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Iniziativa nel giorno delle selezioni: “Il sistema sanitario italiano si è trovato sull’orlo del collasso, servono nuovi medici. Bisogna aprire le porte della facoltà a chiunque abbia voglia di intraprendere questo percorso”

“No ai test a numero chiuso per entrare a Medicina”. Protesta all’università da parte degli studenti. Un’iniziativa intrapresa proprio nel giorno dei test d’ingresso per Medicina e Chirurgia. “Il 3 settembre è la data scelta a livello nazionale per decretare chi ha il diritto di intraprendere questo percorso di studi e fra qualche anno diventare un medico – dicono i ragazzi -. Quest’anno più di 60 mila giovani si sono iscritti ai test d’ingresso. Solo un partecipante su cinque potrà immatricolarsi. A Palermo le richieste sono 2.900, i posti 420”.

C’è chi non ci sta e ritiene sia ingiusto limitare al minimo questo numero, soprattutto in un periodo di emergenza sanitaria come questo. “Una pandemia globale ci ha costretti a tre mesi di lockdown e a una crisi economica e sociale dagli esiti ancora imprevedibili – sostengono gli studenti -. Il sistema sanitario italiano si è trovato sull’orlo del collasso. In alcune aree è, di fatto, collassato”.

“E’ incredibile che, nonostante l’evidente carenza di personale medico e sanitario riscontratasi in questo periodo di emergenza, i posti di accesso alle università siano ancora estremamente limitati – dichiara Ludovica Di Prima del Collettivo Universitario Autonomo -. E’ necessario un sistema sanitario più solido e più finanziato. Servono nuovi medici; serve aprire le porte delle facoltà medico-sanitarie a chiunque abbia voglia di intraprendere questo percorso. In effetti, meno possibilità di accesso all’istruzione, meno borse di specializzazione creano meno medici e contribuiscono a rendere più debole il sistema sanitario”.

“Il numero chiuso – conclude – costringe migliaia di giovani ad altissimi livelli di stress prima ancora di entrare all’università. I corsi preparatori, a causa dei loro costi, non sono accessibili a tutti. Il numero chiuso per Medicina e Chirurgia impedisce ai giovani di formarsi e debilita la nostra sanità”.

A protestare anche un nonno che scrive: “Sono il nonno di uno dei tanti giovani studenti che devono partecipare ai test d’ingresso nei vari profili. Mi sono recato con mio nipote per sapere quando e dove si effettueranno questi test, a parte che non fanno entrare in segreteria ma un dipendente ha risposto che sarà pubblicato nel sito dell’università il calendario. Ad oggi non si sa niente e siamo vicinissimi nel periodo di come si evince dal bando. Io mi chiedo – conclude – se è giusto avendo incassato la quota d’iscrizione, lasciare in incertezza migliaia di studenti”.

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