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Ci sarebbe un nesso provato tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e l’insorgere di casi di trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (VITT). Secondo gli scienziati tedeschi dell’Università di Greifswald, autori di uno studio pubblicato sul The New England journal of medicine, la vaccinazione con ChAdOx1 nCov-19 “può provocare il raro sviluppo di trombocitopenia trombotica immunitaria mediata da anticorpi attivatori delle piastrine contro PF4, che imita clinicamente la trombocitopenia autoimmune indotta da eparina”.

Come riportato dal Fattoquotidiano, il professore Andreas Greinacher, ordinario di Immunologia dell’ateneo tedesco, ha spiegato che i campioni esaminati hanno mostrato “anticorpi insoliti” che attivano le piastrine del sangue, provocando la formazione di coaguli, che si sta valutando la presenza di “cofattori” e che un possibile innesco di questi anticorpi reattivi al fattore piastrinico (Pf4) “potrebbe essere il Dna libero nel vaccino”. Lo scienziato ha spiegato anche che in collaborazione con i ricercatori di Friburgo e colleghi italiani è al vaglio l’ipotesi che a innescare gli eventi ci siano alcuni “cofattori”. Quali siano questi cofattori al momento è oggetto di un ulteriore studio che sarà pubblicato su una rivista pre-print e successivamente sottoposto alla revisione peer review. Una “fantastica notizia” ha detto il ricercatore per la prosecuzione della campagna vaccinale che in alcuni paesi sembra parzialmente compromessa dalla decisioni fai da te di ogni paese e dalla montante mancanza di fiducia nel confronti del composto.


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Anche il vaccino Janssen (Johnson&Johnson) sarà oggetto di un’analisi per quattro casi di trombosi segnalati negli Stati Uniti: “Sono necessarie ulteriori esami”, ha risposto Greinacher sul punto affermando che tutti i ricercatori coinvolti hanno passato fino a 18 ore ogni giorno, weekend inclusi, per cercare di spiegare quanto sta avvenendo. Al momento non sono stati segnalati casi di trombosi dopo la somministrazione di vaccini a Rna messaggero. A domanda specifica se le donne che usano contraccettivi orali devono preoccuparsi di essere vaccinate il ricercatore ha risposto che l’assunzione della pillola, al momento, non è considerato un fattore di rischio ulteriore.

Nello studio sul Nejm sono stati analizzati i casi di undici pazienti in Germania e Austria in cui si erano sviluppate trombosi o trombocitopenia dopo la vaccinazione con ChAdOx1 nCov-19. “Sono stati utilizzati test standard per rilevare il fattore piastrinico 4 (PF4) – anticorpi eparina e un test di attivazione piastrinica modificato (potenziato con PF4) per rilevare gli anticorpi attivanti le piastrine in varie condizioni di reazione. In questo test – si legge nello studio – sono stati inclusi campioni di pazienti a cui sono stati inviati campioni di sangue per lo studio di eventi trombotici associati al vaccino, con 28 risultati positivi in ​​un test immunologico di screening PF4-eparina”. Degli 11 pazienti originali, nove erano donne, con un’età media di 36 anni: la paziente più giovane 22enne la più anziana 49.

Un possibile fattore scatenante di questi anticorpi reattivi al PF4 potrebbe essere il Dna libero nel vaccino. “Abbiamo precedentemente dimostrato che Dna e Rna formano complessi multimolecolari con PF4, che legano gli anticorpi di pazienti con trombocitopenia indotta da eparina e inducono anche anticorpi contro PF4-eparina in un modello murino. Sfortunatamente, altri vaccini Covid-19 non erano disponibili per i test”. Le implicazione cliniche, secondo i ricercatori, sono importanti. “In primo luogo, i medici devono essere consapevoli che in alcuni pazienti, la trombosi venosa o arteriosa può svilupparsi in siti insoliti come il cervello o l’addome, che diventa clinicamente evidente circa 5-20 giorni dopo la vaccinazione. Se una tale reazione è accompagnata da trombocitopenia, può rappresentare un effetto avverso della precedente vaccinazione con Covid-19. Ad oggi, questa reazione è stata segnalata solo con il vaccino ChAdOx1 nCov-19, che è stato utilizzato in circa il 25% dei soggetti vaccinati in Germania e nel 30% di quelli in Austria”.

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