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COMPRO ORO O COMPRO BORSE: Con l’arrivo della pandemia la quasi totalità delle famiglie, dalle più agiate a quelle più modeste, hanno dovuto tagliare sulle spese. C’è chi addirittura ha dovuto trovare nuove fonti di reddito.

Ristori, prestiti ma soprattutto vendita dell’usato, gioielli, preziosi, oro.

Sono tantissime le persone che in questo periodo si sono rivolte ai compro oro per arrotondare il mese. Tant’è che molti di questi hanno pensato ad una conversione per poter ora acquistare beni di lusso, come borse e portafogli.

L’oro nelle case degli italiani è quasi finito

Sembra che anche l’oro stia finendo e allora la famosa catena “Compro Oro” cambia indirizzo.

Non solo più oggetti preziosi ma anche borse, di lusso ovviamente. Ciò vuol dire che chi le ha in casa, potrà vendere i suoi accessori più preziosi in cambio di denaro liquido.

Il fenomeno della riconversione in “acquisto borse di lusso”. Si sta allargando a macchia d’olio nella Capitale e nell’hinterland dove i negozi stanno nascendo come funghi. Segno anche della povertà incombente che sta fagocitando anche i ceti che una volta era al riparo dalle crisi monetarie. Per aprire è necessaria soltanto una licenza che rilascia la circoscrizione e gli esercenti non sono tenuti ad avere un registro di carico e scarico del materiale che acquistano.

La malavita, forte del fatto che non esiste una banca dati dove vengono censiti i proprietari del bene il business criminale per il riciclaggio e la ricettazione è enorme.

Secondo un’indagine della guardia di Finanza, che venne svolta su delega della direzione distrettuale antimafia qualche anno fa, il 20% dei compro oro era in odore di crimine organizzato e dietro le facciate sfavillanti e chic dei negozi si nascondevano reati come l’usura, l’evasione fiscale e riciclaggio.

Compro borse: una situazione che potrebbe nascondere rischi e reati

«Posso dire che spesso alcuni articoli usati, come le borse si comprano con grande superficialità. La vendita e l’acquisto di borse potenzialmente rubate mette a rischio anche l’acquirente perché bene che gli vada può incorrere nel reato di incauto acquisto ma nella peggiore delle ipotesi nel ben più grave reato di ricettazione che prevede una pena che va dai due agli otto anni». «Si potrebbe pensare in una prospettiva futura di mettere sugli accessori di lusso una matricola che inequivocabilmente ne tracci anche la proprietà» – dichiara il Giudice Valerio de Gioia.


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Fabio C.

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