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Sempre più studiosi concordano sul fatto che sarà il raggiungimento della famigerata “immunità di gregge” a decretare la fine della pandemia di Covid. La campagna vaccinale, in sostanza, serve ad accelerare il processo ma non è il “fine”. La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa e il ministro Roberto Speranza hanno però nel tempo fornito diverse date sull’ipotetico raggiungimento dell’immunità di gregge:

5 dicembre: “Il nostro obiettivo è l’immunità di gregge grazie al vaccino” (Roberto Speranza).

17 dicembre: “Immunità di gregge a settembre-ottobre prossimi (Sandra Zampa).

28 dicembre: “Oggi il ministro Speranza ha precisato che entro marzo raggiungeremo la quota di 13 milioni di italiani vaccinati contro Covid-19, e quindi in estate potremo già essere molto avanti nel perseguimento dell’obiettivo immunità di gregge data dal 70%” (Sandra Zampa).

9 gennaio 2021: “Per arrivare all’immunità di gregge dobbiamo vaccinare l’80% di 60 milioni di italiani” (Sandra Zampa).

Immunità di gregge, cos’è e come si calcola il tempo necessario a raggiungerla

Come ricorda Ansa.it, per “immunità di gregge” si intende “una situazione nella quale ci sono abbastanza persone vaccinate (e non in grado di trasmettere il virus) da portare la velocità di trasmissione del virus (Rt) al di sotto di 1, con conseguente progressiva estinzione dell’epidemia”. Sorge quindi spontanea la domanda: “Quante settimane occorreranno per vaccinare un numero di italiani sufficiente a raggiungere l’immunità di gregge?”.

Attendendoci all’indice DQP (acronimo di: Di Questo Passo), che stima il numero di settimane che sarebbero ancora necessarie se le vaccinazioni dovessero procedere “di questo passo”, avremmo uno scenario un po’ diverso da quello prospettato dalle istituzioni. All’inizio della decima settimana del 2021 (lunedì mattina, 8 marzo) il valore di DQP è infatti pari a 65 settimane, e quindi il raggiungimento dell’immunità di gregge potrà avversarsi non prima del mese di maggio del 2022. Insomma, per raggiungere gli obiettivi enunciati dalle autorità sanitarie (immunità di gregge entro settembre-ottobre 2021), il numero di vaccinazioni settimanale dovrebbe essere circa il doppio (2 milioni la settimana) di quello attuale.

Le stime fornite ogni lunedì sono “ottimistiche” in quanto si riferiscono alla settimana appena terminata e si basano sui dati ufficiali disponibili il lunedì mattina (quindi possono subire degli aggiornamenti).

Il calcolo dell’indice si basa su 4 parametri:

1 una stima del numero di italiani vaccinati necessario per garantire l’immunità di gregge;

2 quante vaccinazioni sono state effettuate nell’ultima settimana (da lunedì a domenica);

3 quante vaccinazioni erano state effettuate dall’inizio della campagna (1° gennaio 2021) fino alla settimana anteriore a quella su cui si effettua il calcolo;

4 che tipo di vaccini verranno presumibilmente usati (a 2 dosi o a dose singola).

Nella versione attuale l’indice si basa sulle ipotesi più ottimistiche possibili sul funzionamento del vaccino e sull’andamento della campagna vaccinale.
Più precisamente:

– i vaccini somministrati non solo proteggono i vaccinati dall’insorgenza della malattia, ma impediscono la trasmissione dell’infezione ad altri (immunità sterile);

– l’obiettivo è vaccinare il 70% della popolazione (anziché l’80 o il 90%, come potrebbe risultare necessario);

– sul mercato vengono introdotti vaccini per tutte le fasce d’età, compresi gli under 16 (i vaccini attuali sono testati solo su specifiche fasce d’età);

– ci si accontenta di vaccinare ogni italiano una sola volta, trascurando il fatto che, ove la campagna di vaccinazione dovesse prolungarsi per oltre un anno, bisognerebbe procedere a un numero crescente di rivaccinazioni.

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