco, ex cantante dei Modena City Ramblers, in ricordo di Peppino Impastato. Il ritorno è previsto per le 24.
Per informazioni è possibile contattare i seguenti numeri:
Per partecipare alla giornata è posibile registrarsi al seguente link.
Per gli studenti che prenderanno parte al doppio incontro è previsto il rilascio di 2 Cfu.
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