Una studentessa dell’Università degli Studi di Palermo, tra le colonne di PalermoToday, lancia una segnalazione e fa riferimento a molte problematiche per il corso di laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche (CTF).

Nel riportare, interamente, il contenuto della lettera chiediamo a qualche collega o rappresentante se è possibile risponderle. Chiunque possa offrirle supporto non esiti a scriverci a [email protected]

Sono una studentessa di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, iscritta all’ultimo anno. Non saprei nemmeno da dove cominciare nel descrivere le problematiche della mia facoltà ma, visti gli ultimi eventi, comincerò dalla fine. Nel piano di studi di CTF vi sono delle materie dette “modulari”: “fisiologia e patologia” e “tecnologia, socioeconomia e legislazione farmaceutica e tecnologia delle forme farmaceutiche”. Come si intuisce dalla loro denominazione, si tratta di materie con programmi estremamente vasti, rispettivamente da 14 e 12 CFU. Per farvi immaginare meglio la grande quantità di informazioni da imparare, vi riporto le parole del mio professore di fisiologia che insegna anche a medicina: “Ragazzi, mi dispiace dirvi che a CTF il modulo di fisiologia sia di 8 CFU e patologia di 6 CFU, perché avete lo stesso programma che insegno a medicina (ho escluso solo un paio di argomenti), solo che a medicina i CFU di fisiologia sono DICIASSETTE”.

L’altro modulo, che amichevolmente noi studenti chiamiamo LE TECNOLOGIE, è un altro mostro che di CFU ne vale 20 in totale. Finora i nostri professori si sono mostrati clementi nei nostri confronti e hanno deciso di farci fare gli esami modulari separati: prima abbiamo la possibilità di dare l’esame di fisiologia, il prof ci dà un voto che scrive su un foglio che ci consegna e si tiene una copia con tanto di domande che ci aveva fatto e voto attribuito. Poi possiamo svolgere l’esame di patologia entro le tre sessioni di esame successive. Stessa cosa fanno i professori de LE TECNOLOGIE. Tutto questo, ovviamente, nel regolamento di ateneo non esiste, l’esame dovrebbe essere unico. Quindi, io ho dato fisiologia a febbraio (dopo averla studiata per 4 mesi) e per aprile stavo preparando patologia… quando, ad un tratto, scoppia la pandemia. Non sapendo nemmeno che stessimo svolgendo gli esami modulari senza seguire il regolamento d’istituto, non è passato per la mente di nessuno studente quello che stava per accadere: il Magnifico Rettore e i professori ci comunicano, a due settimane dall’inizio della sessione, che per sostenere questi esami modulari avremmo dovuto farli entrambi.

Come? Quindi io, come altri, dopo aver sudato 7 maglioni (fa freddo per le camicie d’inverno) per passare l’esame di fisiologia, dovrei non solo dare gli esami online con le ovvie difficoltà organizzative che comporta, ma dovrei sostenere un esame che ho già fatto? Ebbene, fra due giorni avverrà proprio questo. Questa facoltà è molto difficile. È una magistrale a ciclo unico (5 anni di fila) e in media gli studenti si laureano in 7 anni e mezzo (statistiche di Almalaurea). Ho amato, fino alla fine, ogni materia che ho studiato. Per alcune, molto difficili e lunghe, sono andata in crisi, ma non mi sono mai arresa. Ho pianto, ho sofferto, ho sacrificato troppe cose nella mia vita per riuscire a laurearmi in tempo in questa facoltà complicata ma che, fortunatamente, promette ai suoi studenti che quasi il 90% di loro troverà il lavoro per cui ha tanto sudato. Adesso ho la tesi pronta, le ultime tre materie (anzi quattro, perché sono costretta a RIDARE fisiologia) e la laurea molto prossima, ma di nuovo vedo la mia strada bloccata da un ostacolo.

Un ostacolo veramente assurdo, che mi manda fuori di testa. Ovviamente la colpa non è del Rettore, né dei professori, perché finora ci hanno aiutati facendo gli esami separati. Il problema sta alla base. Non vi parlo degli altri problemi di spostamento delle varie date d’esame, già espressi dai colleghi di medicina, ma ovviamente hanno colpito fortemente anche noi. Allora mi sono chiesta “tutto ciò sta succedendo solo a Palermo?” Ovviamente sì. Ognuno di noi conosce qualcuno che studia al nord Italia, molti di noi hanno partecipato al progetto Erasmus e conoscono benissimo le realtà universitarie all’estero. E comunque non sarebbe un segreto, grazie al magico mondo di Internet. CTF all’estero non esiste come facoltà, quindi ho deciso di guardare i piani di studi della Sapienza di Roma e di Unimi. Sorpresa sorpresa!! Le materie modulari non esistono! Le uniche materie modulari sono piccole, da 3 CFU ciascuna, che si danno tranquillamente in un solo esame.

Ma allora… Perché noi le abbiamo? Poi ho capito: nel piano di studi di CTF a Unipa ci sono delle materie in più. Materie che mentre studiavo ho trovato assolutamente obsolete e ridondanti, che a Roma e a Milano sono state accorpate ad altre. Il fatto di aver accorpato certe materie nei moduli, immagino sia motivato dal fatto che ci debba essere un numero massimo di materie in ogni facoltà. Adesso ci si chiede il perché dell’esistenza di queste materie obsolete. Potrei dare una o due risposte a quest’ultima domanda, più o meno politically uncorrect. Numero uno: nonostante gli esempi che ci circondano, chi di dovere non è mai riuscito a creare un piano di studi più sensato rispetto al passato. Numero due: ci hanno provato, ma hanno capito che alcuni professori non avrebbero più potuto avere la cattedra. Non lo so, magari mi sbaglio, ma questa è la sensazione che un po’ tutti abbiamo. Come dicevo, non è l’unico problema: affibbiare alle materie CFU totalmente a caso non mi sembra molto logico.

Abbiamo, oltre a quelli già citati, un altro modulo: “matematica e fisica”, da 16 CFU. Non capisco: perché “matematica e fisica” (16 CFU) e “fisiologia e patologia” (14 CFU), che dovrebbero essere reputate materie di base, che ci preparano allo studio di altre materie, hanno CFU così alti, mentre materie qualificanti per il nostro corso di studi come farmacologia (8 CFU), tossicologia (6 CFU), LE TECNOLOGIE (12 CFU), chimica farmaceutica (8 CFU) ne hanno meno? Perché questo strano rapporto CFU/qualità? Ultimo problema che vorrei esporre riguarda la cronologia delle nostre sessioni: la sessione invernale comincia nel mese di gennaio, esattamente una settimana dopo capodanno, giusto per farci trascorrere un felice e sereno Natale con i nostri parenti (per tornare al discorso del magico mondo di internet, sappiamo benissimo che altrove la sessione invernale finisce PRIMA di Natale); la sessione primaverile comincia sempre il giorno dopo Pasquetta; la sessione estiva inizia a metà giugno e finisce a fine luglio (la Sicilia è il luogo in cui c’è l’estate più calda di tutto il Continente, mi sapete spiegare perché in Germania gli esami finiscono a inizio giugno!? Loro non hanno nemmeno una vera estate!); dopo una pausa ad agosto, ecco la sessione autunnale a settembre. In poche parole, non facciamo altro che sgobbare, fare rinunce e diventare matti, inseguendo a fatica un sistema che troviamo strano e illogico, lontano dal presente e dalla realtà degli altri Paesi europei.

Condividi