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Sono circa 6 mila i tirocinanti siciliani ancora in attesa di essere pagati dalla Regione siciliana. La storia dell’Avviso 22 – relativo ai tirocini extracurriculari – è molto complessa ed ha suscitato polemiche da più parti.

 “Aspettiamo i fatti, siamo stanchi delle parole” – dice Oreste Lauria, portavoce dei tirocinanti dell’Avviso 22, che si è rivelato essere un ‘pasticcio’.

Giovanni Bologna, dirigente generale del dipartimento regionale del Lavoro, ha spiegato il motivo dei ritardi è dovuto a un sistema particolarmente farraginoso che prevede lunghissime procedure da ripetere ogni due mesi per effettuare i bonifici. La Regione sta provando a modificare il sistema per gli accrediti ma la soluzione non dovrebbe arrivare prima di metà ottobre.

I tirocinanti coinvolti avevano iniziato il loro percorso con grande entusiasmo, sperando che lo stesso li potesse portare all’assunzione presso le aziende nelle quali hanno prestato il loro servizio, ma adesso si ritrovano con un pugno di mosche in mano e, ad esperienza già conclusa, si ritrovano senza soldi e senza assunzione. E hanno anche dovuto sostenere le spese per gli spostamenti, senza poter beneficiare dall’altro lato dei numerosi bonus emessi dal Governo per far fronte alla pandemia da Coronavirus.

L’altro paradosso è che è la Regione a dover emettere i 6 mila CUD relativi ai pagamenti dei tirocinanti, anziché gli Enti che li hanno presi in servizio. Morale, avremo 6 mila dipendenti in più come regione.

L’auspicio di tutti noi è che presto si sblocchino i pagamenti e che i ragazzi possano finalmente ricevere ciò che gli spetta per il lavoro svolto.

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