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Questa mattina è stato chiuso in via precauzionale l’asilo nido “Braccio di Ferro“, in piazza delle Balate.
Il provvedimento è scattato a metà mattinata perchè una dipendente ha reso noto di essere stata informata che ad un suo familiare era stato disposto dal medico di famiglia l’esecuzione del tampone a causa di uno stato febbrile. La dipendente dell’asilo nido ha quindi fatto rientro a casa, autorizzata dalla direzione.

Contemporaneamente sono scattate le misure di sicurezza previste dai protocolli. Il servizio è stato subito sospeso e sono stati avvertiti i genitori degli otto bambini presenti che si sono recati al nido di piazza delle Balate. Per il plesso è stata quindi disposta la sanificazione straordinaria da parte del personale della Reset. Si attendono, adesso, ulteriori indicazioni da parte dell’Azienda sanitaria provinciale.

Contemporaneamente sono scattate le misure di sicurezza previste dai protocolli. Il servizio è stato subito sospeso e sono stati avvertiti i genitori degli otto bambini presenti che si sono recati al nido di piazza delle Balate. Per il plesso è stata quindi disposta la sanificazione straordinaria da parte del personale della Reset. Si attendono, adesso, ulteriori indicazioni da parte dell’Azienda sanitaria provinciale.

Il caso Corleone

“Ho voluto dare un segnalare ai miei concittadini che avevano un atteggiamento troppo lassista nei confronti della pandemia. In appena tre giorni si sono celebrati due matrimoni con 500 invitati e non è escluso che qualcuno dei sette positivi accertati abbia partecipato a tutte e due i ricevimenti”.

Il sindaco di Corleone con un’ordinanza urgente ha proclamato un piccolo lockdown in comune dopo i primi casi che fanno presagire un nuovo focolaio nel palermitano. “I positivi accertati sono 7, ma abbiamo notizie di altri 3 possibili casi – aggiunge il sindaco – I miei concittadini devono comprendere che siamo davanti ad una situazione di emergenza. Non sono consentiti abbracci e baci come se nulla fosse durante un matrimonio. Per questo ho preso una decisione sofferta, ma indispensabile”.

Pertanto oggi l’ordinanza prevede scuole chiuse e restrizioni negli orari di apertura dei locali e pub che potranno restare aperti fino alle 22.


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Chiusi musei, parco urbano e circoli ricreativi, sospeso il mercato all’aperto. L’ordinanza del sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, che avrà validità fino all’1 ottobre. Il primo cittadino questa mattina ha incontrato i rappresentanti dell’azienda sanitaria, la protezione civile, i carabinieri e ha emesso un nuovo provvedimento con il quale ha confermato tutto.

Il focolaio è scoppiato nel corso di due matrimoni: uno si è svolto il 12 settembre e l’altro tre giorni dopo. Al primo quattro invitati risultati positivi; tre al secondo. “Adesso – dice il sindaco – partirà lo screening di tutti i partecipanti e tra questi ci sono anche 30 ragazzi delle scuole del paese. Da qui la scelta – condivisa con i dirigenti scolastici – di sospendere l’attività didattica”. Scuole chiuse anche a Bisacquino e Marineo, alcune insegnanti delle scuole hanno partecipato alle due celebrazioni. Saranno i carabinieri e i vigili urbani a fare rispettare l’ordinanza.


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“Si raccomanda – recita il testo – ai gestori dei pubblici esercizi di fare rispettare la distanza interpersonale di un metro. Ai gestori di esercizi commerciali all’aperto e al chiuso devono adottare misure organizzative tali da consentire l’accesso con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti”. Ciò che allarma sono i numeri dei contagi che potrebbe aumentare con il rischio di nuove misure ancora più restrittive.

“Sono d’accordo con il sindaco – afferma Calogero Alfonso responsabile di zona della Confesercenti – Ci sono indiscrezioni sui dati che fanno temere un focolaio nel nostro territorio.

Alla luce dei contagi queste misure a mio avviso erano necessarie per una questione di sicurezza e il sindaco ha il compito di tutelare la salute dei cittadini. Abbiamo visto tutti quello che succedeva nei pub in questi ultime settimane. Certe misure eviteranno che il contagio si possa diffondere. Ci sono 500 cittadini da controllare e purtroppo per esperienza i numeri potranno crescere ancora. Auspichiamo un impegno da parte delle autorità sanitarie per avere al più presto i risultati e cercare di superare l’emergenza. Credo i commercianti corleonesi non siano contrari a queste misure, ma temano maggiori blocchi”.

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