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Libia, carcere di Bengasi. Da quasi 100 giorni i 18 pescatori di Mazara del Vallo sono stati arrestati dalla Guardia Costiera libica, guidata dal generale Haftar, per aver pescato in territorio straniero. L’unica comunicazione, che i familiari e i marittimi sono riusciti ad avere, è stato una chiamata breve e fugace, arrivata nel cuore della notte dell’11 novembre. Oltre a quel piccolo feedback, dal primo settembre non è arrivato nulla. Ilaria Trinca, figlia di uno dei pescatori mazaresi, attraverso il sito Younipa ha richiesto solo una foto o una videochiamata per conoscere le condizioni fisiche e reali del padre e dei suoi colleghi.

Niente feste in famiglia per i pescatori di Mazara

L’armatore Marco Marrone, ovvero il capo e gestore, di una delle due navi sequestrate è intervenuto all’agenzia stampa Adnkrons.
“Sembra di essere fermi al primo settembre. Sono trascorsi cento giorni e non abbiamo ancora notizie dei nostri pescatori. Dal Governo, dalla Farnesina non ci fanno sapere niente. Non ci danno alcuna speranza che per Natale i pescatori possano trascorrere le feste con i loro cari”. Dalle sue informazioni sarà quasi impossibili il ritorno per le festività natalizie.
Inoltre ha sottolineato la poco costanza di informazioni dagli organi di Stato competenti in materia. “A noi dicono dal Governo che stanno lavorando sotto traccia, senza fare rumore, perché sono cose delicate e conviene usare un profilo basso. Intanto, sembra che non si muova niente”.

L’augurio dell’armatore

Marrone si augura che i pescatori “tornino a casa prima di Natale ma non ho nessuna certezza, né dal Governo mi hanno dato nessuna speranza. Sarebbe un bellissimo regalo per tutti noi”, dice emozionato.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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