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Dopo aver guadagnato la ribalta dei TG nazionali attraverso i video che loro stesso avevano diffuso sui social, in cui si vedono una cinquantina di cittadini palermitani del quartiere Sperone, dediti alla classics “arrustuta”  banchettare sul tetto di un palazzo. Parla il pensionato, Giuseppe Spagnolo, autore del famoso video. Lo fa attraverso le pagine di Rosanerolive.it. che riporta, senza correzioni l’sms inviato dal pensionato e che anche noi riportiamo fedelmente.

State solo facendo scena noi no stiamo facendo male a nessuno comunque io sono la persona che affatto il video cioe il pensionato che senefrega del virus se volete chiarimenti veli posso dare. Il.mio numero è ********** sono a vostrs disposizione

Così, Spagnolo è stato prontamente contattato da Michele Sardo. Vi riportiamo l’intera conversazione. Noi non aggiungiamo nulla di più, già tanto si è detto. Ognuno potrà farsi la propria idea.

La prima cosa che ho chiesto a Spagnolo, naturalmente, è il senso di questo messaggio, dov’è che noi e tutta la gente indignata starebbe facendo scena e quali sarebbero questi fantomatici chiarimenti che potrebbero in qualche modo giustificare quella “bravata” sui tetti di un palazzo dello Sperone.

In quel video che ho girato sono stato frainteso – esordisce il pensionato – non intendevo dire ciò che la gente ha capito. Mi dispiace se ho detto che il virus era cornuto. In questi mesi da casa mia non è uscito nessuno, i miei familiari sono stati tutti dentro perché mi sembra onesto. Io non ho ucciso nessuno. Il giorno di Pasqua – continua – abbiamo pensato di salire sul tetto, ma se avete visto il video ognuno si guardava il suo ed eravamo distanti l’uno dall’altro”.

UNA CINQUANTINA DI PERSONE SENZA MASCHERINE E SENZA GUANTI…

Sul tetto del palazzo dello Sperone abbiamo visto di tutto e di più. Gente che beveva, uomini che arrostivano a pochi centimetri l’uno dall’altro, bambini che scorazzavano indisturbati su un tetto privo di barriere, tavolate imbandite e brindisi senza un domani. Ma per il signor Spagnolo era tutto in sicurezza: “Non ci siamo avvicinati agli altri – ribadisce – ognuno era nel suo spazio con la sua famiglia, distanti l’uno dall’altro. Io ero con mia moglie e i miei figli. A casa non è la stessa cosa”?

SU UN TETTO SENZA BARRIERE

Per fortuna su una cosa siamo d’accordo: “Ammetto che il tetto non è un luogo sicurissimo – dice Spagnolo – ma io posso parlare per la mia famiglia, non per gli altri. Ai miei figli, quando erano piccoli – racconta – non gli permettevo di salire sul tetto, ma ognuno la vede a modo proprio, io rispondo di me”.

ORDINANZA NON RISPETTATA

Come si dice? Fatta la legge, trovato l’inganno: “Non è vero che non abbiamo rispettato l’ordinanza – controbatte alla mia domanda Spagnolo – perché non siamo andati in mezzo alla strada, eravamo a casa nostra, in una proprietà privata. E’ vero, qualcuno ballava, ma che dobbiamo fare, dobbiamo morire?”. Alias, è meglio morire di coronavirus che di solitudine. Ma questo non l’ho detto a Spagnolo, perché forse non serve a nulla, preso com’è dalle sue ragioni e dalle sue convinzioni. “In queste ore sto leggendo tante cazzate su facebook – continua l’uomo -“. E prova a cambiare discorso: “Ma voi avete visto cosa è successo sui tetti allo zen o al centro di Palermo dove gli immigrati sono in mezzo alla strada? Perché non pensa a questo il sindaco Orlando, che tra l’altro si è permesso di dire che siamo incivili?”.

Beh, ognuno vede il mondo a modo suo e anche la civiltà ha un metro non ben definito. E il signor Spagnolo, a tal proposito, non intende ammettere che la sua azione e quella di tutti coloro che ieri sono saliti sul tetto per banchettare, sia stata una mancanza di rispetto nei confronti di chi in questi giorni sta perdendo la vita e nei confronti di chi, con grande senso del dovere, sta soffrendo a casa per evitare la propagazione del virus. “In molti hanno interpretato male ciò che abbiamo fatto. A me dispiace per i morti e per chi è stato contagiato dal coronavirus – sottolinea – ma noi non stavamo festeggiando la gente che sta morendo. Cercavamo solo un momento di svago, non volevamo mancare di rispetto a chi sta soffrendo per il coronavirus. Io – aggiunge – sono stato operato da poco di tumore e mi dispiace sentire che molta gente sta male. Tra l’altro ho un cognato che lavora al Cervello”.

LE SCUSE

Un momento di svago, certo, lo stesso che vorremmo tutti da due mesi a questa parte. Ma noi non ci abbiamo pensato all’opportunità di salire sui tetti. Che fessi. Effettivamente l’ordinanza vietava di uscire, non di banchettare sul tetto, anche se condominiale. Bastava solo avere l’accortezza di mantenere le distanze e di buttare l’occhio sui più piccoli per evitare un volo dal decimo piano. Perché non ci abbiamo pensato? Pensate alla festa che avremmo potuto fare: 700 mila palermitani sui tetti di Palermo a ballare “macarena”. Ci avrebbero visti pure dalla luna.

Poi le scuse, anche se valgono poco, visto che sono rivolte a chi ha frainteso: “Io chiedo scusa alle persone che hanno interpretato male questa cosa – precisa Spagnolo -. Se ho detto che il virus è cornuto non l’ho detto per male“. E batti a mazze quando la briscola è ad oro. Faccio notare al pensionato dello Sperone che chi si è indignato non è il coronavirus, ma qualche milione di esseri umani: “Ci tengo a sottolineare – rispiega – però che io ero a casa mia (su un tetto condominiale, ndr). Ero in una proprietà privata, eravamo dentro, non per strada”.

NESSUNA SANZIONE

E, udite udite, a quanto pare, a parte il fatto di aver perso qualche vecchio tavolino e qualche sediolina di legno, i trasgressori dello Sperone potrebbero averla fatta franca. Almeno a giudicare da ciò che mi dice il signor Spagnolo: “Le forze dell’ordine non ci hanno multati, né mi hanno chiesto le generalità – dichiara sicuro -. Almeno a me no, non so agli altri. Hanno solo portato via tavoli e sedie. Non so se ci saranno ripercussioni in seguito”.

PASQUETTA A CASA

Ma una buona notizia c’è, perdonate l’ironia.Oggi, giorno di pasquetta, il signor Spagnolo e tutti i festaioli che per Pasqua si sono divertiti e hanno mangiato e bevuto alla salute di noi “fessi” che siamo rimasti chiusi all’interno delle nostre mura domestiche, non sono saliti sul tetto: “Sto passando la giornata sul divano – continua l’uomo -. Al momento sto guardando un documentario su rai due e ogni tanto leggo i commenti cattivi che mi stanno rivolgendo su facebook da stamattina. Queste persone che mi stanno offendendo – conclude – stanno dicendo vero?”.

Fonte https://www.rosanerolive.it/

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