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“Santo cielo, ancora una volta. Anche oggi mi tocca di leggere nella cronaca della mia città: uno studente, che ha fatto credere ai suoi di aver dato tutti gli esami, li invita alla sua inesistente laurea e si uccide“. A scriverlo è il professore universitario di Bologna Massimo Ferri, che sul Fatto Quotidiano racconta il suicido del giovane studente abruzzese che aveva inventato ai genitori la laurea.

Il 29enne suicida frequentava lo stesso ateneo in cui insegna Ferri. Il docente qualche anno fa incrociò sulla sua pelle una storia simile: “Un laureando molto educato e gentile svolse una discreta ricerca di tesi sotto la mia direzione, poi sparì. Avevo il suo numero di casa e dopo qualche settimana telefonai: aveva avuto qualche problema in famiglia, avrebbe presto completato e finito di scrivere. Passarono mesi, ritelefonai: aveva trovato un lavoro che lo impegnava ma senz’altro avrebbe finito gli studi, si scusava tanto. Altri mesi, ritelefonai e trovai la madre; questa mi chiese in tono accorato quale fosse la vera situazione”.

Continuando: “Mi rivelò che tempo prima il figlio aveva annunciato la propria imminente laurea, anzi aveva preparato anche i nonni a venire a Bologna il giorno dopo, per poi dire che il suo relatore (cioè io…) aveva fatto un colpo di testa e incomprensibilmente gli aveva impedito di laurearsi. Ci rimasi un po’ male, ma sempre meglio questa via d’uscita (comunque temporanea) che una più tragica. Raccomandai alla signora di affrontare l’argomento con dolcezza e aiutare il ragazzo, che evidentemente era in un terribile dissidio interiore”.


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Mente sulla laurea e si suicida, le parole del prof universitario

Ferri inoltre fa un appello a tutta la comunità universitaria: “E tu, studente o studentessa che ti sei infilato in questo buco nero. Che ti senti una merda mentre i tuoi magnificano con gli zii i tuoi falsi successi. Che sogni di uscire da questo vortice ma non sai come fare. Ti prego da docente, da padre, da nonno ti prego: basta! Guarda che non ti dico mica bravo bravo. Anzi: sei un grandissimo coglione. Ma ti prego: vai di là. Oppure fai quella telefonata e metti fine a questo incubo“.

“Se hai bisogno di aiuto o conosci qualcuno che potrebbe averne bisogno, ricordati che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto attivo ogni giorno dalle 10 alle 24 da contattare in caso di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. O contattare i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22)”.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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