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I rapporti umani tra matricole..a distanza

Ai tempi della dad cambiano i rapporti umani. Soprattutto quelli delle matricole universitarie. È strano poter dire “ti voglio bene” ad una sconosciuta, sentire di volerla bene senza conoscere le movenze, senza sapere di che colore è la sua pelle, se profuma, se veste bene, se accanto a te riesce a trasmetterti sensazioni positive. È strano anche solo pensare di voler bene qualcuno che non si è mai visto, non fisicamente, di cui non si conosce la storia, un pezzetto di vita, di cui non sai penetrarne i suoi pensieri, interpretarne i suoi sguardi. È strano, ma è possibile!

Questo è quello che si vive con la Dad universitaria. Dove l’essere matricole non è più svegliarsi alle 6 assonnate e fare tutto di corsa per arrivare in sede. Non è più rincorrere l’autobus per paura di perderlo o i 4 caffè con la speranza di risvegliarsi. Essere matricole non significa più cercare casa e traslocare, programmare i weekend liberi e quelli invece dedicati allo studio. Non è più incrociare lo sguardo di sconosciuti e rivedersi negli stessi occhi smarriti e impauriti, pieni di speranze nel futuro.

Essere matricole ai tempi della dad

L’essere matricole oggi è un dettaglio, un piccolo dettaglio di un microcosmo più grande, immenso, che coinvolge dinamiche ancora non in nostro possesso. Oggi l’essere matricola, soprattutto per chi lo è per la prima volta, è un’esperienza atipica, che può affascinare ma spaventare, perché vissuta in una collettiva solitudine. Ci si vede su teams, ci si sente, ci si scrive e ci si parla eppure, siamo e restiamo perfetti sconosciuti.

Nonostante ci sia una linea impercettibile che genera uno scarto tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, tra come dovrebbe e non dovrebbe essere, le relazioni umane vanno oltre questo confine invalicabile, perché in fondo basta poco per volersi bene, basta poco per sentirsi parte di un qualcosa, generando legami, chissà magari forti e veri come quelli fisici!


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