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Il caso delle alte Madonie: praticamente “Covid Free”, ma in Lockdown!

Da domani, Domenica 11 Aprile, l’intera provincia di Palermo ripiomba in zona rossa. La scelta lascia più di qualche perplessità. Soprattutto se guardiamo i piccoli paesi delle alte Madonie, nei quali il contagio è pressoché nullo. Parliamo di nove paesi (Alimena, Blufi, Bompietro, Castellana Sicula, Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa) che registrano meno di 50 casi, su una popolazione di oltre 28.000 persone. Anche il dato sui ricoveri è assolutamente sotto controllo, con meno di 5 persone costrette all’assistenza ospedaliera.


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Un incubo per le attività commerciali

Viene da chiedersi su quale base scientifica sia stata presa la decisione di attuare un nuovo lockdown anche in comuni che non registrano nessun caso da settimane. Tuttavia, saranno cinque i comuni che pur essendo completamente Covid Free saranno costretti alla chiusura totale. Si tratta di Alimena Bonpietro, Blufi, Geraci Siculo e Petralia Sottana. Torna l’incubo per bar, centri estetici, ristoranti privati del sacrosanto diritto al lavoro. Queste attività, pur essendo in grado di garantire assoluta sicurezza, con un rischio pressoché nullo, saranno obbligati ad abbassare le saracinesche dei loro locali. Non mancano proteste, con alcuni gestori che minacciano l’apertura nonostante i divieti ed altri che si sentono ormai completamente abbandonati e rassegnati anche nei confronti delle amministrazioni locali.

I sindaci delle madonie pronti a muoversi contro questa decisione.

Il sindaco di Petralia Soprana Dott. Pietro Macaluso ha mostrato delusione per questa scelte presa a livello regionale: «Come Unione Madonie stiamo valutando l’opportunità di inoltrare agli organi preposti il nostro disappunto per la decisione presa. Non accettiamo, non condividiamo, ma subiamo questo provvedimento». Il rischio è che le chiusure siano prorogate oltre il 22, per evitare spostamenti il weekend del 25 Aprile. L’invito del sindaco è quello di «Intervenire in maniera mirata e non generica», distinguendo le diverse zone di rischio delle grandi città da quelle dei piccoli comuni. Dura anche la reazione di Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea Siciliana: «Zona rossa è un colpo mortale per l’economia e per il tessuto economico già debole di suo. I commercianti e gli esercenti sono al limite dell’esasperazione».

Garantire il diritto alla salute, ma anche al lavoro e alla vita delle imprese!

Incontro persone scoraggiate ed esauste. Mi chiedo fortemente se le amministrazioni locali siano in grado di comprendere le difficoltà che le attività private hanno affrontato in questi mesi. Abbiamo bisogno di empatia da parte dell’amministrazione pubblica nei confronti di intere famiglie che da un anno lottano per la dignità del lavoro. I sindaci Madoniti, dei piccoli comuni con un basso rischio di contagio, si facciano carico del grido di dolore di attività costrette al fallimento per scelte prive di alcuna giustificazione scientifica.

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A proposito dell'autore

benny Corradino

Studente universitario in Economia e Amministrazione Aziendale. Studioso del pensiero liberale, appassionato di politica e di giornalismo.

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