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In Italia è ufficialmente nato il partito “anti-coprifuoco“. Tra chi lo vuole posticipare almeno alle 23 e chi invece lo vorrebbe direttamente eliminare, il coprifuoco ha ricompattato l’opinione pubblica italiana. In realtà, stando ad alcune voci autorevoli, potrebbe non essere una misura poi così indispensabile per contenere il contagio. Se da un lato, secondo una considerazione meramente logica, dovrebbe ridurre la mobilità sociale e conseguentemente la diffusione del virus, dall’altro ci sono alcune ricerche di settore condotte in diversi Paesi del mondo che sono in grado di provare il contrario.

una ricerca britannica, non ancora sottoposta a peer review, ha concluso che le chiusure notturne hanno un effetto “moderato ma statisticamente significativo“. Nello specifico, analizzando i dati del contagio di diverse aree di sette Paesi europei, i ricercatori hanno dimostrato che il coprifuoco avrebbe un effetto molto simile all’uso delle mascherine nei luoghi pubblici, in quanto sarebbe in grado di ridurre l’indice di riproduzione Rt del 13%.
Secondo delle simulazioni condotte dai ricercatori dell’Università di Deft nei Paesi Bassi, invece, l’efficacia del coprifuoco sarebbe più lenta rispetto al lockdown.

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“Il coprifuoco notturno aiuta a evitare che il numero di infezioni salga alle stelle e può quindi contribuire a limitare il sovraccarico degli ospedali ma a differenza di un lockdown completo ha bisogno di un periodo più lungo per essere efficace e da solo non basta, andrebbe adottato insieme ad altre misure restrittive. Dopo tre settimane, ad esempio, il blocco potrebbe essere allentato, ma il coprifuoco dovrebbe rimanere in vigore per poter mantenere più a lungo l’effetto positivo delle severe restrizioni”, ha spiegato uno dei ricercatori, Amineh Ghorbani.

E ci sarebbero anche alcuni effetti “paradossali”. Una ricerca condotta a Wuhan all’inizio dell’epidemia e pubblicata su Science a gennaio ha evidenziato come il coprifuoco e il lockdown abbiano ridotto la trasmissione all’interno della comunità ma aumentato il rischio delle infezioni in famiglia. Uno studio francese ha invece analizzato l’andamento del contagio a Tolosa a gennaio (mese in cui il coprifuoco è stato anticipato dalle 20 alle 18) ed è emerso che la chiusura anticipata avrebbe accelerato la circolazione del coronavirus. Mentre il coprifuoco alle 20 avrebbe ridotto la circolazione del virus del 38%. Il team di ricerca ipotizza che anticipare il coprifuoco abbia causato assembramenti nei supermercati, provocando un effetto contrario a quello sperato.

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