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Le ultime dal ministro Gaetano Manfredi, le novità a partire dal 4 maggio

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato in diretta tutte le novità che entreranno in atto nella cosiddetta fase 2. Tra le tante dichiarazioni, ovviamente non sono mancate quelle in merito alla scuola e in particolare alla Maturità 2020. Tuttavia la grande assente del discorso del Presidente Conte è la questione Università. Infatti moltissimi sono gli universitari ad aver notato la mancanza di un riferimento al loro mondo da parte del Premier, e in davvero tanti si stanno chiedendo cosa accadrà ad esami e lezioni, a partire dalla sessione estiva in poi. A rispondere ai loro quesiti è intervenuto il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, che riprendendo anche il decreto sulla Fase 2, ha cercato di spiegare cosa cambierà per gli atenei a partire dal 4 maggio in poi.

Cosa prevede la Fase 2 per le Università? Il nuovo Dpcm pronto alla pubblicazione dopo la conferenza stampa di Conte di ieri 26 aprile cosa ha in serbo per i cicli di formazione post diploma? Purtroppo proprio il premier non ha fatto menzione alla questione nel corso dell’incontro con i giornalisti di poche ore fa, all’apparenza lasciando una situazione invariata rispetto alla cosiddetta Fase 1. Allo stesso tempo, tuttavia, il ministro preposto Gaetano Manfredi ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Stampa, chiarendo i prossimi passaggi per milioni di studenti in Italia.

Lezioni e esami

Nella Fase 2 per le Università non cambierà nulla lato lezioni. Si continuerà con la didattica a distanza e dunque non ci si dovrà recare ancora in aula, sempre per evitare assembramenti. La situazione non cambierà fino a luglio, dunque fino al termine complessivo delle lezioni.

Ma nell’apparente immobilismo c’è una piccola novità: riprenderanno a pieno regime le attività di ricerca negli atenei e ci sarà anche la “daremo la possibilità di svolgere attività individuali in laboratori, biblioteche ma anche nelle strutture per tirocini. 

Cosa prevede invece la Fase 2 per le Università in relazione agli esami? Il ministro Manfredi comunica che ai singoli centri di formazione viene data autonomia di organizzare anche le verifiche finali in sede ma nel rispetto del criterio di non assembramento e procedendo non in gruppi ma con i singoli studenti.

Test di ammissione

Per gli imminenti test di ammissione come per quelli di Medicina, cosa prevede la Fase 2 per le Università? Sempre il ministro ha chiarito che questi dovrebbero svolgersi secondo modalità per ora non ancora chiare. Si cercherà in tutti i modi di garantire uno svolgimento corretto delle prove, senza il rischio di risultati finali compromessi da aiuti di ogni tipo

Capitolo tasse universitarie

Per evitare che la crisi economica incida negativamente sulle nuove immatricolazioni per il prossimo anno accademico, dovrebbe passare un nuovo decreto che annullerà del tutto le tasse universitarie per un numero copioso di famiglie italiane a basso reddito. I parametri esatti dell’aiuto verranno comunicati solo successivamente.

Coronavirus: il Ministro ha espresso preoccupazione per le “ricadute che la crisi economica potrebbe avere sulle iscrizioni all’università”

Il Ministro per la Ricerca e l’Università, Gaetano Manfredi, in un’intervista a La Stampa ha espresso preoccupazione per le “ricadute che la crisi economica potrebbe avere sulle iscrizioni all’università“. “Questa crisi ci ha insegnato che abbiamo bisogno di più competenza, ricerca, scienza” quindi “il rischio di un calo di immatricolazioni sarebbe un pessimo segnale per la ripartenza del Paese“. Dopo la crisi del 2008 si registrò un calo del 20% delle iscrizioni alle università, ed “ecco perché stiamo pensando di introdurre misure di sostegno economico per gli studenti”.
Manfredi poi ricorda che “solo quest’anno eravamo riusciti a tornare ai livelli pre-crisi, ma oggi siamo più  robusti, perché dopo quello shock venne introdotta la ‘no tax area’, che permette a un numero cospicuo di studenti provenienti da famiglie a reddito basso di non pagare le tasse universitarie“. Adesso “in base a una stima sulla riduzione dei redditi, moduleremo e amplieremo lo strumento della ‘no tax area’“.
Il titolare del dicastero assicura che dopo il 4 di maggio “riprenderanno a pieno regime le attività di ricerca negli atenei e negli enti pubblici” e “daremo la possibilità di svolgere attività individuali in laboratori, biblioteche e strutture per tirocini. Proseguirà, invece, la didattica a distanza fino a luglio“. Per quanto riguarda esami, lauree, esercitazioni, “lasceremo la possibilità agli atenei di prevedere la presenza fisica dello studente, a patto che si rispettino le prescrizioni di sicurezza sanitaria e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale“.

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