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L’avvio del nuovo anno accademico quest’anno, per tutte le università, è stato caratterizzato da alcune novità legate a regole che mirano ad evitare il propagarsi del Covid-19. Per chi teme il contagio, nonostante le norme stringenti, arrivano le rassicurazioni del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi.

La scelta della didattica mista

Molte università hanno scelto di realizzare un tipo di didattica mista, per consentire un rientro sicuro di studenti e docenti all’interno degli atenei. In questo  modo, alcune lezioni si stanno svolgendo con una parte di studenti presenti in aula e una parte di studenti collegata a distanza attraverso strumenti informatici.
Una soluzione di questo tipo era stata preannunciata nelle scorse settimane dal Ministro Manfredi, che aveva dichiarato inoltre che le matricole avrebbero avuto la precedenza per le prenotazioni delle lezioni in presenza.
È chiaro dunque che il ritorno nelle università è stato predisposto nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza vigenti, come quelle che impongono l’uso della mascherina e il distanziamento sociale. Per questo motivo, è previsto un sistema di prenotazioni con posti limitati per assistere alle lezioni in presenza.

Gli esami saranno sostenuti in presenza, indossando sempre la mascherina. Dichiara il ministro: “Tra il 30 e il 50% dei corsi universitari sono in presenza e gli esami sono tutti in presenza. Abbiamo scelto un metodo misto, basato sulla possibilità di prenotare il posto in aula tramite app privilegiando le matricole. Anche gli esami vengono fatti con la mascherina, obbligatoria sia per gli studenti che per i docenti”.

Manfredi rassicura sulla situazione università

Mentre in questi giorni il dibattito sui contagi nelle scuole è molto acceso dopo che sono stati registrati diversi casi di postivi al Covid-19, la situazione appare invece diversa all’interno degli atenei dove i contagi accertati sono davvero pochi. A parlarne è stato lo stesso Manfredi alla trasmissione radiofonica “Un Giorno da Pecora”. Il Ministro ha sottolineato che due, tra gli studenti risultati positivi al Coronavirus, erano studenti Erasmus a Bologna e a Napoli, i quali avrebbero contratto il virus al di fuori dei rispettivi atenei: “I casi di contagio all’interno delle università sono davvero di poche unità”. Per ora dunque le misure di prevenzione adottate dagli atenei sembrano funzionare bene e non destare eccessive preoccupazioni.


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