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A Panarea il Covid non è una minaccia incombente. Non è una costante angosciante che scandisce le giornate di chi la abita. “Abbiamo vissuto in libertà dai primi di giugno – spiega all’Agi Michela (55 anni) che insieme al marito Massimo (66 anni) da un anno vive a Panarea – e non abbiamo intenzione di muoverci per ora, non ci piace la vita che vediamo ‘fuori’ anche se abbiamo voglia di rivedere i nostri cari e speriamo di poterlo fare presto, appena le cose si sistemeranno. Sono rimasta colpita dal fatto che, prima del nostro arrivo, così mi è stato riferito, per qualche tempo alcuni abitanti hanno assunto un atteggiamento ‘antico’, quello di difendere l’isola da possibili nemici in arrivo con l’aliscafo”.

Non si vedono forze dell’ordine a controllare assembramenti, gli isolani non sono mai stati contagiati e la mascherina si indossa solo dal panettiere, in farmacia e nei due alimentari.

“Se anche uno dei residenti andava e tornava da Milazzo veniva percepito come pericolo e si guardava con sospetto agli ‘sconosciuti’ che approdavano”. Poi, però, prosegue, “non so cosa sia successo nella testa di chi vive qui, circa 300 persone, ma è come si siano dimenticati di tutto e il Covid è diventato tra loro un argomento di discussione molto marginale”. “Noi ci frequentiamo in modo fisso in un gruppo di sei, siamo diventati come una famiglia. Le nostre giornate dipendono dal tempo. Capitano delle ‘estati improvvise’, dei momenti in cui si può prendere il sole in terrazza o nelle spiagge più riparate. Ora, qualcuno comincia a farsi il bagno. Oppure si fa un’escursione in altura. Nessuno di noi ha il riscaldamento, accendiamo i camini quando fa freddo”.

Panarea “i carabinieri sono ‘stagionali’, ora non ci sono e a volte sono un po’ preoccupata se penso che possa succedere qualcosa. Viene una farmacista una volta alla settimana, abbiamo un medico di base. Il giornalaio non c’è, mi informo con la radio”. “Ho uno sguardo da bambina, puro. Tutto mi sembra ancora più spettacolare. Posso stare molto tempo a contemplare i mandorli in fiore o ad ascoltare il lungo ronzio della api nel silenzio assoluto”.

Uscire da questa ‘bolla’ anche per poco può diventare fonte di irrequietezza: “Una volta sono andata a fare la spesa a Lipari e ho avuto una crisi per le distanze che mi sono sembrate difficili da mantenere. Ho deciso di non andarci più”. I due casi registrati di Covid hanno riguardato altrettanti operai di origine romena che hanno scoperto di essere positivi appena sbarcati da un test fatto in precedenza. Sono stati subito isolati, “se poi il Covid sia girato durante i mesi estivi non si sa”.

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