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Nell’epoca tecnologica nella quale viviamo, ormai tutti utilizziamo gli smartphone. E diciamoci la verità, non esclusivamente per necessità, anzi. Lo smartphone è praticamente la prima cosa che utilizziamo quando apriamo gli occhi al mattino e l’ultima che abbiamo tra le mani prima di chiudere gli occhi e abbandonarci al sonno della notte. Lo smartphone è praticamente sempre con noi!

A volte sembra quasi che sia questo a gestirci il tempo e a monitorare per fino le nostre abitudini quotidiane.

La scienza dice la sua

Studi scientifici dimostrano che passare molto tempo davanti ai nostri smartphone non è solo un atteggiamento sbagliato, ma addirittura dannoso in termini di influenza sul nostro comportamento.

Infatti, avere tra le mani per molto tempo lo smartphone, soprattutto se utilizzato per social e giochi, rende più impulsivi. Ma non solo. E’ stato dimostrato che questo attaccamento allo smartphone, e alle sue App che ormai ci permettono di fare tutto, genera inconsciamente anche la tendenza a pretendere una gratificazione immediata. Da qui l’atteggiamento: lo voglio ora e subito!

A parlarne è uno studio tedesco pubblicato su PLOS ONE, dove uno dei ricercatori spiega che utilizzare lo smartphone per tanto e troppo tempo ci rende disposti ad accettare ricompense piccole ma immediate, sotto forma di like nel caso dei social, di bonus e premi nel caso dei giochi.

L’uso dello smartphone e le scelte di vita

La tendenza a preferire piccole ricompense a breve termine, come dimostrano i diversi studi, rappresenta una spia di comportamenti negativi. Questo comportamento potrebbe, addirittura, portare a delle conseguente dannosa che riguardano le nostre scelte di vita. In casi estremi, infatti, potrebbe essere la causa dell’uso di droghe o della dipendenza dall’alcool e dal gioco d’azzardo.

«Sono stato sorpreso nel constatare quanto tempo alcune persone passano su social e app di gioco»

Lo ha dichiarato van Endert. Grazie ad un esperimento sociale, ha potuto constatare che in alcuni casi il tempo trascorso davanti allo schermo superava addirittura le dieci ore giornaliere.

Questo dato ha una duplice valenza. Se da un lato è necessario per condannare l’uso sbagliato ed eccessivo che noi molto spesso facciamo dei nostri device, dall’altro è sicuramente un buon punto di partenza per riflettere su questo e provare a limitarne i danni. D’altronde ci è stato sempre detto che la tecnologia è un’arma a doppio taglio.

Siamo noi a decidere, con il nostro comportamento più o meno responsabile, se impugnare il manico, avendone il  pieno controllo o lasciarci trafiggere dalla lama.


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