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Un’avventura, con peripezie, soddisfazioni e una vittoria finale. Si può descrivere così il percorso universitario di Agnese Vittoria, giovane transgender siciliana che si è appena laureata. “Quando arrivai a Catania per frequentare l’università nessuno voleva affittarmi una stanza“, ha raccontato in un’intervista a Repubblica.

La giovane Agnese all’anagrafe ha ancora un nome maschile, ma rivendica quello che chiama il suo “diritto a una vita normale”. La sua prima sfida è stata quella del libretto scolastico, che ancora non portava il suo nome da donna. “A ogni esame provavo un grande imbarazzo a essere chiamata davanti a tutti”. 


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Transgender si laurea con una tesi sulle discriminazioni: la battaglia di Agnese

La laureanda siciliana è stata anche supportata dai suoi professori. “Sono grata al professore Davide Bennato, che mi ha sostenuto nella ricerca sulle violenze omofobe in Europa e negli Stati Uniti”. Per Agnese la vita non è stata una passeggiata.

Sempre nella sua intervista ha raccontato: “Da ragazza mi sono trovata a vivere in un ambiente inclusivo, nonostante vivessi in un piccolo paese della provincia catanese. Il liceo l’ho frequentato dalle suore di Caltagirone, lì ho avuto sempre la massima accoglienza. I problemi sono iniziati quando sono arrivata a Catania: anni fa, avevo paura di tornare a casa la sera. Diverse volte fui molestata e spesso le forze dell’ordine consideravano pretestuose le mie segnalazioni. Oggi, per fortuna, tante cose sono cambiate. Ma resta ancora tanto da fare“. 


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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