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Il Comitato tecnico scientifico si è dichiarato contrario alle prove scritte per l’abilitazione forense, considerata l’attuale situazione pandemica e il numero elevato dei candidati. Si fa più probabile l’ipotesi di un orale abilitante “rinforzato”.

Il parere negativo del CTS

Solo qualche giorno fa, la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, aveva annunciato che le prove scritte dell’esame d’avvocatura (in programma il 13, 14 e 15 aprile) si sarebbero svolte in piena sicurezza. Qui il nostro articolo: https://www.younipa.it/esame-avvocato-confermate-le-date-degli-scritti-il-calendario/

Sulla concreta fattibilità dello svolgimento delle prove, la Ministra ha chiesto il parere del Comitato tecnico scientifico, che non è tardato ad arrivare. Il CTS valuta la proposta azzardata, alla luce del livello di rischio legato alla diffusione del Covid-19. All’esame è, infatti, prevista la partecipazione di quasi 26mila candidati. Il rischio di spostamenti e assembramenti, legato al concorso, sarebbe del tutto incompatibile con l’attuale situazione. Considerata anche la lunghezza delle prove scritte che, in genere, si svolgono in una decina di ore.

L’ipotesi dell’esame orale “rinforzato”

Si fa così sempre più probabile l’ipotesi già avanzata precedentemente da varie Associazioni di giovani praticanti avvocati: un esame orale sostitutivo o rinforzato, idoneo a valutare anche quelle competenze oggetto esclusivo delle prove scritte. Al ministero, intanto, un gruppo di studio, in stretto contatto con il Consiglio nazionale forense, è già operativo per studiare e valutare concretamente tale ipotesi. Qualora la scelta ricadesse sull’orale “rinforzato”, si tratterebbe senz’altro di una vera e propria rivoluzione ma limitata alla situazione attuale. Almeno finora. Già, perché non è detto che, in caso, questa possa la miglior strada percorribile per tutti i concorsi in tempi di Covid, come quello di magistratura e del personale amministrativo.

“Prova orale? Unica strada percorribile”

Sul tema caldo dell’abilitazione forense, si è espressa anche la senatrice del gruppo Misto Sandra Lonardo, che ha dichiarato di aver presentato un’interrogazione parlamentare alla Ministra della Giustizia proprio per far chiarezza sulla questione. Secondo la senatrice, quella dell’orale “rinforzato” è l’unica prova fattibile al momento, concreta e sicura. “Sarebbe l’unica modalità idonea a garantire lo svolgimento delle prove in totale sicurezza, salvaguardando il diritto alla salute dei candidati e dei commissari, nonché il diritto al lavoro dei primi e a perseguire l’obiettivo di render maggiormente celeri e certe le operazioni“, queste le parole della Lonardo. Parole che racchiudono in sé anche le richieste di migliaia di giovani praticanti avvocati, in attesa ancora di risposte certe sul loro futuro.



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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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