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Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) definisce da “alto” a “molto alto” il rischio sanitario per l’Unione europea legato alla possibile diffusione della nuova variante Omicron del coronavirus che provoca l’insorgenza del Covid-19. “Esiste una notevole incertezza relativa alla trasmissibilità, all’efficacia del vaccino, al rischio di reinfezione e ad altre proprietà della variante Omicron – scrive l’Ecdc in un report diffuso nella tarda serata di ieri -. Dato il suo potenziale di ‘fuga immunitaria’ e il vantaggio di trasmissibilità potenzialmente maggiore rispetto alla Variante Delta, valutiamo la probabilità di un’ulteriore introduzione e diffusione nella comunità nell’Ue come ALTA. In una situazione in cui la variante Delta sta rinascendo nell’Ue, l’impatto dell’introduzione e della possibile ulteriore diffusione di Omicron potrebbe essere MOLTO ELEVATO”. “In conclusione – si legge nel report dell’Ecdc -, il livello complessivo di rischio per l’Ue associato alla Variante SARS-CoV-2 Omicron è valutato da ALTO a MOLTO ALTO”. 

“Questa variante va presa con grandissima attenzione. Ancora non c’è una valutazione finale, ma si tratta di un elemento nuovo e preoccupante”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, al Corriere della Sera, in merito alla variante. Il ministro ricorda “i numeri minimi, gli scienziati sono molto cauti. Hanno bisogno di tempo per capire e valutare. Intensificheremo il sequenziamento, cercheremo questa variante con maggiore insistenza ancora”. Alla domanda ‘Ma se ci sono così pochi casi, perché fa tanta paura’, Speranza risponde: “Sembrerebbe la più insidiosa perché a differenza di tutte le altre avrebbe 32 mutazioni della proteina spike, la parte su cui lavorano i vaccini”.


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‘Arriverà anche in Italia?’: “Lo dico con franchezza, può succedere che arrivi in altri Paesi. Siamo partiti con un virus che, da Wuhan, è arrivato a Vo’ Euganeo e poi in ogni parte del mondo. È difficile pensare che una variante, se contagiosa, possa essere fermata e reclusa”, sottolinea. Alla domanda ‘A che serve la terza dose con un farmaco che potrebbe essere ‘bucato’ dalla nuova variante?’ Il ministro replica che “non abbiamo ancora informazioni sufficienti“, ma “la terza dose è essenziale, protegge benissimo da tutte le varianti esistenti e va assolutamente fatta”. Protegge anche dalla sudafricana? “Questa variante è ancora sotto investigazione. In ogni caso il vaccino è uno scudo. La variante può forse ridurne l’efficacia, ma non certo azzerarla”.

I principali produttori di vaccini contro il Covid-19 in Occidente, tra cui Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson, hanno intanrto riferito ieri che stanno già testando l’efficacia dei loro prodotti contro la nuova variante rilevata in Africa meridionale. Lo rende noto l’agenzia Efe. Sempre ieri Pfizer e il suo partner tedesco BioNTech hanno rilasciato una dichiarazione nella quale hanno spiegato che i loro laboratori stanno già analizzando questa variante per determinare se il loro vaccino (uno dei più utilizzati negli Stati Uniti e nei paesi europei) potrebbe aver bisogno di una sorta di “aggiustamento”.

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