Home

Carta di credito, prepagata o di debito? Se ne parla tutti i giorni, ma spesso si fa confusione, specie tra quelle di credito e di debito. Andiamo quindi a vedere le differenze tra le tre.

Le carte di pagamento sono diventate un strumento sempre più centrale nella vita di molte persone, soprattutto ora che sono divenute il mezzo elettivo per ottenere il Cashback di Stato, partito in modalità sperimentale per le feste natalizie.

Se è vero che già qualche mese fa 8 italiani su 10 avevano dichiarato di ricorrere frequentemente alle carte di pagamento.

Questa proporzione è evidentemente destinata ad aumentare, anche a causa dell’avanzare della pandemia che ha portato con sé una certa diffidenza circa l’igiene della carta moneta. 

Perciò, negli ultimi anni le carte di pagamento sono diventate terreno di forte competizione tra i servizi bancari, che fanno a gara nell’offrire i servizi più convenienti.

Tuttavia, spesso si tende a fare un po’ di confusione con i termini di base, tra carte di pagamento, debito, credito, prepagate, bancomat e chi più ne ha più ne metta.

Per poterle usare bene e soprattutto scegliere quella che fa al caso proprio senza incorrere in spiacevoli disavventure è opportuno fare un po’ di chiarezza, quindi eccoci qui: partiamo dalle definizioni.

LE CARTE DI PAGAMENTO

La carta di pagamento è il termine generale per riferirsi a uno strumento di pagamento alternativo al contante.

Come si sa, è una tessera plastificata dotata di una banda magnetica e/o di un microchip, che solitamente consente di effettuare acquisti presso gli esercizi convenzionati, fare spese online e prelevare o depositare denaro presso gli sportelli ATM; è utilizzabile entro specifici limiti giornalieri e mensili, anche all’estero in caso di adesione a circuiti internazionali.

Le carte si suddividono in tre tipi – di debito, di credito prepagate – che, pur permettendo di effettuare le tre operazioni principali sopra descritte, differiscono per natura e spesso per commissioni di impiego. 

Le discriminanti principali sono due:

  • il fatto di essere o meno collegate a un conto corrente;
  • il momento in cui viene addebitato il pagamento al titolare della carta.

CARTA PREPAGATA: SI PAGA PRIMA

La carta prepagata è quella di più recente introduzione nel panorama delle carte di pagamento. Si distingue dalle altre due perché, a differenza di queste, non è collegata ad alcun conto corrente; ha una formula pay before, cioè pagamento anticipato.

È​ una specie di “borsellino elettronico” collegato ad un circuito di pagamento, che consente di smaterializzare il denaro e metterlo sulla carta prepagata in forma digitale.

Quindi, va ricaricata prima di effettuare gli acquisti.

Il credito disponibile sulla carta è il valore della somma che è possibile spendere, con un funzionamento simile a quello delle carte telefoniche.

Ne esistono diverse tipologie: le usa e getta hanno un plafond prefissato (spesso non oltre i 500 euro) e si buttano una volta esaurito il credito.

Le ricaricabili invece hanno plafond più alti e, terminato il credito, possono essere ricaricate.

Per una questione di sicurezza, le prepagate sono particolarmente utili per effettuare pagamenti online, perché in caso di operazioni fraudolente il danno è limitato alla cifra caricata sulla carta.

I simboli presenti sulla carta indicano i circuiti a cui aderisce

Esistono anche carte prepagate di nuova generazione che hanno un IBAN associato e permettono di effettuare anche operazioni come la ricezione di bonifici e l’accredito dello stipendio.

Per via di questi servizi, vengono anche chiamate conto carta.

In generale, tutte le carte prepagate si riconoscono perché hanno incisa la notazione PREPAID sul fronte o sul retro della tessera.

Vengono accettate quasi ovunque perché utilizzano gli stessi circuiti delle carte di credito, come Visa o Mastercard

Tra i vantaggi della carta prepagata dunque c’è la possibilità di ottenerla anche se non si ha un conto bancario.

Bisogna tenere d’occhio i massimali, ovvero i limiti di vario tipo presenti sulla carta, come quelli di spesa e di ricarica, e i costi, dalla ricarica all’attivazione, alle spese per il prelievo di contante.

Sono elementi da tenere in considerazione perché se i massimali fossero troppo stringenti potrebbero non essere adatti allo stile di vita del titolare della carta:

ad esempio, un massimale di spesa annuo di 2.000 euro può andare bene per un giovane o uno studente, ma per chi magari riceve uno stipendio e ha molte spese non sono adatte come strumento di pagamento principale. Generalmente, le prepagate vanno bene per chi non ha una grande operatività, o come carte secondarie dedicate agli acquisti online.

CARTA DI DEBITO: SI PAGA AL MOMENTO DELL’ACQUISTO

La carta di debito viene emessa dalla banca presso la quale si ha il conto e a questo è collegata (vale anche per il conto postale).

È definita dalla formula pay now.

Cioè pagamento immediato: con questa carta, la spesa effettuata viene prelevata dal conto corrente bancario esattamente nel momento dell’acquisto.

Spesso viene chiamata bancomat, come accade al cliente che, arrivato alla cassa, estrae una carta di pagamento e si sente porre la fatidica domanda: “carta o bancomat?.

Tuttavia, si tratta di un’imprecisione: Bancomat non indica la carta in sé, ma è semplicemente il nome di un circuito di pagamento “vittima” del proprio successo, che ha finito per battezzare impropriamente un’intera categoria.

È un po’ come accade per il nastro adesivo, che tutti chiamano scotch senza sapere che si tratta in realtà di un marchio registrato della società 3M (o, per i letterati, come succede per la Perpetua dei Promessi Sposi, passata a indicare tutte le perpetue in generale).

A questo proposito, i simboli presenti sulla carta di debito indicano i circuiti di pagamento su cui può operare: oltre al circuito Bancomat, tra i più diffusi ci sono anche Maestro o VPay.

Da questi dipende anche il fatto che venga accettata o meno per gli acquisti (ad esempio, il circuito Maestro non è molto diffuso online).

Le carte di debito hanno generalmente costi molto bassi, e spesso vengono emesse gratuitamente all’apertura di un conto.

Tra le tante, ci sono ad esempio Widiba Maestro o Postamat Maestro, ognuna legata al proprio conto.

Come per le prepagate, per funzionare hanno bisogno di un PIN fornito dalla banca che deve essere digitato sia quando si paga un acquisto offline sia per il prelievo di contante.

Va conservato in un luogo sicuro, quindi lontano dalla carta, per scongiurare il rischio di utilizzi fraudolenti.

CARTA DI CREDITO: SI PAGA DOPO

La carta di credito:

è collegata a un conto corrente ed è definita dalla formula pay later: in pratica, permette di fare acquisti anche quando non si dispone del denaro, perché la spesa viene addebitata solo successivamente sul conto collegato.

A seconda del sottotipo di carta scelta, si può posticipare il pagamento entro la metà del mese successivo (in questo caso si chiama carta di credito a saldo) o rateizzarlo (carta di credito a rate, o revolving, con gli interessi). 

Al momento del pagamento è la banca che anticipa la transazione, e poi entro 30 giorni presenta “il conto” da pagare.

Nel lasso di tempo che intercorre tra il momento dell’acquisto e quello dell’effettivo prelievo dei fondi dal conto corrente quindi la banca fornisce un credito al proprio cliente, che di fatto potrebbe “indebitarsi” per questo breve periodo fino a un limite massimo di spesa mensile (detto plafond).

La carta di credito ha una funzione creditizia oltre che monetaria, quindi non è per tutti: prima di rilasciarla, la banca che la emette si riserva di verificare la solvibilità del cliente, e comunque può revocarne l’utilizzo in caso di uso irregolare.

Quindi:

La differenza sostanziale è che l’addebito è posticipato rispetto all’acquisto: il che permette di spendere anche ciò che non si ha, perché al momento del pagamento è la banca ad anticipare la spesa.

Tuttavia, se quanto speso non viene saldato entro la data prefissata perché il conto è scoperto, si parla di debito a tutti gli effetti, e con interessi molto alti;

in questo malaugurato caso, la banca potrebbe segnalarvi come cattivi pagatori alla centrale rischi, precludendovi in futuro alcune possibilità, come ad esempio quella di accedere a un mutuo.

Le carte di credito hanno un costo annuale fisso abbastanza alto, che però può essere anche azzerato a seconda di quanto si spende (più sono alti i volumi di spesa, meno si spende di quota annuale).

Ogni banca ha la sua, magari con diverse declinazioni; tra le più note ci sono ad esempio le varie sfumature colorate delle carte American Express. Tra i circuiti finanziari principali ci sono Visa, Mastercard American Express.

La carta riporta solitamente i dati del titolare, il numero, la scadenza e il codice CVV2 come tutte le altre carte di pagamento, e sul retro c’è anche uno spazio dove apporre la firma;

questo perché per utilizzarla non è necessario un PIN, ma bisogna invece esibire un documento di identità al momento dell’acquisto e firmare lo scontrino (firma che deve corrispondere a quella del titolare sul retro della carta di credito e sul documento d’identità).

Una misura di sicurezza che viene meno qualora l’esercente si dimentichi di controllare adeguatamente la corrispondenza.

Se da un lato c’è dunque il vantaggio di poter fare acquisti senza disporre della liquidità necessaria nell’immediato (o di rateizzarne il pagamento).

Dall’altro le carte di credito comportano un canone annuo spesso elevato e la necessità di tenere d’occhio il proprio conto corrente per assicurarsi di avere fondi sufficienti nel giorno dell’addebito, evitando così di pagare i salati interessi e di macchiare il proprio merito creditizio.

Se, ad esempio, si ha la necessità di prendere un’auto a noleggio all’estero, bisogna tener presente che le compagnie di noleggio accettano quasi esclusivamente carte di credito.

COME SCEGLIERE LA SOLUZIONE MIGLIORE

Carte di credito, debito e prepagate sono tre prodotti diversi che rispecchiano altrettante modalità di approccio alla spesa cashless.

Per questo motivo non esiste una soluzione migliore ma la soluzione più adatta ad ogni consumatore che, avendo presente il quadro generale qui sopra e le eventuali funzioni aggiuntive offerte da banche e fornitori di servizio, sceglierà ciò che più gli si confà.

Semplificando si potrebbe dire che chi utilizza una carta di credito prende in prestito del denaro, chi utilizza una carta di debito utilizza i fondi depositati sul proprio conto corrente, chi infine utilizza una prepagata spende soldi caricati precedentemente sulla carta.

Queste premesse ci aiutano a capire perché le tre alternative siano spesso associate a tre precise tipologie di utenza:

chi vuole uno strumento per effettuare pagamenti anche senza disporre immediatamente del contante sceglierà una carta di credito, chi vuole uno strumento più “incollato” al proprio conto corrente sceglierà una carta di debito, chi invece vuole un portafogli elettronico svincolato dal conto, e dunque tendenzialmente più snello, sceglierà una carta prepagata.


Altre Notizie:

Riparte Garanzia Giovani. Senza alcuna garanzia


VACCINO: “Bufale e Fake News” smontate dall’Istituto superiore di sanità. Come rispondere ai complottisti

Covid. Scoperta nuova variante italiana, circola da agosto. Ecco cosa dicono gli esperti


WhatsApp: basta una foto per infettare i cellulari


Palermo. Una raffica di vento fa volare operaio

Condividi

Post correlati

A proposito dell'autore

I sogni non accadono se non agisci

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata