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Non bastava cibo delivery, consegne a domicilio, street food e take away, scorte casalinghe di lievito per pizze a lunga lievitazione e ricette improvvisate da veri maestri chef, il covid ci ha davvero stravolto nelle nostre abitudini culinarie in quasi tutto, anche nella merenda.

Ebbene si, perché se fino a qualche tempo fa, chi si concedeva lo spuntino pomeridiano, lo faceva preferendo merendine o snack veloci, stando a casa e avendo più attenzione al proprio corpo e salute fisica, adesso la merenda è soprattutto fresca e genuina frutta.

Due italiani su tre, infatti, circa il 66% hanno cambiato il proprio modo di fare merenda da quando sono a casa a causa della pandemia.


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Più frutta, più pause perché più casa

Dallo studio Bva Doxa – Unione Italiana Food, che ha analizzato come è cambiata la merenda degli italiani adulti, ha interessato 11,5 milioni di italiani, circa un terzo dell’intera popolazione dai 25 ai 65 anni.  Tra questi vi sono anche i “neocasalinghi” e gli smartworker.

I cambiamenti riguardano diversi fattori: innanzitutto molti più italiani dichiarano di dedicarsi il momento dello spuntino sia a metà mattina che a metà pomeriggio, anche perché stando a casa, si ha anche più tempo a disposizione per farlo.

Inoltre la merenda risulta un po’ più ricca del solito per la maggior parte degli italiani.

Tra gli alimenti preferiti al primo posto c’è la frutta il cui consumo, da quando si è a casa, è passato dal 42% al 60%.

Ritorniamo alle piccole cose

Beh che dire! Sembrava assurdo eppure questa pandemia sta letteralmente scombussolando le nostre abitudini quotidiane, sconvolgendo soprattutto le piccole azioni e consuetudini che scandivano le nostre giornate e le pause lavorative o studio, tra un intervallo e un altro.

Ciò che prima era scontato e rientrava in una certa routine, adesso non lo è più.

Adesso nulla è così banale o scontato, nessuna cosa, e forse grazie a questa pandemia che ha cambiato le nostre vite, possiamo davvero dare più importanza alle piccole cose!

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