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Ad intervenire durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2021-2022 dell’Università degli Studi di Palermo, presso il Teatro Politeama, il Magnifico Rettore dell’Ateno palermitano, Massimo Midiri.

Midiri: “Non basta la resilienza, ma l’antifragilità”

L’inaugurazione di questo Anno Accademico 2021/22 avviene in un contesto preoccupante, che ci costringe a fare i conti con l’incertezza del futuro, con la difficoltà di delineare scenari, con la consapevolezza di una conclusione della pandemia non prevedibile in tempi brevi e con la responsabilità di trovare soluzioni inedite per superare l’attuale crisi. La risposta a questo clima impone l’assunzione di un atteggiamento nuovo. Seguendo il principio enunciato dal matematico libanese Nassin Nicholas Taleb, oggi non basta la resilienza, cioè la capacità di superare indenni le difficoltà, ma serve un nuovo status, l’antifragilità, una nuova condizione che permette di rispondere alle sfide, accettando il cambiamento, imparando dalle crisi e dando il meglio di sé, per uscire, da esse, più forti ed evoluti“.

“È il momento della ripartenza”

“Siamo ben consapevoli che, con la pandemia, faremo i conti per un tempo purtroppo non breve, ma questo deve comunque essere il momento della ripartenza. Una ripartenza che sarà accompagnata da una nuova consapevolezza della vulnerabilità della nostra condizione umana, ma che proprio per tale ragione dovrà essere maggiormente fondata sui valori della collaborazione e dell’interdipendenza”.

Un anno importante

“Quello appena avviato è un anno importante per la nostra Città, per la Sicilia, per l’Italia, che vedranno il rinnovo, in un arco temporale molto breve, e in una condizione di contesto estremamente complessa, delle loro cariche apicali, a partire da quella del Presidente della Repubblica, ruolo oggi autorevolmente ricoperto da un palermitano, Sergio Mattarella, che ha dato tanto al nostro Paese, sia durante il Suo mandato sia a livello familiare, a seguito del vile e barbaro omicidio del fratello Piersanti, ad opera della criminalità organizzata. Non possiamo oggi dimenticare che quest’anno sarà anche caratterizzato da importanti e significative tristi ricorrenze. Il pensiero va al quarantennale dei barbari omicidi di Pio La Torre e di Carlo Alberto Dalla Chiesa e al trentennale delle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le Donne e gli Uomini delle loro scorte. Rinnovare la memoria di quei terribili eventi non è per noi esercizio retorico, ma la dimostrazione della capacità da parte dello Stato di sapere reagire e di trovare dentro sé stesso la forza di ripartire. Per gli Atenei, in particolare, questo sforzo deve essere finalizzato alla irrinunciabile missione di formazione della futura classe dirigente e di una generazione capace di scelte consapevoli, efficaci e ispirate ai valori più alti della nostra esistenza”.


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Midiri: “Mettere al centro studentesse e studenti”

“In questo anno cruciale, e in quelli altrettanto determinanti che seguiranno, l’Università di Palermo, conscia di questo ruolo e di questa responsabilità verso le nuove generazioni e verso il territorio, intende essere presente come soggetto attivo, promuovendo la cultura della collaborazione. Abbiamo il dovere di essere capaci, di essere attori in prima linea. E per farlo dovremo operare con tutto il nostro dinamismo, le nostre peculiarità, le nostre capacità, in stretta collaborazione con le Istituzioni e le Imprese che operano nel territorio. Per raggiungere questi obiettivi bisogna mettere al centro di tutto studentesse e studenti, la vera e propria essenza dell’Università. Dobbiamo ascoltare i loro bisogni, i loro interessi, le loro ambizioni. Ognuno di loro è per noi una precisa responsabilità. La cura e l’impegno nei loro confronti devono iniziare ancora prima della immatricolazione, offrendo percorsi di ascolto, dialogo e orientamento che li aiutino ad intercettare le personali inclinazioni e rispondere alla formazione di base“.

“Obiettivo: tornare in presenza”

L’Università di Palermo ha dimostrato di reggere all’onda d’urto della pandemia che ha cambiato ciascuno di noi in modo profondo, imponendo di ripensarci come individui, ma soprattutto come collettività. La necessità che si è manifestata di utilizzare gli strumenti digitali come unico mezzo di raccordo nei rapporti con gli Studenti e con il Personale tutto, pur permettendo nell’emergenza un’imponente risposta in termini di formazione, ricerca e prassi amministrativa, ha tuttavia evidenziato l’esigenza di un immediato ritorno alle attività in presenza. Solo in questo modo infatti le Università potranno pienamente riconoscere il valore dell’incontro e dello scambio di idee e di sapere, ma anche riscoprire l’arricchimento della prossimità sociale”.

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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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