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Insultato, minacciato e deriso sui social per le sue dichiarazioni in aula. Per un docente universitario, Zeffiro Ciuffoletti, queste sono ore delicatissime. “Che merd*”, “Balordo schifoso pofessore di merd*”, “Lurido schifoso”. E poi: “Bisognerà ricordarsi di questa gente”, “Morto che parla”. “Te devono prendere come cavia” e “Rompetegli le co…”. 

Il video

Tutto è partito durante la sua prima lezione del nuovo corso di Storia sociale della comunicazione, giovedì, dove il professore si è lasciato andare ad uno sfogo che qualcuno in aula ha ripreso col telefonino. E in seguito tagliato e postato in rete.  Sfogo in cui lo storico si accalorava per sostenere l’importanza della frequenza delle lezioni: “Farò una netta distinzione tra i ragazzi che frequentano e fanno il sacrificio per tornare alla normalità. E chi, alcuni per ragioni sensate, altri no, non viene a lezione. Distinzione che sarà anche in termini di valutazione“.

Così, sul web, è passato il messaggio che i non frequentanti (perché non muniti di carta verde) passeranno guai all’esame. E infatti è subito partita la shitstorm di insulti e minacce dei tanti che pensano che “la dittatura si riconosce anche attraverso l’asservimento del mondo accademico”, come ha scritto l’avvocato nel pubblicare sul suo profilo Facebook il video incriminato.

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Inoltre Ciuffoletti — docente in pensione, che tiene questo corso come professore a contratto e a titolo gratuito — non sapeva che per accedere alla frequenza in presenza in aula fosse necessaria la prenotazione per evitare assembramenti. Cosa della quale è stato poi avvisato il giorno dopo, grazie a decine e decine di messaggi ricevuti dai tanti studenti che avrebbero voluto frequentare ma che non hanno potuto.


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Sapeva di avere oltre trecento iscritti ma una volta entrato in aula per la prima delle sue dieci lezioni, ha visto di fronte a sé circa un terzo degli alunni che si aspettava di trovare. Un’aula mezza vuota. Stupito, si è lasciato andare a un’avvertenza, espressa con passione e foga, per mettere in guardia sull’importanza della frequenza al fine della buona riuscita dell’esame.

La brutta piega che la situazione ha preso nelle ore successive lo ha ferito e deluso al punto tale che il professore ha deciso di farla finita con l’insegnamento. “Sono venute meno -ha dichiarato Cuffoletti- le motivazioni di fondo. Arriverò in fondo al corso. Altre otto lezioni. Per il senso di responsabilità nei confronti delle tesi già in ponte. Ma non intendo proseguire oltre”.

Lunedì pomeriggio è arrivata a tutta la comunità accademica una lettera della neo rettrice Alessandra Petrucci. La rettrice è entrata direttamente sul tema, difendendo la scelta del governo sul green pass. Infatti ssprona la popolazione studentesca a compiere “un ulteriore sforzo riflessivo che contribuisca al recupero della dimensione sociale della vita accademica”.

Ma al tempo stesso invita a non usare “espressioni o comportamenti discriminatori nei confronti di chi si trova nella condizione di non poter accedere alle strutture». Confermando in tal modo la scelta di proseguire con lezioni in modalità mista in presenza e a distanza senza che da ciò possa derivare alcuna conseguenza sfavorevole per gli studenti”.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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