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Un nuovo lockdown nazionale “è decisamente improbabile”. 

Ma le chiusure locali “possono diventare inevitabili se la situazione sfugge di mano, se il controllo del territorio e degli infetti sfugge di mano”.

E il rischio esiste, perché “c’è sempre una festa danzante o un barbecue da fare, un funerale da celebrare”. Così il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, sottolineando che “400 casi al giorno non sono tanti né pochi.

Dicono che il virus c’è ed è presente in tutto il paese. Siamo ancora in una situazione governabile. Però è una situazione precaria e il passaggio, il salto quantitativo, può essere molto veloce, questo è il rischio vero”.

“Le discoteche – ribadisce Miozzo – devono rimanere chiuse perché, checché se ne dica, con migliaia di ragazzi ammassati non c’è nulla da fare.

Le aggregazioni di massa sono devastanti – aggiunge – impossibili da gestire”. Ci sono però degli interessi economici e migliaia di lavoratori da tutelare.

“Ci rendiamo perfettamente conto – dice – e per questo servono delle compensazioni. Il lavoratore del settore va tutelato come e forse anche più degli altri, perché parliamo di un settore troppo a rischio”.

LA CALABRIA– E subito si fa sentire la governatrice della Calabria Santelli che ha firmato un’ordinanza con la quale dispone la chiusura di tutte le attività che hanno attinenza con il ballo, quindi sale da ballo, discoteche e locali assimilati come i lidi balneari, all’aperto o al chiuso. La decisione è stata presa ai fini del contenimento della diffusione del virus Covid 19 , riferisce un comunicato, “in accordo con il Governo nazionale e dopo aver interloquito con i ministri della salute e degli affari regionali, Francesco Boccia e Roberto Speranza”. Il divieto decorre dalla data di pubblicazione della presente Ordinanza e fino a tutto il 7 settembre 2020, ovvero a data antecedente qualora la curva dei contagi dovesse ritornare ad un livello compatibile con un rischio basso di trasmissibilità del contagio”.

LA PUGLIA – “Penso che i casi registrati fra luglio e agosto” in Puglia “rappresentino l’innesco di una seconda ondata. Lo stesso innesco che a febbraio, semplicemente, non abbiamo rilevato e che poi ha provocato la grande ondata”. Lo scrive su Facebook l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force regionale pugliese per l’emergenza Coronavirus. Secondo Lopalco, però, “le onde di oggi sono quelle di una mareggiata. Se siamo bravi a contenerle, probabilmente non svilupperanno lo tsunami”. (ansa)

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