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Scoperta dalla Digos una maxi truffa alla Regione Siciliana messa in piedi dai dipendenti della Foss, Fondazione orchestra sinfonica siciliana. Per la Polizia si tratta di uno scenario di dilagante illegalità. Accadeva nei locali del teatro Politeama di Palermo.

Ecco cosa accadeva alla Foss

Chi andava dal barbiere, chi portava l’auto a lavare, chi usciva da Palermo per andare a pranzare.

E perfino chi fumava una canna di marijuana. La Procura della Repubblica ha condotto un’articolata attività investigativa. L’indagine ha portato, a Palermo e provincia, all’applicazione della misura cautelare con obbligo di presentazione negli uffici di polizia giudiziaria per 47 persone collegate con la Foss.

Nello specifico, i provvedimenti coinvolgono 30 lavoratori ex Pip, a disposizione della Fondazione “Orchestra Sinfonica Siciliana”, con mansioni di pulizia, manovalanza, giardinaggio, servizio di maschera in sala, centralino e portineria.

La gravità dei fatti accertati e la loro reiterazione nel tempo ha consentito di cristallizzare un quadro di marcata e diffusa illegalità. Si verificavano allontanamenti per diverse ore dal luogo di lavoro per svolgere faccende di carattere strettamente personale.


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Maxi truffa. Le indagini

In alcuni casi gli interessati, dopo aver timbrato l’ingresso in teatro, si allontanavano arbitrariamente omettendo di registrare l’uscita.

A prova di ciò alcuni allontanamenti sono stati osservati a distanza dagli investigatori della Digos. Come ad esempio quelli posti in essere da alcuni impiegati della Fondazione, tra cui un addetto all’orchestra e tecnico di palcoscenico. Durante l’orario di servizio si sarebbe allontanato dalla struttura teatrale per recarsi dal barbiere o per portare la propria autovettura presso un autolavaggio. Un altro giorno, ne aveva approfittato per recarsi in auto presso il Comune di Isola delle Femmine, insieme alla moglie, per consumare un pasto.

Dalla polizia aggiungono:

” Un altro dipendente della Fondazione, appartenente all’area tecnica e direzione di sala, pur risultando presente all’interno della struttura teatrale, si è allontanato numerose volte usufruendo della timbratura fraudolenta effettuata da un altro collega. E, non meno eclatante, il grave episodio registrato all’interno dei locali del Teatro Politeama. Alcuni lavoratori, in servizio presso la portineria, sono stati sorpresi mentre consumavano marijuana. Uno di loro, peraltro, deteneva quantità significative nel suo appartamento”.

Maxi truffa. Le false dichiarazioni

Nello stesso contesto investigativo sono state accertate anche alcune false dichiarazioni sottoscritte da dipendenti della Fondazione. Questi avrebbero attestato l’impossibilità di certificare l’orario d’ingresso o di fine servizio, giustificandosi “col pretesto di avere dimenticato il proprio badge identificativo”. La disamina delle immagini registrate, anche in questo caso, ha consentito di accertare la non corrispondenza tra quanto dichiarato dal lavoratore e l’effettiva presenza sul luogo di servizio.

L’attività degli investigatori della Digos svolta nei mesi di febbraio, marzo e aprile del 2019, con l’ausilio di servizi tecnici di videoripresa e attraverso l’espletamento di servizi di osservazione e pedinamento, ha così consentito di mettere in luce una complessa rete di relazioni e di complicità tra soggetti, finalizzata alla truffa aggravata in danno dello Stato, in concorso tra loro.


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