GOMBLOTTO Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Mon, 15 Jun 2026 14:28:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp GOMBLOTTO Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Il serpente gigante avvistato su Google Maps esiste davvero: la spiegazione sorprendente https://www.younipa.it/il-serpente-gigante-avvistato-su-google-maps-esiste-davvero-la-spiegazione-sorprendente/ Mon, 15 Jun 2026 14:28:45 +0000 https://www.younipa.it/?p=152536 Ogni tanto Google Maps regala immagini capaci di far impazzire il web. È successo ancora una...

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Ogni tanto Google Maps regala immagini capaci di far impazzire il web. È successo ancora una volta davanti alla costa occidentale della Francia, dove molti utenti hanno notato una gigantesca figura che sembra emergere dall’acqua.

Guardando dall’alto, infatti, appare chiaramente la sagoma di un enorme serpente che sembra nuotare nell’oceano.

Le immagini hanno rapidamente fatto il giro dei social, alimentando teorie, curiosità e domande.

Ma di cosa si tratta davvero?

Un serpente lungo oltre 130 metri

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La figura si trova nei pressi di Saint-Brevin-les-Pins, lungo la costa atlantica francese.

Le sue dimensioni sono impressionanti:

  • lunghezza di circa 130 metri;
  • scheletro composto da numerose vertebre;
  • posizione parzialmente sommersa dalle maree.

Dall’alto sembra davvero un gigantesco rettile marino.


Non è un animale, ma un’opera d’arte

La spiegazione è molto meno inquietante ma decisamente affascinante.

Il “serpente” è in realtà Serpent d’Océan, una gigantesca installazione artistica realizzata dall’artista cinese Huang Yong Ping.

L’opera è stata collocata nel 2012 nell’estuario della Loira e fa parte di un percorso artistico permanente lungo la costa francese.

L’obiettivo è richiamare l’attenzione sul rapporto tra uomo, natura e cambiamenti ambientali.


Perché sembra vivo?

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Uno degli aspetti più sorprendenti dell’opera è il suo rapporto con le maree.

A seconda del livello dell’acqua:

  • alcune parti risultano completamente sommerse;
  • altre emergono dalla sabbia;
  • in certe condizioni sembra davvero muoversi nel mare.

È proprio questo effetto che rende le immagini satellitari così spettacolari.


Le stranezze di Google Maps

Non è la prima volta che Google Maps diventa protagonista di misteri virali.

Negli anni gli utenti hanno individuato:

  • figure geometriche nel deserto;
  • isole dalla forma insolita;
  • relitti navali;
  • installazioni artistiche;
  • curiosi effetti ottici creati dalle immagini satellitari.

Molte di queste scoperte hanno generato teorie fantasiose prima di trovare una spiegazione reale.

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Un’opera diventata attrazione turistica

Oggi il Serpent d’Océan è una delle attrazioni più fotografate della costa atlantica francese.

Ogni anno migliaia di visitatori raggiungono la zona per osservare da vicino quello che, visto dal satellite, sembra un gigantesco mostro marino.

La realtà, però, è forse ancora più interessante: un’opera d’arte capace di dialogare con il paesaggio e di trasformare un tratto di costa in un’esperienza unica.

 

 

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Abbiamo un problema (di cervello): 50% dei siciliani fatica a leggere, contare e risolvere problemi https://www.younipa.it/abbiamo-un-problema-di-cervello-50-dei-siciliani-fatica-a-leggere-contare-e-risolvere-problemi/ Thu, 27 Mar 2025 14:45:54 +0000 https://www.younipa.it/?p=146764 Sì, hai letto bene. E sì, hai capito ancora meglio: in Italia un adulto su...

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Sì, hai letto bene. E sì, hai capito ancora meglio: in Italia un adulto su quattro arranca sulle basi della vita moderna. E non stiamo parlando di hackerare la NASA o risolvere il teorema di Fermat, ma di leggere un testo, fare due conti e gestire problemi semplici della quotidianità. Spoiler: il Sud sta messo pure peggio.

Lo dice l’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), che con il suo nuovo rapporto ha acceso i riflettori su una realtà che molti preferiscono ignorare, ma che ci riguarda tutti, soprattutto quando ci si chiede “perché questo Paese non decolla”.


L’Italia dietro la lavagna: i numeri della vergogna

Secondo l’indagine internazionale PIAAC dell’OCSE, il 35% degli italiani tra i 16 e i 65 anni ha competenze basse in lettura e comprensione dei testi. Tradotto: oltre un terzo della popolazione adulta fa fatica a capire un post su Facebook che vada oltre i 5 like.

E non è finita:

  • Il 25% degli adulti italiani ha problemi con la matematica di base.
  • Il 46% non sa risolvere problemi in contesti dinamici. Tipo: “la stampante non funziona, che faccio?” – Panico generale.

Ah, e tutto questo è peggio della media OCSE. Perché accontentarci di essere nella media quando possiamo fallire con stile, giusto?


Nord e Sud: cronaca di una frattura annunciata

Nel Nord-Est, solo il 13% della popolazione adulta è in difficoltà su tutte e tre le aree cognitive. Ma scendendo verso Sud, le cose precipitano:

  • Al Sud siamo al 40%.
  • Nelle Isole al 46%.

In pratica, quasi un adulto su due in queste zone fatica a orientarsi tra parole, numeri e problemi. E no, non è un meme.


Scuola italiana: riforme a raffica, risultati in calo

Dal 2012 ad oggi, il sistema educativo italiano ha subito riforme, proclami e piani miracolosi. Ma se c’è stato un miracolo, è stato al contrario: in certe regioni, le competenze sono persino peggiorate. E nel Sud? Crolli nella lettura e nella numeracy. Altro che PNRR, qui serve un esorcismo didattico.


Tra demografia e migrazioni: chi ha spento il cervello?

Tra le cause di questo tracollo cognitivo ci sono anche i cambiamenti demografici. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei flussi migratori – due categorie con livelli mediamente più bassi di competenze – hanno contribuito a peggiorare le statistiche. Ma non è tutta colpa loro: il sistema non ha saputo reagire, né integrare, né valorizzare.

Fun fact (ma neanche tanto): se la popolazione fosse rimasta identica al 2012, i dati sarebbero stati migliori. Il che vuol dire che il problema era già lì… solo che ora è esploso.


La bomba è scoppiata. E ora?

Il presidente dell’Inapp, Natale Forlani, non usa mezzi termini: serve investire in istruzione e formazione, subito. E non solo per farci capire cosa c’è scritto nel foglietto illustrativo del paracetamolo, ma per sopravvivere nel mondo del lavoro, nella vita digitale e nella società reale.

Serve:

  • Coinvolgere attori pubblici, privati e sociali.
  • Costruire un’offerta formativa efficace (che non sia solo PowerPoint e caffè annacquati).
  • Capire l’impatto della demografia e dei flussi migratori senza usarli come alibi.

Ci vuole cervello. Ma anche un piano.

L’Italia ha un serio problema di competenze cognitive, e fingere che basti un nuovo corso di Excel o l’ennesima riforma lampo non cambierà le cose.
O ci svegliamo adesso – tutti – o continueremo a inciampare nelle parole, nei numeri e nei problemi.

E allora, cari lettori e lettrici: spegniamo il filtro Bellezza su Instagram e accendiamo il cervello. Che il futuro non si risolve con un “Ok, boomer”, ma con competenze vere.

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Naufragio di Porticello: Il Mistero si Infittisce, Ecco l’ipotesi Spy Story https://www.younipa.it/naufragio-di-porticello-il-mistero-si-infittisce-ecco-lipotesi-spy-story/ Tue, 20 Aug 2024 20:04:10 +0000 https://www.younipa.it/?p=138556 Il tragico naufragio del veliero Bayesian, avvenuto lunedì mattina al largo della costa di Palermo...

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Il tragico naufragio del veliero Bayesian, avvenuto lunedì mattina al largo della costa di Palermo a Porticello, sta assumendo contorni sempre più oscuri.

Mentre la Procura di Termini Imerese indaga sull’incidente, le prime voci di corridoio parlano di una possibile spy story, un complotto internazionale che potrebbe aver giocato un ruolo decisivo nella tragedia.

I Fatti

Intorno alle 5 del mattino, il veliero di circa 50 metri è affondato davanti a Porticello, colpito da una violenta tromba d’aria. Dei 22 passeggeri a bordo, 15 sono stati tratti in salvo dalle motovedette della guardia costiera e dai vigili del fuoco. Purtroppo, un cadavere è stato recuperato, mentre 6 persone risultano ancora disperse, tra cui nomi illustri come Mike Lynch, il tycoon britannico, sua figlia di 18 anni, e Jonathan Bloomer, presidente della Morgan Stanley International.

Un Naufragio o Qualcosa di Più?

Sebbene le condizioni meteorologiche avverse sembrino essere la causa immediata del naufragio, si stanno rapidamente diffondendo notizie che suggeriscono che dietro questo evento possa celarsi un intrigo internazionale. Le circostanze sospette intorno alla scomparsa di queste figure di spicco, unite alla morte recente e misteriosa di Stephen Chamberlain, socio di Lynch, in un incidente a Cambridge, stanno alimentando speculazioni su un possibile complotto.

Il Contesto: Una Rete di Potere e Segreti

Mike Lynch e Stephen Chamberlain non erano solo uomini d’affari di successo; erano profondamente inseriti in reti di potere globali. Dopo la vendita di Autonomy a HP nel 2011, i due si sono concentrati su Darktrace, una delle aziende più avanzate nel campo della sicurezza informatica. Darktrace non è una società qualunque: è strettamente legata ai Servizi Segreti di tutto il mondo, arruolando tra le sue fila ex membri di MI5, MI6, FBI, NSA e CIA. I suoi contatti si estendono fino a Westminster e al potente mondo della finanza internazionale.

GOMBLOTTO: La Farina di insetti nel cibo e il logo della rana scatenano il Panico ma…

Non sorprende, dunque, che si stia iniziando a parlare di un possibile complotto internazionale. Darktrace, con le sue tecnologie avanzate e le sue connessioni, potrebbe aver rappresentato una minaccia per poteri molto influenti. E il tempismo degli eventi – il naufragio dopo l’assoluzione di Lynch e Chamberlain da gravi accuse di frode e cospirazione, e la morte di Chamberlain in un incidente a Cambridge – solleva più di un dubbio.

Un Complesso Intrigo Internazionale?

Mentre le indagini ufficiali sono solo all’inizio, il sospetto che dietro al naufragio del Bayesian ci sia ben più di un semplice incidente meteorologico si fa sempre più forte. Le voci di un possibile coinvolgimento di servizi segreti e di una rete di potere globale stanno prendendo piede, trasformando questa tragedia in un intrigo degno di una spy story.

Le domande sono molte: chi potrebbe aver voluto eliminare Lynch, Bloomer e gli altri passeggeri del veliero? Quali segreti potrebbe custodire Darktrace, tanto pericolosi da scatenare una tale catena di eventi? E soprattutto, è possibile che qualcuno stia cercando di coprire le tracce di un complotto internazionale?

Vittime o Protagonisti? La scelta che definisce il nostro domani

La morte di Stephen Chamberlain e il naufragio del Bayesian sembrano essere collegati da un filo invisibile che attraversa confini nazionali e coinvolge poteri oscuri. Le ipotesi di una spy story si fanno sempre più insistenti, e mentre le indagini proseguono, il mondo osserva con crescente apprensione.

Questo caso potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di una storia ben più complessa e inquietante, che potrebbe svelare legami e complotti a livello globale. Continuate a seguire la nostra rubrica “Gomblotto” per ulteriori sviluppi su questa vicenda che sta scuotendo le fondamenta del potere internazionale.

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Vittime o Protagonisti? La scelta che definisce il nostro domani https://www.younipa.it/vittime-o-protagonisti-la-scelta-che-definisce-il-nostro-domani/ Tue, 05 Mar 2024 09:53:51 +0000 https://www.younipa.it/?p=122617 Nel tessuto complesso della vita, ognuno di noi si trova, prima o poi, di fronte...

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Nel tessuto complesso della vita, ognuno di noi si trova, prima o poi, di fronte a scelte che modelleranno il nostro domani. In questo percorso, intriso di gioie e di difficoltà, emerge una verità fondamentale: noi siamo gli artefici del nostro destino.

La tendenza a compiangerci, a rivolgere uno sguardo di disapprovazione verso le avversità che ci colpiscono, non fa altro che intrappolarci in una spirale di inerzia da cui è difficile emergere.

Vi è una saggezza antica, una massima che risuona attraverso i secoli: “Chi è causa del suo male pianga se stesso”. Queste parole, lontane dall’essere un crudo monito al fatalismo, sono piuttosto un invito alla riflessione, un richiamo alla responsabilità individuale. In esse si cela il riconoscimento che, nonostante le circostanze esterne possano influenzarci, la maggior parte delle volte abbiamo nelle nostre mani gli strumenti per cambiare la nostra sorte.

Il disagio nei confronti di coloro che si commiserano non nasce da un’insensibilità verso il dolore altrui. Al contrario, è alimentato dalla convinzione che l’immobilismo e la vittimizzazione siano barriere che noi stessi erigiamo tra noi e la nostra capacità di crescere, di superare gli ostacoli, di realizzarci. La vita non è priva di sfide, ma è proprio nell’affrontarle che scopriamo la nostra forza, la nostra resilienza.

Non possiamo negare che esistano situazioni di grave ingiustizia e sofferenza che superano la capacità individuale di controllo. Tuttavia, anche in questi contesti, la modalità con cui scegliamo di reagire può fare una grande differenza. L’atteggiamento con cui affrontiamo le avversità può trasformarci in vittime o in protagonisti della nostra storia.

Il riscatto morale di cui parliamo non è un traguardo da raggiungere isolatamente, ma un percorso da percorrere giorno dopo giorno. Richiede determinazione, la capacità di guardare dentro di sé per riconoscere i propri errori e la volontà di apprendere da essi. È un viaggio che inizia con l’accettazione che, sebbene non possiamo controllare ogni aspetto della nostra vita, possiamo sempre controllare come rispondiamo alle sfide che essa ci pone.

In conclusione, il messaggio che emerge è chiaro e potente: siamo noi gli artefici del nostro destino. Questa forte convinzione non ci esonera dalla compassione o dall’aiuto reciproco, ma ci spinge invece verso una maggiore consapevolezza di noi stessi e delle nostre potenzialità. In ogni circostanza, abbiamo la possibilità di scegliere chi vogliamo essere e come vogliamo vivere. Lasciamo che sia la determinazione, e non il lamento, a guidare i nostri passi verso un futuro di riscatto e realizzazione personale.

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GOMBLOTTO: La Farina di insetti nel cibo e il logo della rana scatenano il Panico ma… https://www.younipa.it/gomblotto-la-farina-di-insetti-nel-cibo-e-il-logo-della-rana-scatenano-il-panico-ma/ Tue, 06 Feb 2024 07:39:00 +0000 https://www.younipa.it/?p=119425 Svelato il mistero di GOMBLOTTO, la presenza di farina di insetti nel cibo e il...

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Svelato il mistero di GOMBLOTTO, la presenza di farina di insetti nel cibo e il logo della rana nella confezione spaventano tutti ma…

Logo con la rana (rainforest alliance)
Logo con la rana (rainforest alliance) – Fonte: Redazione Web

Sulla piattaforma dei social media, si diffonde rapidamente l’ultima teoria intrigante: si parla di farina di rana o farina di insetti contenenti nei cibi? Questa idea è stata condivisa da migliaia di utenti. Si sostiene che la prova inconfutabile sia la presenza del simbolo di una rana sulla confezione del preparato solubile, identificato come il logo della Rainforest Alliance.

Tuttavia, è importante chiarire che il logo NON implica la presenza di “farina di insetti” nel cibo. Esaminiamo più attentamente la questione.

I POST SUI SOCIAL

Impazzano sul web le teorie del complotto e come al solito vengono pubblicati migliaia di post contenenti frasi del tipo:

  • Ho acquistato questa scatola di nesquik , tornata a casa mi sono resa conto del simbolo che c’era dietro quello della rana. Nesquik con farina di insetti e vaccini mRNA. Ma che schifo“;
  • OCCHIO….!! si rischia di acquistare FARINA DI INSETTI a nostra insaputa! Controlla il marchio..se c’è una RANA devi sapere che c’è questa farina! A te la scelta!

Il logo della rana e la Teoria del Complotto

Le foto mostrano un’imballaggio con il logo raffigurante una rana. Questo ha portato i fautori della teoria del complotto a pensa che sia stata introdotta farina di rana nei cibi. Tale notizia è del tutto infondata. Il logo in questione è quello della Rainforest Alliance, già oggetto in passato di teorie del complotto legate ai vaccini.

Il significato del logo della Rainforest Alliance

Il logo indica semplicemente che il prodotto è stato prodotto e certificato utilizzando metodi che promuovono la sostenibilità sociale, economica e ambientale. Questo processo è sottoposto a controlli da parte di terzi per garantire la correttezza del sistema. In particolare, ciò riguarda il cacao, la cui produzione è spesso associata alla deforestazione e allo sfruttamento.

La verità nell’era dei social media

La ricerca della verità è cruciale nell’era dei social media, dove le teorie del complotto possono diffondersi rapidamente. La presenza del logo della rana su alcuni prodotti ha scatenato una controversia sull’ipotetica presenza di farina di insetti nei cibi. Tuttavia, è fondamentale discernere tra fatti e speculazioni. Il logo della Rainforest Alliance, erroneamente associato alla farina di insetti, in realtà simboleggia gli sforzi per la sostenibilità ambientale e sociale nella produzione alimentare. Questo ci ricorda l’importanza di verificare le fonti e comprendere la verità prima di cedere alle paure e alle teorie del complotto.

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Dopo aver vinto 2 Milioni di euro con un gratta e vinci, gli amici denunciano il vincitore, il perché è sbalorditivo e vi lascerà senza parole.

vince 2 milioni al gratta e vinci
vince 2 milioni al gratta e vinci – Fonte:Web

Un piastrellista ha conseguito una vincita eccezionale di due milioni di euro attraverso un biglietto da gratta e vinci, ma la sua fortuna è offuscata da una disputa legale con amici che rivendicano un coinvolgimento finanziario nel suo successo. La cittadina di 15.000 abitanti in provincia di Verona è ora al centro di una controversia legale in cui gli amici accusano il vincitore di agire in modo individualista, sostenendo che i fondi per l’acquisto del biglietto erano di proprietà condivisa.

Il piastrellista, affermando di aver acquistato il biglietto da solo in un bar locale, è ora oggetto di una denuncia per appropriazione indebita presentata dagli amici storici. Questi sostengono di avere prove tangibili della partecipazione finanziaria, inclusi scontrini di gratta e vinci precedenti e la testimonianza del barista che supporta la loro versione dei fatti.

La questione è stata portata davanti alla procura di Verona, che deve ora determinare se la vincita debba essere considerata individuale o collettiva. Nel frattempo, i due milioni di euro sono stati sospesi dalla lotteria nazionale, in attesa di una decisione giuridica definitiva. La vicenda, che ha già attirato l’attenzione mediatica, continua a tenere in sospeso la comunità locale, ansiosa di conoscere l’esito di questa singolare controversia legale.

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PALERMO, 11 GEN – Dopo le telefonate al 115 per darel’allarme per l’incendio che stava avvolgendo la villetta di B.F. a Palermo amici e parenti con piccoli tubi da irrigazionehanno tentato di evitare che le fiamme si propagassero.

Senza grande successo. I primi a giungere sul posto sono stati gli uomini dell’antincendio della protezione civile con un automezzo dotato di pompa e tubo. Ma dopo aver azionato l’impianto gli operatori e tutti i presenti si sono accorti che mancava il gasolio e soprattutto l’acqua e che la pompa quindi non poteva essere azionata.Alcuni familiari di B.F. sono andati a comprare il gasolio e l’hanno messo nel veicolo e anche una pompa con relativo tubo per prendere l’acqua da una piscina che si trova nella villaattigua e immetterla nella cisterna della protezione civile.Davanti alla villetta ormai avvolta dalle fiamme c’erano anche alcuni carabinieri che hanno rilanciato l’allarme ai vigili del fuoco.Spente le fiamme la proprietaria ha constato che tutta la parte posteriore, esterni e interni, dell’abitazione era distrutta e che le fiamme avevano danneggiato anche la parte anteriore. I vigili del fuoco hanno diffidato la vittima dall’utilizzare la casa per pericolo di crolli. E da quel momento la donna si è trovata senza abitazione insieme ai duefigli e ai suoi cani.”Tutti i ricordi di una vita, l’argenteria, i servizi di piatti e bicchieri, le fotografie, la collezione di stampe antiche, i mobili, gli elettrodomestici, sono stati ridotti in cenere

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“Non autorizzo”, la bufala su Facebook che resiste da 15 anni. Ma resta totalmente falsa https://www.younipa.it/non-autorizzo-la-bufala-su-facebook-che-resiste-da-15-anni-ma-resta-totalmente-falsa/ Tue, 14 Nov 2023 09:54:23 +0000 https://www.younipa.it/?p=111454 Le prime tracce risalgono al 2009, le più recenti al 2020, al 2022, al 2023...

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“Non autorizzo”, la bufala su Facebook che resiste da 15 anni. Ma resta totalmente falsa

Le prime tracce risalgono al 2009, le più recenti al 2020, al 2022, al 2023 (due volte): tornano gli inutili post per bloccare una cosa che non sta succedendo e impedire a Facebook di fare una cosa che gli abbiamo già dato il permesso di fare

Sono ormai quasi 15 anni che gli italiani (ma non solo loro) credono alla fake news del “Non autorizzo”, condividendo e ricondividendo su Facebook post privi di significato sugli argomenti più disparati: nel 2020 non autorizzavamo le scuole a “isolare mio figlio se dovesse presentare improvvisamente qualche linea di febbre”, perché “nessun personale sanitario può prelevare mio figlio da scuola in mia assenza traumatizzandolo!”. L’anno scorso non autorizzavamo “Facebook/Meta o nessuna delle organizzazioni legate a Facebook/Meta a usare le mie immagini, informazioni, messaggi o post”, fra l’altro “né in passato né in futuro”, come se potessero viaggiare indietro e avanti nel tempo.

E quest’anno? Quest’anno abbiamo deciso che “non do il permesso a Facebook di addebitare 4,99 dollari al mese sul mio account” e anche “non concedo a Facebook o a nessuna entità associata a Facebook il permesso di usare le mie foto, informazioni, messaggi o pubblicazioni”, ovviamente “passate e future”.

È vero che Facebook ha intenzione di diventare a pagamento e “addebitare 4,99 dollari al mese”? No. È vero che c’è la possibilità di pagare per non vedere la pubblicità, ma si tratta di un’altra cifra e per un altro scopo. Se anche questa cosa fosse vera nei termini in cui viene descritta, basterebbe un post per impedirlo? Ovviamente no.

Che cosa stiamo postando su Facebook

Questa bufala, sul fatto che Facebook starebbe per diventare totalmente a pagamento e che basterebbe un post (su Facebook) per impedire questo cambiamento, circola più o meno ovunque il social network di Zuckerberg è accessibile.

Ci sono alcune varianti, che è fra l’altro il primo, fondamentale segnale d’allarme sulla veridicità di quello che si sta leggendo: se una storia non è coerente nei vari posti in cui viene raccontata, se non è consistent, allora qualche dubbio dovrebbe venire. Così come se è recurrent, cioè se si ripete nel tempo, se ritorna anno dopo anno: come detto, di questa del “Non autorizzo” ci sono tracce che risalgono addirittura al 2009. E anche per questo è ampiamente falsa.

Per capirlo da soli è sufficiente leggere il post che nei primi giorni di settembre e di nuovo a metà novembre è stato ripubbliccato a raffica da migliaia di persone. Lo riportiamo qui sotto per intero, togliendo le parti in maiuscolo ed evidenziando quelle più risibili.

“Anch’io sto disattivando! Così ora lo stanno facendo, appena annunciato su Channel 4 News. Facebook addebiterà a tutti gli utenti a partire da lunedì. Puoi fare un’opt-out facendo questo. Tieni il dito su questo messaggio e copialo. Non si può condividere. Non do il permesso a Facebook di addebitare 4,99 dollari al mese sul mio account, anche tutte le mie foto sono di mia proprietà e NON di Facebook!!! Un ringraziamento speciale a Larry per questo consiglio legale e a Tim Barker per aver pubblicato queste informazioni. A causa del fatto che tutti stanno lentamente venendo dirottati, sì dirottati non hackerati, stanno dirottando i nostri account, ora ancora di più. Giusto in caso di avviso: un avvocato ci ha consigliato di postare questo. La violazione della privacy può essere punita dalla legge. Nota: Facebook Meta è ora un ente pubblico. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se non pubblichi un comunicato almeno una volta, si capisce tecnicamente che stai consentendo l’uso delle tue foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti di stato del tuo profilo. Dichiaro che non do a Facebook Meta il mio permesso di usare nessuno dei miei dati o foto personali”

Ancora: “Copia e incolla, non condividere. Sto ricevendo più post pubblicitari di vendita che post degli amici. Tieni il dito ovunque in questo post e clicca su Copia. Vai alla tua pagina dove dice A cosa stai pensando. Tocca il dito ovunque nel campo vuoto. Clicca Incolla. Questo aggiorna il sistema. Ricordatevi che domani inizia la nuova regola di Facebook (alias nuovo nome Meta) dove possono usare le tue foto. Non dimenticate che la scadenza è oggi!!! Non concedo a Facebook o a nessuna entità associata a Facebook il permesso di usare le mie foto, informazioni, messaggi o pubblicazioni, passate e future. Con questa affermazione, avviso Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o intraprendere qualsiasi altra azione contro di me in base a questo profilo”.

Perché è una bufala: i passaggi che non tornano

Al netto del fatto che sarebbe sufficiente il buonsenso per capire che non può bastare un post su un qualsiasi social network per avere una qualsivoglia difesa legale contro qualcosa o per impedire a un’azienda di decidere che cosa vendere o a quanto (perché allora si potrebbe travolgere Netflix di post contrari a ogni aumento delle tariffe, per esempio), nel testo ci sono tanti punti dubbi oppure oggettivamente falsi.

Per esempio, il fatto che l’inesistente Channel 4 News che sarebbe la fonte della notizia, in altri Paesi è Channel 13 News. Ancora: il riferimento temporale “a partire da lunedì”, poche righe più sotto nello stesso post diventa “domani inizia la nuova regola di Facebook”. Inoltre: è falso che “Facebook Meta è ora un ente pubblico” e anche è falso che “se non pubblichi un comunicato almeno una volta, si capisce tecnicamente che stai consentendo l’uso delle tue foto”, perché questa è una cosa che si consente a Facebook nel momento esatto in cui ci si registra su Facebook.

Che cosa può fare Facebook con le nostre foto

In questa storia c’è un fondo di verità, come sempre c’è un fondo di verità in tutte le favole: Meta ha davvero creato una versione di Facebook a pagamento e senza pubblicità personalizzata per la sola Unione europea. Ma ovviamente questo cambiamento non è opt-in (nel senso che non si è automaticamente trasferiti alla versione pay) ed è invece facoltativo utilizzarla.

Al di là di questo e ribadendo che, se anche fosse tutto vero, un post non servirebbe a nulla, va sottolineata soprattutto una cosa. Cioè quello che Facebook può fare con le foto che vengono condivise sulla sua piattaforma, che sembra uno dei punti che più stanno a cuore a chi diffonde questa bufala. Scoprirlo non è difficile (ma potrebbe essere più facile): è sufficiente accedere al Policies Center, cioè la pagina dei regolamenti della creatura di Zuckerberg. Qui, al punto 3.1 dei Terms of Service, si legge sì che “alcuni contenuti che condividi, come foto o video, potrebbero essere protetti dalle leggi sulla proprietà intellettuale” e che “mantieni la proprietà dei diritti di proprietà intellettuale su tutti i contenuti che crei e condividi su Facebook”, ma si legge anche un’altra cosa, scritta chiaramente.

Si legge che “pur tuttavia, per fornire i nostri servizi, abbiamo bisogno che tu ci fornisca alcune autorizzazioni legali per utilizzare questi contenuti”. Autorizzazioni che vengono fornite quando ci si iscrive a Facebook e che significano questo: “Quando condividi, pubblichi o carichi contenuto coperto da diritti di proprietà intellettuale su o in connessione con i nostri prodotti, ci concedi una licenza non esclusiva, trasferibile, sub-licenziabile, esente da royalty e mondiale per ospitare, utilizzare, distribuire, modificare, eseguire, copiare o visualizzare pubblicamente, tradurre e creare opere derivate dai tuoi contenuti”. Ad esempio: “Se condividi una foto su Facebook, ci dai il permesso di archiviarla, copiarla e condividerla con altri”.

Questa cosa dovrebbe essere ben chiara, ed è curioso che dopo tutti questi anni ancora non lo sia: Facebook può già fare praticamente qualsiasi cosa con i contenuti che gli affidiamo e anche trasferirli a chiunque. E non c’è “Non autorizzo” che tenga. (fonte Repubblica.it)

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Da Salem a Napoli: Le Notti più Inquietanti di Halloween nel Mondo e in Italia https://www.younipa.it/da-salem-a-napoli-le-notti-piu-inquietanti-di-halloween-nel-mondo-e-in-italia/ Mon, 30 Oct 2023 14:37:12 +0000 https://www.younipa.it/?p=110268 Halloween è una delle festività più affascinanti dell’anno, ricca di mistero, tradizioni e superstizioni. Ma...

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Halloween è una delle festività più affascinanti dell’anno, ricca di mistero, tradizioni e superstizioni. Ma quanto ne sapete davvero sulle sue origini e sulle celebrazioni più spaventose che si svolgono in tutto il mondo?

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In questo articolo, esploreremo le curiosità sulle radici di Halloween e vi guideremo attraverso alcune delle notti più terrificanti sia in Italia che nel resto del mondo.

Le Origini di Halloween: Un Tuffo nel Passato

Halloween ha radici che affondano nel passato e che risalgono a diverse culture. La sua storia inizia con la festa celtica di Samhain, celebrata in Irlanda più di 2000 anni fa. Samhain segnava la fine dell’anno celtico e l’inizio dell’inverno. Era un momento in cui si credeva che il velo tra il mondo dei vivi e dei morti si assottigliasse, consentendo agli spiriti di tornare sulla Terra.

L’immigrazione irlandese negli Stati Uniti portò la tradizione di Halloween con sé, che si fuse con influenze di altre culture per diventare la festa di Halloween come la conosciamo oggi. Questa festa è caratterizzata da zucche intagliate, costumi spaventosi e dolci regalati ai bambini.

La Notte delle Streghe a Salem, Massachusetts

Salem, Massachusetts, è famosa per le streghe e le persecuzioni avvenute nel 1692. Oggi, durante Halloween, la città si trasforma in un vero e proprio spettacolo. Salem ospita uno dei festival di Halloween più grandi e impressionanti del mondo, attirando migliaia di visitatori. Durante il mese di ottobre, Salem offre eventi spettacolari, tra cui tour delle streghe, spettacoli, e una parata di Halloween che cattura l’essenza di questa festa.

La Notte dei Morti in Messico

In Messico, il giorno di Halloween è spesso visto come una continuazione del Dia de los Muertos, il Giorno dei Morti. Questa festa è un tributo ai defunti, durante il quale le famiglie costruiscono altari con foto dei loro cari scomparsi e offrono loro cibo, candele e fiori. Le strade si riempiono di processioni colorate e spettacoli musicali, creando un’atmosfera unica e coinvolgente.

Halloween in Italia: Una Festa in Crescita

In Italia, Halloween è una festa relativamente recente che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni. Le città italiane abbracciano sempre più la tradizione di Halloween, con feste in maschera, discoteche a tema, e decorazioni spaventose che prendono vita nelle strade. Alcuni dei luoghi più popolari per festeggiare Halloween in Italia includono le città di Venezia, Roma e Napoli.

Le Curiosità di Halloween in Italia

  • In Italia, Halloween è spesso associato a leggende e tradizioni locali legate alla magia e al mistero. La città di Napoli è particolarmente famosa per le sue storie di fantasmi e leggende.
  • Il cibo svolge un ruolo importante nelle celebrazioni di Halloween in Italia. È tradizione preparare dolci a tema, come le “frittelle di zucca,” che sono molto apprezzate in questa festività.
  • Molte discoteche e locali notturni in Italia organizzano feste di Halloween, dando la possibilità ai giovani di sfoggiare i loro costumi più spaventosi e ballare fino all’alba.

Conclusioni

Halloween è una festa che ha radici antiche e che continua a evolversi, abbracciando nuove tradizioni e ispirando festeggiamenti in tutto il mondo. Mentre le celebrazioni variano da luogo a luogo, l’essenza di Halloween, con la sua atmosfera spettrale e i costumi paurosi, è universale. Che tu voglia immergerti nella storia a Salem, ballare in una discoteca a Roma o onorare i tuoi cari defunti in Messico, Halloween offre qualcosa di speciale per tutti. Quindi, preparate i vostri costumi e preparatevi per una notte di paura e divertimento, ovunque voi siate.

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UNIPA, SHOCK Prof NOVAX: “Ti vaccini…Muori e fai morire, Mentana: “FANNO SCHIFO” https://www.younipa.it/unipa-shock-prof-novax-ti-vaccini-muori-e-fai-morire-mentana-fanno-schifo/ Thu, 05 Oct 2023 11:47:46 +0000 https://www.younipa.it/?p=108345 l’Università degli Studi di Palermo si trova al centro di un acceso dibattito in seguito...

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l’Università degli Studi di Palermo si trova al centro di un acceso dibattito in seguito alle affermazioni di Gandolfo Dominici (non nuovo a questo tipo di pensiero), professore associato di Economia e Gestione delle Imprese (SECS-P08) presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche.

Dominici accusato di sostenere posizioni No-vax e diffondere teorie complottiste, mettendo in discussione la reputazione dell’istituzione accademica.

Uno degli episodi più recenti che ha attirato l’attenzione dei media e del pubblico è stata la sua dichiarazione riguardante la presunta connessione tra il vaccino per il COVID-19 e un incidente con un autobus elettrico a Mestre, notizia ripresa anche dal direttore Enrico Mentana. Questa affermazione ha sollevato molte domande e ha portato a una crescente preoccupazione tra gli studenti, il corpo docente e la comunità accademica in generale.

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È importante sottolineare che, secondo le informazioni ricevute, Gandolfo Dominici sembra essere un sostenitore convinto delle teorie No-vax, che mettono in dubbio l’efficacia e la sicurezza dei vaccini contro il COVID-19. Queste teorie, ampiamente smentite dalla comunità scientifica, hanno generato confusione e diffidenza tra la popolazione.

La questione è diventata così delicata che molti si sono chiesti se debba essere preso in considerazione un appello alla commissione disciplinare dell’Università per esaminare il comportamento del professore Dominici. È fondamentale notare che l’Università degli Studi di Palermo è un istituto di alta formazione, dove la ricerca scientifica e l’educazione di qualità sono valori essenziali. Pertanto, il coinvolgimento di un docente che promuove idee contrarie alla scienza e alle migliori pratiche mediche può avere gravi conseguenze sull’integrità dell’istituzione.

La libertà accademica è un principio fondamentale nelle università di tutto il mondo, e il dibattito aperto e l’espressione di opinioni diverse sono elementi essenziali della ricerca e dell’istruzione. Tuttavia, questa libertà viene accompagnata dalla responsabilità di condurre ricerche basate su evidenze scientifiche e di evitare la diffusione di teorie complottiste che mettono in pericolo la salute pubblica.

Mentre solleviamo il caso e lo portiamo alla conoscenza del pubblico, dobbiamo riconoscere che ognuno è libero di farsi la propria idea. Tuttavia, è fondamentale che la governance dell’Università e i rappresentanti accademici prendano in considerazione le preoccupazioni della comunità studentesca e docente. È giunto il momento di affrontare apertamente la questione e di garantire che l’istituzione mantenga la sua integrità e il suo impegno verso l’eccellenza accademica.

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In un mondo in cui la disinformazione e la confusione sono sempre presenti, le istituzioni educative devono rappresentare un faro di conoscenza e di verità. Speriamo che le autorità dell’Università di Palermo affrontino con serietà la situazione e assicurino che la loro istituzione continui a essere un luogo in cui la scienza, la ricerca e l’educazione sono al centro di tutto. La reputazione e il futuro dell’Università dipendono da come verrà gestito questo caso.

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“Anche io sto disattivando Facebook a pagamento, lo dice Channel News”: l’eterna bufala https://www.younipa.it/anche-io-sto-disattivando-facebook-a-pagamento-lo-dice-channel-news-leterna-bufala/ Sat, 09 Sep 2023 14:52:58 +0000 https://www.younipa.it/?p=106033 C’era una volta una bufala, quella di “Facebook a pagamento“. Dal 2015 la bufala ci...

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C’era una volta una bufala, quella di “Facebook a pagamento“. Dal 2015 la bufala ci insegue in tutte le salse, con improbabili testimonial (come dei non meglio precisati “Carlos” e “Mark”, la bufala ha fatto il giro della Rete mescolandosi a mille altre narrazioni simili

"Anche io sto disattivando Facebook a 4,99 dollari, lo dice Channel News": l'eterna bufala

“Anche io sto disattivando Facebook a 4,99 dollari, lo dice Channel News”: l’eterna bufala

La variante che ci è stata sottoposta è infatti un miscuglio di due bufale diverse: la bufala di Facebook a pagamento e la bufala del “Non autorizzo a condividere”.

“Anche io sto disattivando Facebook a 4,99 dollari, lo dice Channel News”: l’eterna bufala

La narrazione sostanzialmente dichiara che un non meglio precisato “Larry” e diversi avvocati avrebbero consigliato di cancellare Facebook, perché gli account saranno “dirottati” e chi resterà connesso dovrà pagare un abbonamento mensile di 5 dollari circa nonché rischiare che i suoi post e le sue foto possano essere usati “in cause legali contro di loro” a meno che non postino un tragicomico divieto all’uso diretto a Meta.

Noterete che il canale che avrebbe trasmesso la notizia, “Channel 4 News” non esiste.

Questo è il segnale che la prima parte della bufala, quella dell’imminente pagamento, è riciclata da una bufala ormai ultraventennale che risale ai tempi di MSN Messenger, l’antenato di Skype.

Antenato che usava un codice cromatico per segnalare la disponibilità ad essere contattati: rosso significava “connesso ma non vuole/può essere raggiunto”, giallo significava “Occupato, potrebbe non rispondere” e verde “contattabile”.

Si diffuse la leggenda di un fantomatico “colore blu”, che avrebbe consentito all’utente una lunga serie di benefici che oggi attribuiremmo ad un account “professionale” nonché l’immunità da presunti passaggi a pagamento dell’applicazione, ottenibile inoltrando catene di S. Antonio a tutti i propri contatti.

La bufala semplicemente si è trasferita dal defunto MSN Messenger a Facebook.

Arriviamo così alla seconda parte

Non autorizzo Meta

Se sinceramente siete convinti che basti “non autorizzare Meta” ad usare i vostri contenuti contro di voi, siamo i primi a dirvelo. Sì, questa è una bufala, ma vi preghiamo per il vostro bene di cancellare immediatamente il vostro account, restituire in negozio PC e cellulare, comprare un “feature phone” senza servizi social perché non siete degni di avere accesso ad Internet e fareste danno.

Ipotizzate il tragicomico scenario auspicato del complottista furioso che dopo aver minacciato diverse persone su Internet, decida di postare il messaggio con cui “Non autorizzo Facebook a usare questi contenuti contro di me”

Il panico degli scienziati cuffariani di fronte ai “miracoli” delle scie chimiche siciliane

Ovviamente le persone che ha insultato lo portano in tribunale. Questo si presenta in aula e, contro il parere del suo legale e credendo di trovarsi in uno di quegli episodi di Forum con le “cause a catena” esclama convinto

“Eh, ma io non ho autorizzato Facebook a usare le foto e i contenuti contro di me! È una violazione della privacy quindi io denuncio a catena Mark Zuckerberg, il Giudice e quello che mi ha denunciato, sì, quello che ho minacciato di morte ed a cui ho detto le peggiori infamie che mica l’avevo autorizzato a querelarmi!”

Secondo voi quante possibilità ci sono che la sua piccola “operazione speciale” riesca e non lo trascini nel ridicolo aggravando la sua precaria situazione?

Vi ricordiamo che nessuna condivisione cancellerà i termini e le condizioni di uso che avete sottoscritto, e neppure le leggi.

Se quindi non gradite che un contenuto condiviso diventi pubblico, l’unica cosa sensata da fare è modificare le regole della privacy del messaggio da “Tutti” a “solo amici” o non condividerlo affatto.

LO SPORT PREFERITO DAI PALERMITANI? POLEMIZZARE

Se temete che quello che state pubblicando possa avere conseguenze penali, probabilmente non dovreste pubblicarlo affatto.

Conclusione

Facebook non diventerà a pagamento nei modi descritti dalla fake news, e non esistono condivisioni “magiche” che rendono immuni dalle conseguenze penali delle proprie azioni.


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Il panico degli scienziati cuffariani di fronte ai “miracoli” delle scie chimiche siciliane https://www.younipa.it/il-panico-degli-scienziati-cuffariani-di-fronte-ai-miracoli-delle-scie-chimiche-siciliane/ Thu, 11 May 2023 08:46:45 +0000 https://www.younipa.it/?p=98718 Ah, le famose “scie chimiche”, oggetto di scherno e risate per anni. Principalmente addebitate al...

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Ah, le famose “scie chimiche”, oggetto di scherno e risate per anni. Principalmente addebitate al Movimento Cinque Stelle. Ma ora sembra che persino i partiti meno sospettabili siano spaventati da queste terribili scie. È il caso della Democrazia Cristiana siciliana, che ha appena eletto come presidente Totò Cuffaro, un ex governatore condannato per favoreggiamento a Cosa Nostra. Che scelta di leadership impeccabile!

IMPASTATO E ALDO MORO: LA NOTTE BUIA DELL’ITALIA quel 9 maggio ’78,

Attenzione a non chiamarle “scie chimiche” In questi ultimi tempi, il capogruppo dei democristiani cuffariani, Carmelo Pace, ha depositato un’interrogazione urgente presso l’Assemblea Regionale Siciliana. Un atto di grande importanza, nonché “risposta scritta e urgente”, indirizzato al presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, e all’assessore regionale per il Territorio e l’Ambiente, Elena Pagano. Nel testo dell’interrogazione, non si fa mai riferimento alle “scie chimiche”, ma si tratta di tutto il resto. Del resto, il titolo dell’interrogazione lascia poco spazio all’immaginazione: “Notizie sulla natura delle emissioni atmosferiche, verifica delle loro componenti tossiche sia a danno dell’ambiente che a danno della vita umana ed animale”.

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Il rapporto dell’Agenzia per l’Ambiente L’interrogazione dei democristiani siciliani si basa su uno studio dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA). E, secondo Pace, il report è particolarmente interessante per la parte in cui si menziona “la possibilità di localizzare le fonti di emissioni aereali in un’area ben definita del territorio”. È di vitale importanza, secondo l’interrogazione, “conoscere i valori inquinanti rilasciati dagli aerei durante i voli, al fine di stimarne la tossicità per l’ambiente, la vita umana e animale, con particolare riferimento alle particelle atmosferiche, alle polveri sottili, ai metalli combusti e a qualsiasi tipo di fonte inquinante rilasciata nella troposfera”.

Sulle tracce delle scie Per il consigliere regionale democristiano, questa è una questione di estrema urgenza per la Sicilia: “L’osservazione del nostro cielo – afferma – è un tema particolarmente popolare nel mainstream, e su di esso si susseguono numerose teorie, anche se alcune sembrano prive di valore scientifico, altre sollevano interrogativi non irrilevanti”. Quindi, il consigliere democristiano chiede al governo di Schifani di “valorizzare la divulgazione dei dati e delle informazioni raccolti dall’Agenzia regionale per il territorio e l’ambiente” e di “intrattenere un dialogo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale”.

Le preoccupazioni del centrodestra Mentre il consigliere regionale democristiano evita di utilizzare il termine “scie chimiche” per ciò che altri chiamano così, alcuni esponenti locali del centrodestra non hanno alcun problema a farlo. È il caso di un consigliere comunale di Sciacca, in provincia di Agrigento, Maurizio Michele Blò, che attualmente fa parte del gruppo Misto. È stato eletto in consiglio dopo essersi candidato con una lista che sosteneva il candidato sindaco Matteo Mangiacavallo, un ex grillino sostenuto anche da Fratelli d’Italia e da un partito centrista-autonomista. Nella sua interrogazione, Blò riprende quanto fatto dal consigliere democristiano Pace e menziona anche casi di possibili “manipolazioni ambientali”, facendo riferimento al “Progetto pioggia”, che risale al 2005 e che è stato promosso dalla giunta di Fitto, l’ex governatore e attuale ministro nel governo di centrodestra. Le due interrogazioni si sovrappongono su molti punti, confermando che il tema è di grande importanza in quelle zone. Ma il consigliere comunale di Sciacca non si gira intorno quando chiede al sindaco della città termale: “Quali accertamenti sono stati effettuati e quali riscontri sono stati ottenuti dall’esame delle scie chimiche riguardo al loro livello di inquinamento dell’aria e alla pericolosità per la salute pubblica”. Le scie chimiche sono tornate.

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LO SPORT PREFERITO DAI PALERMITANI? POLEMIZZARE https://www.younipa.it/lo-sport-preferito-dai-palermitani-polemizzare/ Wed, 12 Apr 2023 10:43:21 +0000 https://www.younipa.it/?p=97030 Lo sport preferito del palermitano non è il calcio, il basket o il tennis. È...

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Lo sport preferito del palermitano non è il calcio, il basket o il tennis. È la polemica. A Palermo, sembra che la critica sia diventata un passatempo nazionale. Ogni avvenimento, evento o decisione è oggetto di critiche e polemiche da parte dei cittadini, spesso senza una vera ragione o conoscenza dei fatti.

Ma perché gli abitanti di Palermo sembrano così appassionati alla polemica? Perché la critica sembra essere così presente nella cultura palermitana?

In parte, questa passione per la polemica potrebbe essere il risultato di una lunga storia di problemi sociali, economici e politici nella città. Palermo è stata a lungo uno dei centri della criminalità organizzata in Italia, e questo ha creato un clima di sfiducia e critica costante nei confronti delle autorità e delle istituzioni.

Inoltre, la cultura della polemica potrebbe essere una forma di espressione e di identità sociale per gli abitanti di Palermo. La città è nota per la sua forte identità e orgoglio, e la critica potrebbe essere vista come un modo per esprimere la propria opinione e difendere la propria città e la propria cultura.

Ma la passione per la polemica ha anche un lato negativo. La critica costante e senza senso può ostacolare il progresso e la crescita della città, creando un clima di negatività e sfiducia. Invece di concentrarsi su soluzioni e miglioramenti, gli abitanti di Palermo spesso si concentrano sulle critiche e sulle lamentele.

Un esempio? Le polemiche per la chiusura di Piazza Unità per l’allestimento di una mostra organizzata dalla Protezione Civile Regionale dal titolo “Terremoti D’Italia”. Apriti cielo!!! E adesso dove si parcheggia? Chi ci rimborserà per il prossimo mese? Chi ci rimborserà il parcheggio a pagamento (ammesso che si trovi) che dovremo pagare? Quale sarà la situazione del traffico nelle zone adiacenti alla piazza?

In conclusione, la polemica potrebbe essere vista come uno sport nazionale a Palermo, ma è importante ricordare che questo atteggiamento può anche impedire il progresso e la crescita della città. È importante cercare di trovare un equilibrio tra la critica costruttiva e la capacità di apprezzare ciò che funziona nella propria città. Solo così Palermo potrà continuare a crescere e prosperare.


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Dietro l’antico rito delle “Vampate” di San Giuseppe si nasconde la Palermo peggiore? https://www.younipa.it/dietro-lantico-rito-delle-vampate-di-san-giuseppe-si-nasconde-la-palermo-peggiore/ Sat, 18 Mar 2023 18:03:55 +0000 https://www.younipa.it/?p=95797 Anno nuovo, stessa storia. Iniziano le segnalazioni delle cosiddette vampe di San Giuseppe, a Palermo. Cataste di...

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Anno nuovo, stessa storia. Iniziano le segnalazioni delle cosiddette vampe di San Giuseppe, a Palermo. Cataste di legname e materiale infiammabile che vengono ammassate in diverse zone del capoluogo siciliano in corrispondenza della festività del 19 marzo. Tante le segnalazioni di residenti e consiglieri di circoscrizione preoccupati dalla formazione di queste enormi pile di rifiuti. Rap è già intervenuta per eliminare un cumulo di ingombranti in legno addirittura all’interno del parco Libero Grassi, area verde che non ha mai aperto al pubblico ma che è oggetto di fenomeni di abbandoni di rifiuti, con casi che hanno riguardato perfino auto rubate, serrate e lasciate sul posto.

Le “Vampate” di San Giuseppe derivano da un’antica tradizione popolare, a cavallo tra il sacro e il pagano, particolarmente sentita in Sicilia. L’origine della vampa di San Giuseppe è da far risalire agli antichi culti pagani praticati soprattutto in ambito agricolo e pastorale, tradizione che poi, nel tempo, ha finito per assumere, come per tantissimi altri gesti, un nuovo significato in funzione del culto cristiano.

Da sempre, il fuoco rappresenta un rito di purificazione usato nel mondo agricolo-contadino, il fuoco che brucia simboleggia il passaggio dall’inverno alla primavera, dalla morte alla vita, un auspicio di prosperità e fertilità. Con l’avvento del cristianesimo, questo rito ha assunto un carattere di omaggio, verso San Giuseppe, la cui festa religiosa si celebra per l’appunto il 19 di marzo.

Cumulo di ingombranti sulla spiaggia dell’Arenella

Vampa San Giuseppe Arenella, Palermo

Un fenomeno, quello delle vampe di San Giuseppe, legato ad una tradizione vestigale del capoluogo siciliano che si ripropone, ogni anno, senza alcuna regola e in territorio che diventano aree di roghi, fumi tossici ed annessi fenomeni di vandalismo. Uno scenario insopportabile che, come dimostrano i fatti dello scorso anno, mette a rischio l’incolumità di cose ma anche e soprattutto delle persone. Non fa eccezione l’area dell’Arenella, in piena settima circoscrizione. Qui ignoti, nei giorni scorsi, hanno ammassato un grosso quantitativo di ingombranti, in particolare legno, sulla spiaggia del quartiere. Rifiuti disposti nella classica forma della vampa, evidentemente predisposta per i prossimi giorni.

Bisogna avere la consapevolezza che alcune pratiche non sono più sostenibile, non c’è solo legno. C’è pellet, anche blocchi di plastica. Una volta accesa questa pila di materiale ingombranti, con il vento rischia di alzarsi una nube di fumo tossico, con annessa area nociva. Oltretutto, questo ammasso di spazzatura è stato lasciato sulla spiaggia. Il rischio è quello di inquinare non solo l’aria, ma anche il mare. Non possiamo accettare ancora nel 2023 di sopportare fenomeni simili.

Le “Vampate” di San Giuseppe ai nostri giorni

Nonostante la sua antichità, questo rito rappresenta ancora oggi un anacronismo culturale e sociale che dovrebbe essere superato. In primo luogo, l’impatto ambientale dei falò può essere significativo, soprattutto in termini di inquinamento atmosferico. L’utilizzo di grandi quantità di legno e altri materiali per la creazione dei falò può contribuire alla già grave situazione di inquinamento dell’aria a Palermo.

In secondo luogo, il rito delle Vampate di San Giuseppe è ancora legato a credenze superstiziose senza fondamento scientifico. Sebbene le motivazioni originarie del rito siano incerte, la credenza comune è che i falò possano portare fortuna e salute. Tuttavia, non esiste alcuna evidenza scientifica per sostenere queste credenze, che possono contribuire alla diffusione di idee irrazionali nella società.

Il rito delle Vampate di San Giuseppe è ancora una celebrazione patriarcale, in cui gli uomini hanno ancora un ruolo predominante rispetto alle donne. Nonostante le donne siano tradizionalmente coinvolte nella preparazione del materiale da bruciare per i falò, esse sono spesso escluse o relegate a ruoli secondari nella celebrazione pubblica del rito.

In sintesi, il rito delle Vampate di San Giuseppe a Palermo rappresenta un anacronismo culturale e sociale che dovrebbe essere superato. Questa pratica rappresenta una superstizione senza fondamento scientifico e contribuisce all’inquinamento dell’aria e alla diffusione di idee irrazionali. Inoltre, il rito delle Vampate di San Giuseppe è una celebrazione patriarcale che esclude le donne e perpetua stereotipi e pregiudizi di genere. È importante che la società palermitana si interroghi su queste pratiche e cerchi di superare le tradizioni arcaiche per costruire una cultura più moderna, razionale ed equa.


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Covid, la statua Maya contiene il QR code per il green pass: finzione o realtà? https://www.younipa.it/covid-la-statua-maya-contiene-il-qr-code-per-il-green-pass-finzione-o-realta/ Sat, 21 Aug 2021 13:24:22 +0000 https://www.younipa.it/?p=72406 Ormai di questi tempi nulla può più stupirci. La follia social ha raggiunto livelli altissimi....

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Ormai di questi tempi nulla può più stupirci. La follia social ha raggiunto livelli altissimi. La gente è sempre più credulona e, permetteteci di dirlo, un tantino ignorante. Si fa fatica a crederlo, eppure in queste ore in molti hanno credendo alla statua Maya che contiene il QR Code per il green pass.

Si tratta di un’opera non certo recente. Lo scopo di chi ricondivide l’immagine provando ad insinuare il dubbio tra i propri contatti èquello di provare ad evidenziare che tutta la storia del Covid, dei vaccini e della certificazione verde sia scritta a tavolino da tempo. Il più classico dei complotti, insomma.

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La bufala sulla statua Maya

Questa fake news gira ormai da tempo. Da un po’ di anni chiunque ordisce teorie complottiste, legate alla somaglianza della statua Maya con i modernissimi QR code. Adesso, in tempi di Covid, tutta la storia è stata attualizzata.

Inutile dire che le indiscrezioni sulla statua Maya che contiene il QR code venga ricondotta al green pass, in attesa di capire quali altre perle saprà regalarci il mondo dei social. Per la precisione, le immagini in questione sono due: una rimanda a Wikipedia tramite la scansione del suddetto codice, mentre l’altra fa atterrare gli utenti all’interno di un sito messicano. Si tratta, nello specifico, di un negozio online messicano di componenti elettronici. 

Dunque, è probabile che l’intera storia riguardante la statua Maya con QR Code per il green pass sia una nuova iniziativa di marketing virale per la suddetta attività. 

Resta il fatto che pensare che nel 2021 c’è ancora chi crede a queste storie, è decisamente agghiacciante.

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I complottisti non mollano: 4 Presidenti morti perché hanno detto NO al vaccino https://www.younipa.it/i-complottisti-non-mollano-4-presidenti-morti-perche-hanno-detto-no-al-vaccino/ Fri, 16 Jul 2021 10:49:30 +0000 https://www.younipa.it/?p=70274 E se pensavamo che la storia dei negazionisti, complottisti, no vax e chi più ne...

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E se pensavamo che la storia dei negazionisti, complottisti, no vax e chi più ne ha più ne metta, fosse soltanto un lontano ricordo, invece si sbagliava: non demordono, anzi, ne trovano sempre di nuove per rimarcare e avvalorare la loro tesi. È tutto un inganno! È questo lo slogan in cui fortemente credono e che molti professano senza vergogna o ripensamento alcuno, sbandierando talvolta sui social post e meme anche imbarazzanti per chi invece è consapevole che la fantasia in tutto questo non c’entra.
Stavolta la loro ipotesi si concentra sulla morte di 4 presidenti che a detta loro siano morti proprio per aver rifiutato il vaccino anti Covid.

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Il complotto dei 4 presidenti morti

4 morti, 4 Presidenti e un filo conduttore: il vaccino anti-covid.
Il mistero si infittisce… ma quale mistero e mistero? Ma stiamo giocando a Cluedo o cosa? Non esiste nessun presunto mistero. Esiste soltanto un meme, diventato virale, che dimostrerebbe che la morte di 4 presidenti di altrettanti Paesi, più precisamente Burundi, Tanzania, Madagascar e Haiti, sarebbe correlata al rifiuto del vaccino anti Covid. In poche parole: sarebbero stati uccisi per aver rifiutato la politica di vaccinazione nei loro Paesi.
Una teoria complottista, questa, che ha dell’incredibile e perché no, anche un non so che di tragicomico! Peccato che dietro la morte di queste persone ci sia un’altra reale motivazione.

La fantasia complottista vs la realtà

La fantasia complottista è un cosa, ma la realtà ahimè per colore che ci credevano davvero è un’altra. Procediamo con ordine: secondo il comunicato, Nkurunziza è morto a seguito di un infarto il 9 giugno 2020, data in cui non esisteva il vaccino anti Covid.
Ma ad alimentare la teoria dei complottisti è la morte“inaspettata”. Vuoi vedere, si sono detti, che anche lui è morto per Covid? Peccato si tratti stavolta di un infarto e l’ipotesi del Covid è ben lontana. Poi vi è la morte del presidente della Tanzania, John Pombe Magufuli, morto il 16 marzo 2021, per una malattia cardiaca che lo tormentava da 10 anni. E poi vi è la scomparsa del Presidente del Madagascar morto a 84 anni la mattina del 28 marzo 2021, per un arresto cardiaco, anche perché a scanso di equivoci, era risultato negativo al covid, durante un controllo di routine per un’influenza.
E infine la morte di Jovenel Moïse (Haiti), evento che ha scatenato i complottisti. Il presidente è stato ucciso nella sua abitazione tra la notte del 6 e il 7 luglio, uccidendo il presidente e ferendo sua moglie Martine. Ma anche stavolta il movente è da ricercare altrove e non di certo nel Covid.
E allora complottisti, mi dispiace, ma anche stavolta non è andata come speravate. Nulla di misterioso e celato dietro il covid. Che ci crediate o no, si può morire, ahimè, anche per altro.
Pertanto, rilassatevi e sprecate le vostre energie per informarvi, così da evitare notizie del genere.

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Denise Pipitone la svolta a “Chi l’ha visto?” “Sono stati loro, la bambina gridava aiuto” https://www.younipa.it/denise-pipitone-la-svolta-a-chi-lha-visto-sono-stati-loro-la-bambina-gridava-aiuto/ Thu, 08 Jul 2021 14:17:12 +0000 https://www.younipa.it/?p=69659 Denise Pipitone la svolta a “Chi l’ha visto?”: Durante la puntata di ieri sera è...

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Denise Pipitone la svolta a “Chi l’ha visto?”:

Durante la puntata di ieri sera è stato reso noto tutto il contenuto della missiva che a maggio arrivò all’avvocato Frazzitta e alla redazione del programma.

La mamma di Denise Pipitone, con particolari ritenuti importanti dallo stesso avvocato Frazzitta, sono stati fatti tre nomi tra cui quello di Gaspare Ghaleb. L’ex fidanzato di Jessica Pulizzi che nelle scorse è stato interrogato come persona informata sui fatti.

Chi l’ha visto? nuove rivelazioni sulla bambina scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004: scopri tutti i dettagli.

Denise Pipitone la svolta a “Chi l’ha visto?”, il contenuto della lettera anonima

Nella lettera sulla scomparsa di Denise Pipitone si raccontano diversi dettagli: “Sono 17 anni che so dei fatti sulla bambina e sono sicurissimo al cento per cento che è la realtà dei fatti. Io non ho parlato prima per paura. Nonostante tutto sto parlando adesso di quel poco che ho visto e che credo sia un indizio sicurissimo“.

Denise Pipitone la svolta a “Chi l’ha visto?” Nel testo si parla di due donne e dell’ex fidanzato di Jessica Pulizzi: 

“Era di mercoledì, tornavo da lavoro intorno alle 12.30-13. Abitavo in zona e c’era una fila di auto in coda perché a quei tempi c’era il mercato. Esce un’auto ad alta velocità e sorpassa le auto in coda, si mette correndo nella mia carreggiata e mi tocca specchio e auto, faceva caldo e avevo i finestrini aperti, mi sono accostato e ho guardato dal visore e vedo e sento una bambina gridare “Aiuto mamma aiuto”.

Immagine

Il caso di Denise Pipitone è stato avviato l’iter di formazione di una Commissione parlamentare d’inchiesta


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Scatta il prelievo forzoso su conti correnti e titoli: ecco chi paga https://www.younipa.it/scatta-il-prelievo-forzoso-su-conti-correnti-e-titoli-ecco-chi-paga/ Mon, 28 Jun 2021 14:16:22 +0000 https://www.younipa.it/?p=68951 Prelievo forzoso: in questi giorni, infatti, lo Stato applicherà l’imposta di bollo. Un vero e...

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Prelievo forzoso: in questi giorni, infatti, lo Stato applicherà l’imposta di bollo. Un vero e proprio prelievo forzoso (l’operazione, infatti, avverrà senza aver ricevuto il consenso dei titolari dei conti), previsto per il mese di giugno.

Andando nello specifico, si tratta di 34,20 euro per le persone fisiche e di ben 100 euro per le persone giuridiche. In caso di depositi titoli, buoni fruttiferi e polize, il prelievo sarà più massiccio: si parla dello 0,2% del controvalore a fine giugno.

Il prelievo forzoso

La tassazione sarà flat, ossia riguarderà tutti i conti, senza progressività. La somma può essere sottratta in un’unica soluzione oppure tramite pagamento trimestrale: nel caso dei 34,20 euro all’anno previsti per le persone fisiche, verranno sottratti 8,55 euro in 4 soluzioni. Se in vece il conto corrente appartiene ad una persona giuridica, come una società, allora l’importo annuale dell’imposta di bollo è di 100 euro, ed il prelievo trimestrale ammonterà a 25 euro.

Anche in caso di prelievo su titoli e depositi, le banche solitamente intervengono per conto dello Stato a cadenza trimestrale. L’imposta di bollo è fissata in termini percentuali (0,2%) e l’ammontare della somma sottratta dipende dal valore dei titoli in portafoglio.

Chi potrà evitare il prelievo

Come anticipato, questo tipo di imposta applicata dallo Stato riguarda tutti, fatta eccezione per alcune particolari condizioni. Il prelievo, ad esempio, non riguarderà quei conti correnti che hanno una giacenza media trimestrale inferiore a 5mila euro. Attenzione, però. Lo stesso non si può dire per chi, ad esempio, possiede due conti entrambi dal valore inferiore a 5mila euro. L’imposta di bollo, infatti, si calcola sulla somma delle giacenze e se queste superano la soglia limite scatterà il prelievo.

A non pagare saranno anche coloro che hanno dichiarato un Isee del valore inferiore a 7,500 euro. In questo caso, però, il cittadino deve avere inoltrato entro il 31 maggio alla propria banca un’autodichiarazione in cui chiede di non applicare l’imposta di bollo.

Un altro modo per evitare il prelievo forzoso è quello di essere titolari di un conto corrente base, utile solo per depositarvi la pensione. Anche in caso di conto in negativo non sarà naturalmente sottratta alcuna cifra.

L’imposta sui titoli

Praticamente inevitabile, invece, l’imposta di bollo dello 0,2% sul portafoglio titoli o sui conti deposito. Una via percorribile potrebbe essere quella di trasferire in anticipo il denaro dal conto deposito al conto corrente: in questo modo invece di pagare lo 0,2% il titolare della somma si vedrà sottrarre solo i 34,20 euro. Si tratta di un’operazione da ponderare, soprattutto in caso di cifre vincolate o di titoli, che devono prima essere venduti. A volte, purtroppo, è meglio non far nulla ed accettare di pagare quello 0,2%.

Dall’imposta di bollo non si salvano neppure i conti correnti aperti all’estero. I titolari sono infatti tenuti a pagare la medesima cifra prevista in Italia.


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Maneskin, non c’è pace per loro: ora li accusano di plagio https://www.younipa.it/non-ce-pace-per-i-maneskin-ora-li-accusano-di-plagio/ Sun, 06 Jun 2021 14:42:23 +0000 https://www.younipa.it/?p=66998 Diciamoci la verità, tutto questo successo per i Maneskin non ha reso contenti molti. a...

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Diciamoci la verità, tutto questo successo per i Maneskin non ha reso contenti molti. a rock band italiana ha conquistato la giuria popolare in maniera netta e insindacabile all’Eurovision con la sua “Zitti e buoni”, che già aveva trionfato al Festival di Sanremo. Non bastavano i soliti francesi invidiosi, che hanno fatto scoppiare il cocaina-gate ricorrendo alla stampa francese. Scandalo poi smontato pezzo per pezzo dagli organizzatori dell’Eurovision Song Contest 2021.

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Sui Maneskin c’è chi continua ad alimentare le polemiche e gettare fango. Stavolta però vengono insinuate accute di plagio. I media belga ne stanno parlando parecchio: secondo loro il brano dei Maneskin ricorderebbe in maniera ‘eccessiva’ la canzone ‘You want it, you’e got it’ incisa nel 1994 dal gruppo olandese ’The Vendettas’. 

La canzone incriminata sarebbe questa:

Le dichiarazioni dei The Vendettas

Ho avuto subito l’impressione di sentire un riff della mia band. La domanda è se questo sia plagio. Questi giovani non erano ancora nati ai tempi del nostro gruppo. Ma come hanno detto proprio i Maneskin, il rock and roll non muore mai”, ha affermato il 55enne Joris Lissens componente dei The Vendettas, all’emittente olandese RTL Boulevard.

Ma pare proprio un’accusa insensata. forse l’affermazione di un artista in cerca di visibilità e pubblicità. Anche perchè della produzione dei The Vendettas c’è poco o nulla in giro. Spotify e su iTunes del brano non c’è traccia mentre è stato caricato su YouTube il 27 maggio scorso e conta oltre 120mila visualizzazioni. In gran parte provenienti dai fan dei Maneskin incuriositi dalla vicenda. La verità è che ad un attento ascolto si tratta di un riff rock blues rielaborato già in altre canzoni, solo qualche secondo poi le canzoni suonano in maniera diversa. Il mondo del rock è pieno di questi esempi.

Ovviamente i francesi, che non aspettavano altro, hanno subito rilanciato le accuse di plagio, segno che brucia ancora il quel beffardo secondo posto della cantante transalpina. 

Nel frattempo la rock band italiana ha fatto sapere che non replicherà sulla questione. Sta ancora affrontando la separazione dalla sua storica manager Marta Donà, che li ha seguiti da Factor fino all’Eurovision Song Contest. “Abbiamo trascorso quattro anni indimenticabili pieni di sogni da esaudire e di progetti realizzati. Io vi ho portato fin qui. Da adesso in poi avete deciso di proseguire senza di me. Ho il cuore spezzato ma vi auguro il meglio dalla vita ragazzi”, ha scritto la manager. 

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Avvistamenti Ufo in Sicilia? No, sono i satelliti di Elon Musk https://www.younipa.it/avvistamenti-ufo-in-sicilia-no-sono-i-satelliti-di-elon-musk/ Mon, 31 May 2021 17:18:33 +0000 https://www.younipa.it/?p=66525 Avvistamenti Ufo: Dopo Ragusa, Napoli, Bergamo e Firenze, alcune segnalazioni arrivano anche da Imperia e...

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Avvistamenti Ufo: Dopo Ragusa, Napoli, Bergamo e Firenze, alcune segnalazioni arrivano anche da Imperia e a Catania.

L’esame di foto e filmati inviati al Centro ufologico Mediterraneo, secondo quanto riferito dal presidente Angelo Carannante, avrebbero dato esito positivo.

Avvistamenti Ufo o satelliti in fila

Un trenino di punti luminosi che lascia a bocca aperta e sui social c’è chi subito ha pensato agli ufo.

È quanto successo ieri intorno alle 21,15 per circa 4 minuti, quando in molte città del Sud Italia, Siracusa inclusa, si è potuto ammirare il passaggio dei satelliti Starlink di Elon Musk.

Una scia di punti luminosi che si sono spostati da nord-ovest verso sud.

Gli Starlink sono satelliti per telecomunicazioni dal peso di poco superiore ai 260 kg, progettati per fornire servizi Internet ai territori che sorvolano.

SpaceX ha spedito in orbita un totale di 1.737 satelliti (inclusi gli esemplari di test) e di, questi, 73 sono andati distrutti rientrando in atmosfera ma grazie ai 1.664 esemplari ancora in orbita.

Starlink mantiene il record della più corposa costellazione di satelliti per telecomunicazioni al mondo e il progetto ne prevede complessivamente 12.000. Numeri davvero grandi, tanto da sollevare le proteste di astronomi e astrofili: riflettendo la luce del Sole i satelliti sono un elemento di disturbo per le osservazioni.

Da tempo, inoltre, l’Unione astronomica internazionale ha avviato un’indagine sulle possibili conseguenze di questo sovraffollamento dell’orbita. Tramite la sua Commissione per la protezione dei siti osservativi.

Elon Musk, CEO e fondatore di SpaceX:

aveva dichiarato che la società avrebbe avuto bisogno di almeno 400 Starlink attivi. Per fornire una copertura Internet minimale, e di 800 per una copertura moderata.

Il prossimo appuntamento sarà il 3 giugno dalle 21,50 alle 21,56, quando i satelliti passeranno nuovamente dai cieli di Siracusa.


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