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Coprifuoco, i primi giorni. Tutti a casa o tutti in piazza?

Coprifuoco e chiusure anticipate di tutti i locali. Sono giorni di passione quelli che si susseguono dopo l’entrata in vigore del dpcm. Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci poi –  in ottemperanza allo statuto regionale – ha firmato l’ordinanza di coprifuoco dalle ore 23 alle 5 del mattino dopo e il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte che ha firmato il nuovo decreto sulla chiusura anticipata dei locali e sulla chiusura di cinema e teatri.


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I favorevoli salutano il decreto e l’ordinanza regionale come utile a fermare l’attuale impennata di casi positivi che ha ormai superato le ventimila unità in un giorno, i contrari vedono i provvedimenti come colpi mortali ai piccoli commercianti già ormai stremati dal precedente lockdown e dal confinamento domestico della scorsa primavera. E le conseguenze sono state drammatiche: gestori di locali e commercianti in piazza a manifestare – giustamente – il loro scontento negli orari in cui è vietata la circolazione, violando comunque il coprifuoco. Scontento che è stato manipolato, strumentalizzato ed orchestrato da elementi di dubbia moralità sociale e politica.

Dalla disperazione ai disordini

Qua non si tratta di stabilire chi ha torto e chi ha ragione: la cosa più eclatante è che, oggettivamente, i soggetti in campo hanno tutte ottime ragioni – mi si consenta il gioco di parole – per avere ragione. C’è purtroppo chi ha ancora torto marcio: alcuni commercianti e gestori che hanno entrate ed uscite di denaro tutt’altro che legali – quindi non dichiarate all’erario – e che hanno legami con membri di associazioni criminali, fanno passare un’intera categoria che manifesta in piazza come una categoria criminale. Certo, le misure attuate dal governo per sostenere economicamente gestori e commercianti sono più che sufficienti, ma molti di loro stanno ancora aspettando i 1600€ del bimestre di primavera. Chissà.

Domenica pomeriggio, per il centro di Palermo, si è rivista molta gente passeggiare. Pur sapendo che bar e ristoranti chiudevano alle 18. Quella stessa sera sarebbe entrato in vigore il coprifuoco dall’ordinanza regionale di Musumeci, bollettino: tutti a casa, solo ventidue persone fermate dalle forze dell’ordine in tutta la regione senza una ragione specifica. Fino ad ora siamo stati bravi, davvero, ma se è vero che il meglio deve ancora venire, vi scoccia tanto far arrivare questo meglio un po’ prima?


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A proposito dell'autore

Paolo La Scala, classe 1988, palermitano un po' alla torinese e un po' alla romana. Laureato in storia contemporanea, ricercatore storico, polemista, libero scrittore.

1 risposta

  1. Mensito

    “le misure attuate dal governo per sostenere economicamente gestori e commercianti sono più che sufficienti”. Articolo dichiaratamente filogovernativo pro-lockdown, tutt’altro che neutrale.