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Midiri presenta Unipa ai suoi futuri studenti. Per il nuovo rettore c’è un solo desiderio: “I giovani devono sentire l’Ateneo come una casa”. Il rappresentante di Unipa lo ha dichiarato in occasione della presentazione dei progetti di investimento nel campo dell’edilizia per le sedi universitarie e degli interventi a sostegno degli studenti. Il rettore palermitano ha incontrato migliaia di ragazzi degli ultimi anni delle scuole secondarie superiori e dei Poli decentrati. 

Ha dialogato con i giovani per far conoscere meglio l’offerta formativa dell’ateneo. Lui stesso ha valutato personalmente lo stato di aule e immobili destinati alle attività didattiche, sia nel Campus universitario di Viale delle Scienze che del Polididattico del Policlinico, con un programma di visite ai 16 Dipartimenti, alla Scuola di medicina e in generale alle strutture di Unipa a supporto di didattica e ricerca.


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Midiri presenta Unipa ai maturandi palermitani

Non era mai accaduto prima – dice Midiri ai ragazzi – che un rettore entrasse negli istituti a parlare e a discutere direttamente con le scolaresche. Ritengo invece che un avvenimento come questo sia importante e rientri nella logica che vede la scelta dell’Università come un passo importante per la vita. Ma soprattutto per il futuro di un giovane”.

Il rettore spiega di essersi subito posto il problema di come rendere maggiormente attrattivi i corsi di studio, sin dal momento del suo insediamento: “Per questo – aggiunge – ci siamo adoperati per siglare accordi con 3.200 aziende, che si sono messe a disposizione per lo svolgimento dei tirocini curriculari delle lauree magistrali, in una prospettiva di integrazione dell’Università con il mondo del lavoro”. In questo modo si offrono opportunità ai giovani quando sono ancora in formazione: ”È possibile espletare i tirocini direttamente in azienda – riprende Midiri -. In modo tale da apprendere il necessario know how e gettare un primo ponte verso il proprio futuro lavorativo”.


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Irene Montruccoli

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A proposito dell'autore

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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