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Agente positiva. Si chiama Clotilde ed è un agente di polizia penitenziaria moglie e mamma di due figli, anch’essi positivi.

Il racconto dell’agente positiva

Il coraggio di questa donna è esemplare. Dal letto dell’ospedale dal quale sta combattendo la sua battaglia contro il Covid, Clotilde fa un appello a tutti, invitando a non prendere sottogamba il virus: “Ti prego non scherzare con il coronavirus, metti la mascherina, proteggi chi ami, perché́ dentro questa boccia per pesci, davvero, io mi sento morire”. Il suo straziante racconto:

“I miei polmoni non funzionano più li sento pieni d’acqua. Vorrei strapparmi dalla faccia questo bavaglio, ma se lo faccio crepo, perché́ da sola non ci riesco più̀ a respirare”. Affida ad un video pubblicato su Facebook e subito diventato virale, il suo disperato appello: “Mettetevi in testa che il Covid esiste cazzo! Prima che in testa vi mettano altro”. Il riferimento è al casco respiratore che Clotilde indossa per contrastare la sua grave insufficienza respiratoria dovuta al covid: “Questa dannata boccia per pesci che ho in testa fa un rumore d’inferno, mi sembra che mi spacchi il cervello. Sto qui sdraiata e prego che arrivi presto l’infermiera a portarmi le gocce perché solo se crollo riesco a calmarmi”.

Le parole dell’agente positiva arrivano dirette e taglienti come lame: “Mi chiamo Clotilde e fino al giorno prima mi truccavo gli occhi e mio marito mi diceva che ero bellissima. Non lo vedo da giorni, sta male anche lui, barricato dentro casa con i nostri due figli, anche loro positivi. Vi auguro di non sapere mai cos’è la fame d’aria: è quando apri la bocca e inspiri ma non entra niente. Ti senti i polmoni chiusi come due sacchi rotti e boccheggi come un pesce rosso saltato sul pavimento”.

Poi esplode la rabbia verso chi nega la tragedia che stiamo vivendo: “Voi ancora credete che il Covid sia uno scherzo, un complotto che loro hanno inventato per controllarci. Ma loro chi? Io non li conosco, sono una donna come tante altre! Non è “la malattia dei vecchi” io sono giovane eppure eccomi qui, a pregare che mi diano presto qualcosa capace di spegnermi. Spero che non vi accada mai, però non scherzateci. Il Covid esiste e fa molto, molto male. Mi ripeto che ce la farò, che sono forte, che non devo mollare, per i miei figli. Mi chiamo Clotilde e sto soffrendo, non ti dico bugie, puoi credermi, non ne avrei la forza. Ti prego non scherzare con il Covid, metti la mascherina, proteggi chi ami, perché dentro questa boccia per pesci, davvero, io mi sento morire”.

Ecco lo straziante video pubblicato su fanpage

Quello che possiamo fare noi, che stiamo ancora bene, che degli effetti del covid ne abbiamo solo sentito parlare, è preservarci. Anche per rispetto del dolore e delle sofferenze di tutti quelli che, quotidianamente, combattono contro questo virus. E mi vengono in mente, i negazionisti, i fanatici della movida, i vandali delle guerriglie urbane. Verso servirebbe un giretto con il casco di Clotilde anche per loro. Magari capirebbero che non serve a nulla prendersela con gli altri. Questa battaglia si può vincere solo uniti. E noi, di questo passo, possiamo solo perdere.


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