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La maestra alle scuole elementari diceva sempre: “Scemo e stupido chi copia”, per attaccare chiunque avesse bluffato ai compiti in classe.

Dai classici bigliettini nascosti negli astucci o all’interno delle penne Bic alle scritte sulle gomme per cancellare, alla classica e intramontabile cartucciera.

E ancora, le formule di matematica scritte sul palmo
della mano, i bigliettini attaccati sotto le suole delle scarpe e gli appunti scritti a matita sul banco, da coprire rigorosamente con il braccio al passaggio dell’insegnante. Una cosa che accomuna tutti gli studenti di ieri e di oggi, è l’arte del copiare.

“TUTORIAL” PER AGGIRARE LE INTERROGAZIONI IN DAD

Impazzano sul web in questi giorni, i video di studenti che spiegano, quali sotterfugi attuare per sfuggire alle temute interrogazioni a distanza. 

Su Youtube è tutto un pullulare di tutorial.

Un ragazzo su TikTok spiega che esiste addirittura un’estensione di Google Meet (N-Bot Google Meet) che provvede a partecipare alla lezione al posto dell’alunno: basta solo inserire data ed ora della riunione.

Ancora più interessanti sono i commenti che aggiungono “chicche”: “Io uso un filtro di Snapcamera, una semplice rotella bianca sfondo nero che gira e microfono spento”, scrive una giovane studentessa.

Ancora: “Comunque per le interrogazioni a meno che non sia una cosa lunga va sempre bene il classico metodo di sintetizzare tutto in un word e tenerlo aperto mentre interroga, magari usando l’estensione dei visual effects di chrome per camuffare la lettura, o le varie blur e pixelate”.

Nel frattempo i guru della “copiatura a distanza” diventano degli eroi. Basta leggere i messaggi celebranti sotto i loro video: “Complimenti, sei quello che tutti noi vorremmo avere in classe”, recita un commento. “Mi hai salvato il voto in pagella, sei un grande”, ringrazia un altro giovane utente. “Mi hai salvato dall’interrogazione tre volte, sei un genio, ti amo”; si legge in un altro messaggio.

Impedire agli studenti di copiare è un’impresa disperata

La conclusione di un insegnante milanese è confermata dalla maggior parte degli studenti di medie e superiori con cui ha parlato il Post.it.

«Sono convinto che, per quanto noi insegnanti cerchiamo di capire come non far copiare gli studenti in didattica a distanza, ci riescano lo stesso:

Mi sono messo il cuore in pace, è impossibile evitarlo» dice bonariamente rassegnato un insegnante di fisica e matematica di un liceo scientifico di Milano.

Un aspetto poco raccontato delle scuole chiuse e della didattica a distanza (DAD). E’ quotidianamente al centro delle dinamiche di classe e fonte di preoccupazione per gli insegnanti. Come valutare gli studenti tenendo conto della possibilità che copino nelle verifiche e che si suggeriscano tra loro con messaggi o in chat.

«È veramente molto difficile riuscire a beccare tutte le volte che i ragazzi copiano», sostiene uno studente di terza media.

«I prof non possono essere mai sicuri al cento per cento che non copiamo», conferma una studentessa in terza superiore.

Durante le prove, i professori possono chiedere agli studenti di tenere accesi la telecamera e il microfono del computer per controllare che non leggano testi o ricevano aiuti da qualcuno nella stanza. Ma non possono sapere se il monitor sia circondato di appunti, se la scrivania abbia i libri di testo aperti e se si stiano scambiando suggerimenti con i compagni via chat o con il telefonino.

Se le verifiche vengono fatte direttamente online sul computer, è anche possibile che gli studenti aprano un’altra finestra del browser e cerchino le risposte online:

«se la verifica è a computer, è impossibile che i professori riescano a scoprire chi copia, perché sembra che stia scrivendo la risposta ma la sta sta cercando su Google». Racconta uno studente.


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